- Assoporti chiede ai parlamentari di destinare ai porti parte
dei fondi che la Finanziaria metterebbe a loro disposizione
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- Per il secondo anno consecutivo - ha accusato Nerli - il
governo non investe neanche un euro per i porti e per il sistema
marittimo-portuale
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- Unendosi alle critiche per la assoluta carenza di sostegno alla
portualità italiana che caratterizza il disegno di legge
finanziaria per il 2010 in discussione alla Camera, il presidente
dell'Associazione Porti Italiani (Assoporti), Francesco Nerli, ha
lanciato un “appello” ai parlamentari chiedendo loro di
adottare i porti conferendo agli scali portuali almeno una parte dei
fondi che la proposta di legge finanziaria metterebbe a disposizione
degli stessi parlamentari.
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- «Visto che per il secondo anno consecutivo il governo non
investe neanche un euro per i porti e per il sistema
marittimo-portuale - ha spiegato Nerli - visto che si prevedono
circa 520 milioni a “disposizione” dei parlamentari»
e «visto che le misure previste dal Documento di
Programmazione Economico-Finanziaria, disattese dalla Finanziaria,
per la sicurezza dei porti e per la tenuta delle imprese e del
lavoro portuale ammontano a circa 150 milioni» - ha concluso
il presidente di Assoporti - «rivolgiamo un appello a non
disperdere queste risorse ed a concentrarne almeno una parte, per un
obiettivo che è al tempo stesso di sviluppo e di coesione
sociale».
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