
|

|
|
24 agosto 2009
|
|
- Assologistica, no all'aumento del 50% delle tasse portuali e
di ancoraggio
-
- L'associazione chiede l'intervento del governo e della
Comunità europea per sostenere l'industria portuale
-
- Assologistica sollecita interventi governativi e comunitari per
risolvere la grave crisi dei porti. Nel corso di una riunione presso
Confindustria Ravenna, i rappresentanti dell'industria portuale
italiana di Assologistica hanno rilevato come nel primo semestre del
2009 il settore portuale abbia subito flessioni sia dei volumi che
del fatturato ed abbia dovuto far fronte ad una situazione
finanziaria influenzata dalle pressanti richieste dei clienti di
riduzioni tariffarie e di forti dilazioni nei pagamenti e come,
nonostante ciò, le aziende del settore abbiano mantenuto i
precedenti livelli di occupazione.
-
- «La movimentazione delle rinfuse solide - è stato
sottolineato - si è ridotta mediamente del 50%, i traffici
ro-ro registrano una flessione del 26% con punte ancora maggiori in
alcuni porti, le merci varie registrano una flessione media del 20%,
ma con picchi superiori al 50%. Il traffico contenitori nei
principali porti di destinazione finale è diminuito tra il
15% ed il 27%, mentre quelli di trasbordo mostrano una maggiore
tenuta con l'eccezione di Gioia Tauro che perde circa il 9%. Perfino
il settore crocieristico prevede a fine 2009 un meno 2%. Tutta la
catena logistica, dai trasporti ai magazzini, risente degli effetti
della caduta dell'attività portuale, che è analoga, se
non peggiore, nei porti europei comunitari. Le previsioni per il
secondo semestre potrebbero essere ancora più pesanti per
tutti».
-
- Assologistica ha ricordato che questi dati hanno fatto decidere
il 9 luglio scorso alla Commissione Europea di predisporre in
ottobre prossimo misure a breve termine per aiutare il settore ad
emergere dalla crisi con i minor danni possibili (inforMARE
del 9 luglio 2009). «Ciò - ha evidenziato
l'associazione - rende ancor più evidente l'incoerenza
dell'aumento di quasi il 50% delle tasse portuali e di ancoraggio
rese operative dal decreto del presidente della Repubblica 107
pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 5 agosto. L'industria portuale
si attende l'immediata sospensione dell'efficacia di quel DPR per
evitare che le compagnie di navigazione lascino i nostri scali con
drammatiche conseguenze sui traffici e sull'occupazione in
particolare nei porti di trasbordo che operano nel Sud Italia».
-
- Inoltre Assologistica ha sottolineato la necessità «che
il ministero competente convochi al più presto tutte le parti
interessate per valutare le proposte da avanzare in sede comunitaria
a sostegno dell'industria portuale italiana» e «che il
governo nazionale comprenda e condivida l'iniziativa del ministero
delle Infrastrutture e Trasporti, come in questi giorni è
accaduto per l'applicazione dell'ICI sulle aree demaniali,
approvando al più presto le poche ma essenziali norme
inserite nell'allegato infrastrutture al DPEF che sono in parte
finalizzate ad evitare licenziamenti collettivi».
-
- Infine Assologistica ha sollecitato una nuova audizione alla
commissione parlamentare incaricata per la revisione della legge
84/94. «Pur prendendo atto dell'impossibilità di
pervenire ad una riforma più incisiva ed apprezzando alcune
parti della bozza in circolazione che potranno influire
positivamente sui tempi di realizzazione delle infrastrutture e sul
coordinamento delle amministrazioni pubbliche nei porti - ha
spiegato l'associazione - Assologistica conferma gravi perplessità
sulle parti che riguardano più direttamente l'industria
portuale italiana a proposito di concessioni e di correttivi alle
esistenti ingiustificate distorsioni nella distribuzione dei costi
di sicurezza (safety) portuale».
|
|
- Piazza Matteotti 1/3 - 16123 Genova - ITALIA
tel.: 010.2462122, fax: 010.2516768, e-mail
|