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5 dicembre 2008 Il quotidiano on-line per gli operatori e gli utenti del trasporto 14.49 GMT+1



6 giugno 2008

L'Irish Exporters Association accusa il governo irlandese di ostacolare la crescita del porto di Dublino

«Non dovremmo compromettere il nostro benessere economico - ha sottolineato il CEO dell'associazione, John Whelan - affidando le nostre speranze a progetti irrealizzabili»

L'Irish Exporters Association (IEA) è letteralmente infuriata con il governo irlandese, reo - secondo l'associazione - di aver commissionato una serie di studi sul futuro del porto di Dublino che mirano al solo scopo di ostacolare l'attività e la crescita lo scalo, anzi, addirittura a chiuderlo.

«Il settore dell'export - ha sottolineato l'IEA - sta lottando per rimanere competitivo nel fornire prodotti sui mercati mondiali ed è seriamente preoccupato per il fatto che il nuovo governo non si stia confrontando con le nostre necessità quale nazione commerciale e con la necessità di sviluppare ulteriormente la capacità commerciale del porto di Dublino, il nostro collegamento chiave con le linee mondiali di traffico». L'IEA ha accusato il governo di aver invece istituito una nuova task force, quella creata lo scorso 28 maggio dal dipartimento dell'Ambiente per valutare il futuro della Baia di Dublino, che - secondo l'associazione degli esportatori - «è stata insediata con lo scopo di individuare i modi di chiudere il porto di Dublino».

«Dapprima - ha detto l'amministratore delegato dell'Irish Exporters Association, John Whelan - abbiamo avuto la strategia politica sui porti del governo che non ha assegnato alcunché allo sviluppo del porto. Poi è giunto il rapporto del consiglio della città di Dublino sul futuro del porto di Dublino, che ha preso in esame tutti gli aspetti ambientali. Quindi, in marzo, il dipartimento dei Trasporti ha annunciato uno studio sul porto di Dublino nell'ambito del National Development Plan. Ed ora il dipartimento dell'Ambiente ha delegato alla task force uno studio sulla Dublin Bay. Viene da chiedersi - ha osservato Whelan - il nuovo governo ha preso nota del recente rapporto dell'Organisation for Economic Co-operation and Development sulla necessità di efficienza nel settore pubblico?»

Whelan ha sottolineato la contrarietà dell'IEA circa il fatto che, «non solo tutti questi rapporti non siano altro che doppioni», ma che «importanti gruppi di soggetti interessati non siano stati consultati». «Ad esempio - ha spiegato - dallo studio del National Development Plan sono stati esclusi la Irish Exporters Association, altre organizzazioni, il Department of Enterprise Trade and Employment e persino lo stesso porto, mentre è stato incluso il Dublin City Council che aveva già pubblicato il suo punto di vista sul tema».

«Non solo - ha evidenziato Whelan - queste duplicazioni sono un colossale spreco di soldi del contribuente, ma la maldestra esclusione di importanti stakeholders arreca un danno all'integrità degli studi».

«Non possiamo perdere di vista - ha concluso Whelan - che la nostra economia è basata sul commercio. Per continuare a competere sui mercati internazionali abbiamo bisogno di una reale efficienza dei porti. Il nostro porto principale è Dublino. È necessario continuare ad investirvi per lo sviluppo dei traffici commerciali e non dovremmo compromettere il nostro benessere economico affidando le nostre speranze a progetti irrealizzabili quali quelli di altri porti costruiti in qualche altra località in un certo qual momento».

ITAL-PRO-RA.MAR.
Fortune International Trasport
Autorità Portuale di Taranto



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