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21 aprile 2009
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- Vertice europeo per il salvataggio dell'autotrasporto
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- L'International Road Union presenta sei misure per evitare il
collasso del settore
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- Ieri a Bruxelles si è svolto un incontro organizzato
dalla Commissione Europea con circa 100 rappresentanti delle
associazioni europee dell'autotrasporto, del Parlamento europeo e
della Banca Europea per gli Investimenti per discutere delle misure
necessarie per far sì che le società di autotrasporto
sopravvivano all'attuale crisi economica.
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- «Il settore del trasporto su strada - ha dichiarato il
vicepresidente della Commissione UE, Antonio Tajani, responsabile
dei trasporti - è il pilastro più importante dello
scambio delle merci nel mercato interno. Questo incontro con le
parti interessate consente a tutti i soggetti di comprendere meglio
quanto sia grave l'impatto della recessione economica
sull'autotrasporto. Nel contempo è ovvio che non devono
essere assunte misure a breve termine a discapito dell'integrazione
del mercato e dell'obiettivo di istituire un sistema di trasporto
sostenibile. La crisi deve essere utilizzata quale opportunità
per modernizzare il settore del trasporto».
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- Tra i relatori dell'incontro figuravano i parlamentari europei
Mathieu Grosch e Boguslaw Liberadzki, il direttore generale per i
trasporti della Commissione Europea, Matthias Ruete, il segretario
generale dell'European Transport Workers' Federation, Eduardo
Chagas, il presidente della Federazione Autotrasportatori Italiani
(FAI) e della Conftrasporto (Confederazione trasporto, spedizioni e
logistica), Paolo Uggé, e il vicepresidente e presidente del
consiglio per il trasporto merci dell'International Road Union
(IRU), Pere Padrosa.
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- Nel suo intervento Paolo Uggé ha sottolineato come il
settore dell'autotrasporto sia assertore della diversificazione
modale dei trasporti e come sia pronto «a sostenere l'utilità
di misure che, in presenza di alternative, privilegino le modalità
complementari al trasporto gommato». «Ma - ha aggiunto -
fintanto che queste restano nelle intenzioni programmatiche, non
possiamo che evidenziare come ogni ostacolo al trasporto terrestre
determini la penalizzazione dell'intera economia».
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- In occasione del meeting di ieri il vicepresidente dell'IRU,
Pere Padrosa, ha presentato le sei misure contenute nel piano di
salvataggio del settore dell'autotrasporto approvato all'unanimità
lo scorso 3 aprile dall'assemblea generale dell'IRU. Il piano
prevede innanzitutto che i governi compiano sforzi significativi per
ridurre i costi a carico del trasporto su strada, ad esempio
evitando di istituire ulteriori imposte o tasse. A livello di Unione
Europea - ha osservato Padrosa - «questo può cominciare
con la sospensione della revisione della direttiva Eurovignette».
«Non dobbiamo ingannare noi stessi: la direttiva, inclusa la
sua valutazione d'impatto pre-crisi - ha spiegato - è ormai
superata. Più concretamente, anche in periodi migliori non
possiamo permetterci di introdurre nuove imposte di carattere
ambientale a carico del trasporto stradale che duplicano le tasse
sui veicoli e sul carburante. Di fatto, per salvare il settore, ora
i governi devono fare un passo ulteriore e valutare in che modo
possano essere ridotte le attuali imposte e spese».
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«Un secondo passo - ha aggiunto Padrosa - deve essere
quello di ripristinare la disponibilità di linee di credito
per il settore dell'autotrasporto. Le banche devono essere
incoraggiate ad erogare nuovamente prestiti e devono essere prese in
considerazione moratorie sui debiti per evitare il collasso di
aziende altrimenti sane a causa di carenza di capitale nel breve
termine».-
- Inoltre - secondo l'IRU - è necessario porre mano alle
normative sul fallimento, in modo tale - ha precisato Padrosa - «da
consentire alle imprese di operare a capacità ridotta
piuttosto che dover porre in liquidazione l'intera azienda».
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- La quarta misura prevede «un chiaro rifiuto da parte
dell'Unione Europea e degli Stati membri del neoprotezionismo: «la
libera circolazione delle merci e dei servizi, sul quale si fonda il
mercato unico - ha osservato - deve essere incoraggiata a tutti i
costi».
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- «In quinto luogo - ha proseguito il vicepresidente
dell'IRU - dobbiamo compiere ogni sforzo per mantenere i lavoratori
all'interno del settore. Non possiamo permetterci di perdere
manodopera qualificata, che sarà necessaria quando aumenterà
nuovamente la domanda di trasporto. Né può la nostra
forza lavoro permettersi di perdere il proprio posto di lavoro».
Padrosa ha ricordato che ci sono diversi modi per difendere questi
posti di lavoro, ma che sostanzialmente sono basati sul sistema
della cassa integrazione, con il pagamento da parte dello Stato
degli stipendi dei lavoratori posti temporaneamente a riposo, misura
che consente di salvaguardare competenze «di cui si avrà
un disperato bisogno una volta che l'economia comincerà a
ripartire».
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- Infine - secondo l'IRU - «è giunto il momento per i
governi di rilanciare nuovamente l'economia reinvestendo nelle
strade». «I lavori pubblici e le infrastrutture - ha
concluso Padrosa - sono metodi sperimentati per tenere sotto
controllo la disoccupazione e l'eliminazione delle strozzature della
nostra rete stradale contribuirà a ridurre le inutili spese
sostenute dagli altri utenti della strada».
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