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11 giugno 2008
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- Federmar-Cisal sollecita il governo ad intervenire affinché
il C.I.R.M. possa assicurare il servizio di assistenza medica ai
marittimi
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- Il Centro Internazionale Radio Medico sospenderà
l'attività regolare il 1° luglio limitandosi ad accogliere
le sole richieste urgenti
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- La Federmar-Cisal ha inviato una lettera al governo nella quale
manifesta viva preoccupazione per la prospettiva che il C.I.R.M.
(Centro Internazionale Radio Medico) debba ridurre, e - ha
sottolineato il sindacato - un domani forse chiudere del tutto, la
propria attività per carenza di fondi. Il sindacato ha
chiesto un intervento al presidente del Consiglio affinché la
questione abbia uno sbocco positivo.
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- Il consiglio di amministrazione del C.I.R.M. ha annunciato la
sospensione del servizio regolare di assistenza medica a partire dal
prossimo 1° luglio, limitando il servizio alle sole richieste
urgenti.
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- Risulta infatti - ha spiegato Federmar-Cisal - che lo
stanziamento annuo a favore della Fondazione C.I.R.M., stabilito a
suo tempo con la legge 647/96 in 775.000 euro, abbia subito
progressivi tagli attraverso successivi provvedimenti, anche
recenti, fino ad arrivare a poco più di 500.000 euro,
contributo giudicato assolutamente insufficiente per assicurare la
continuità operativa.
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- Secondo la Federmar-Cisal, «è incomprensibile che
per una questione di neanche 300.000 euro all'anno, ossia qualcosa
colme 500 milioni delle vecchie lire, i marittimi debbano rischiare
di perdere una struttura che garantisce loro un'assistenza medica
anche quando sono in navigazione in mari lontani, assistenza tanto
più necessaria in quanto le navi da carico non hanno il
medico a bordo ed ogni caso di malattia od infortunio di una certa
gravità può richiedere diagnosi e cure che possono
anche non essere alla portata delle superficiali conoscenze mediche
dei Comandi».
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- Il sindacato ha dichiarato «inaccettabile che il recupero
di risorse da parte del governo avvenga anche sulla pelle dei
marittimi, una categoria che porta nel mondo la bandiera italiana».
«In quest'Italia degli sprechi ad ogni livello - ha rilevato
Federmar-Cisal - se c'è l'esigenza di reperire risorse, che
s'incominci con l'eliminare le Province che non servono a nulla e
che gravano ben più onerosamente sullo Stato e sulla
collettività».
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