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17 giugno 2008
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- IRU: «non sussiste alcuna giustificazione per mantenere
imposte sul carburante eccessivamente elevate»
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- L'organizzazione internazionale dell'autotrasporto giudica
inutili blocchi e scioperi
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- «L'ondata di proteste e di blocchi delle ultime settimane
contro il costo del carburante non ha risolto e non risolverà
il problema dell'aumento del prezzo del carburante». Lo ha
detto il presidente dell'International Road Transport Union (IRU),
Janusz Lacny, precisando che, «quantunque siano comprensibili
le frustrazioni degli operatori del trasporto e si rispetti il
diritto allo sciopero, l'IRU non può in alcun modo sostenere
azioni che interrompano il libero spostamento di persone e merci via
strada». «Nondimeno - ha sottolineato Lacny - i governi
sono colpevoli di consentire che la situazione si deteriori fino a
questo punto non offrendo sostegno agli autotrasportatori a fronte
di una crescita dei costi del carburante senza precedenti».-
- Il presidente dell'IRU ha rilevato che, con un prezzo del
petrolio che attualmente ha superato i 130 dollari al barile, alle
aziende dell'autotrasporto non rimane altra scelta che riversare i
propri costi sui clienti.
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- Secondo l'IRU, questo aggravio di costi a carico dell'intera
economia poteva essere evitato. Ad esempio - ha rilevato
l'organizzazione internazionale dell'autotrasporto - la crescita del
prezzo del carburante determinata dalle imposte governative è
rilevante: senza queste tasse, il prezzo del carburante nell'Unione
Europea sarebbe di circa 1,23 dollari (0,8 euro) al litro, mentre
oggi gli autotrasportatori pagano il carburante da 1,96 dollari
(1,27 euro) al litro in Estonia a 2,55 dollari (1,67 euro) al litro
nel Regno Unito. In altre parole - ha spiegato l'IRU - questi prezzi
sono pari rispettivamente a 104 dollari (68 euro) e 317 dollari (206
euro) di imposte al barile. Ma anche se i livelli minimi di imposte
sul carburante dell'EU fossero applicati - ha osservato
l'organizzazione - gli autotrasportatori dovrebbero pagare
l'inaccettabile somma di 69 dollari (45 euro) di tasse al barile.
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- «Dappertutto - ha concluso l'IRU - i governi hanno
semplicemente utilizzato le imposte sul carburante quale fonte di
facile guadagno per lo Stato. Per anni l'IRU ha sostenuto nei
confronti dei governi la necessità di riconoscere che il
gasolio professionale, utilizzato unicamente per scopi commerciali,
rappresenta la linfa vitale delle nostre economie e che dovrebbe
beneficiare di una tassazione speciale sul carburante che ne
riconosca la sua importanza economica. Non sussiste alcuna
giustificazione per mantenere imposte sul carburante eccessivamente
elevate che distorcono artificiosamente il prezzo pagato alla pompa
proprio nel momento in cui le nostre economie hanno bisogno del
maggiore aiuto».
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