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5 giugno 2008
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- La Commissione UE ha inviato un parere motivato all'Italia
sul monitoraggio del traffico marittimo
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- Nel mirino di Bruxelles anche Finlandia, Cipro, Repubblica
Ceca e Regno Unito
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- Oggi la Commissione Europea ha inviato un parere motivato
all'Italia per il non corretto recepimento nel diritto nazionale
della legislazione UE (direttiva 59 del 2002) relativa al sistema di
monitoraggio del traffico marittimo nelle acque comunitarie.
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- La direttiva, che è parte integrante del secondo
pacchetto marittimo adottato dopo l'incidente della petroliera Erika
- ha ricordato Bruxelles - istituisce l'obbligo di notifica alle
autorità marittime, in particolare per le navi che
trasportano merci pericolose o inquinanti. La direttiva prevede
anche il monitoraggio delle navi pericolose e l'intervento in caso
di incidenti in mare. In questo contesto impone agli Stati membri
l'obbligo di predisporre piani per l'assistenza alle navi in
difficoltà che si trovano nelle loro acque costiere.
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- Tra le ragioni per le quali la Commissione ritiene che la
legislazione italiana non abbia recepito correttamente la direttiva
figura il campo di applicazione ridotto di alcune disposizioni (ad
esempio, l'esenzione degli armatori e delle navi di stazza lorda
inferiore a 300 tonnellate dagli obblighi della direttiva). Inoltre
la Commissione nutre dubbi sulle disposizioni della legislazione
italiana in merito all'obbligo di installare sulle navi i “Voyage
Data Recorders” (dispositivi di registrazione dei dati di
navigazione).
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- Recentemente - ha precisato la Commissione - le autorità
italiane hanno adottato un testo che consente loro di apportare le
necessarie misure correttive; tali misure, tuttavia, non sono state
ancora notificate alla Commissione.
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- La Commissione Europea ha inviato pareri motivati anche a
Finlandia, Cipro, Repubblica Ceca e Regno Unito. Quello spedito alla
Finlandia riguarda il non adeguato recepimento nella legislazione
nazionale della normativa (direttiva 91 del 1995) sulle attività
di Port State Control che prevedono l'ispezione delle navi estere
nei porti nazionali per verificare se sono conformi alle normative
internazionali. I pareri inviati alle autorità di Cipro,
Repubblica Ceca e Regno Unito riguardano la mancata adozione nella
legislazione nazionale della normativa (direttiva 45 del 2005)
relativa al mutuo riconoscimento dei certificati rilasciati dagli
Stati membri ai marittimi.
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