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18 maggio 2009
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- Assoporti chiede un piano strategico per i dragaggi nei porti
italiani
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- Nessun porto - ha sottolineato l'associazione delle Autorità
Portuali - sta muovendo un grammo di fango, sabbia o quant'altro dai
suoi fondali
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- Oggi a Roma, in occasione del seminario organizzato nella
giornata di apertura dell'European Maritime Day, l'Associazione
Porti Italiani (Assoporti) ha chiesto un piano per i dragaggi nei
porti italiani che includa i fondi necessari ad attuale i lavori e
che sia corredato da un apposito quadro normativo.
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- «Allo stato attuale - ha sottolineato l'associazione -
nessun porto italiano sta muovendo un grammo di fango, sabbia o
quant'altro dai suoi fondali. Qualsiasi possibilità della
portualità nazionale di giocare un ruolo crescente sulle
rotte dei traffici internazionali è quindi a tutti gli
effetti congelata». «In Italia, nonostante il cosiddetto
decreto Prestigiacomo (in attuazione della Finanziaria 2006) abbia
impresso una svolta alla normativa in materia, dragare i porti
rappresenta ancora un rischio, con pesanti riflessi giudiziari, per
qualsiasi Autorità Portuale che se ne voglia fare carico».
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- Secondo un calcolo di Assoporti, allo stato attuale per
garantire funzionalità ai porti sarebbero da muovere dai
fondali dei principali porti circa 50 milioni di metri cubi. «Ma,
mentre in un porto come Amburgo viene autorizzata ogni anno la
rimozione di oltre 8 milioni di fanghi e sabbie dai fondali portuali
- ha evidenziato l'associazione - in Italia l'equiparazione
automatica del materiale di dragaggio al rifiuto continua a generare
ostacoli insormontabili. Alcuni esempi: a La Spezia ci sono voluti
dieci anni e il blocco dei progetti di ampliamento del porto per
sperare, proprio in questi giorni, nello spostamento dei fanghi dal
Golfo spezzino a Piombino. E in questi anni l'Autorità
Portuale di La Spezia è arrivata a pagare alla Germania più
di 120 euro per metro cubo di materiale rimosso dai fondali, quando
il costo medio di un dragaggio in Nord Europa è pari a 4 euro
a metro cubo».
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- Il presidente di Assoporti, Francesco Nerli, ha quindi chiesto
«l'immediato varo di un piano strategico dei dragaggi che doti
i porti delle risorse necessarie e di un quadro definitivo di norme
chiare circa la catalogazione e le forme di smistamento dei
materiali dragati».
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- Assoporti
Fabbisogni di escavo in alcuni dei porti
maggiori italiani al 2008-
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Porto |
Volume (mc) di materiale da dragare |
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La Spezia* |
918.000 |
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Marina di Carrara* |
113.000 |
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Livorno* |
1.860.000 |
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Piombino* |
3.450.000 |
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Napoli* |
4.713.000 |
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Salerno |
5.000.000 |
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Taranto* |
4.870.000 (in
aderenza PRP vigente) + 19.000.000
(previsto da nuovo PRP in itinere) |
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Bari |
200.000 |
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Ancona |
2.890.000 |
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Venezia* |
6.650.000 |
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*
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porti ricadenti, anche in parte,
all'interno di Siti di Bonifica di Interesse Nazionale - SIN
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- Piazza Matteotti 1/3 - 16123 Genova - ITALIA
tel.: 010.2462122, fax: 010.2516768, e-mail
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