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15 gennaio 2010
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- Forcieri (AP Spezia) sollecita un maggior riconoscimento
della valenza dei porti per l'economia italiana
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- Necessario lo sviluppo di un sistema logistico
nord-centro-est riferito in particolare ai porti della Spezia e
Livorno
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- Il presidente dell'Autorità Portuale della Spezia,
Lorenzo Forcieri, sollecita un maggior riconoscimento della valenza
dei porti per l'economia italiana. Intervenendo oggi a Parma al
convegno “Il disegno dell'interportualità italiana. La
piattaforma logistica Tirreno-Brennero” organizzato dal CEPIM
(Centro Padano Interscambio Merci), dall'Unione Interporti Riuniti
(UIR) e dal Censis, Forcieri ha ricordato che «l'Iva generata
dalle operazioni portuali ammonta ad oltre nove miliardi di euro
annui. Non credo - ha aggiunto - che lo Stato possa sottovalutare la
perdita di una così cospicua fonte di entrata. È
necessario che ci sia una forte ripresa di attenzione nei confronti
del nostro settore, perché se perdiamo competitività i
traffici si sposteranno sempre più verso i porti del Nord
Europa e del resto del Mediterraneo, mentre il nostro obiettivo è
quello di recuperare competitività e quindi traffici e
ricchezza».
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- «I porti - ha precisato Forcieri - generano ricchezza in
termini complessivi ed occupazionali. Dobbiamo tutti fare massa
critica e spingere perché l'iter della riforma della 84/94
sia velocizzata. Altri paesi europei hanno già provveduto a
dotarsi di leggi più snelle ed efficaci che consentono ai
loro porti di aumentare la competitività del settore di
fronte a processi di cambiamento che anche noi dobbiamo
assolutamente intercettare, pena il declino».
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- In particolare il presidente del porto della Spezia ha
evidenziato i ritardi della portualità italiana nei confronti
dei concorrenti più diretti: nel periodo 1995-2008 il
traffico dei container movimentato dai porti mediterranei è
cresciuto complessivamente del 321% passando da sette a 30,3 milioni
di teu, mentre i porti italiani dell'Alto Tirreno (Genova, Spezia,
Livorno e Savona), ad esempio, nel periodo sono cresciuti solamente
del 100% passando da due a quattro milioni di teu dimezzando la
propria quota di mercato dal 27,9% al 13,4% del 2008. Questo boom -
ha rilevato Forcieri - è stato intercettato soprattutto dai
porti spagnoli che hanno aumentato i loro volumi del 353%.
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- Parlando di logistica e di interportualità, Forcieri ha
sottolineato la necessità di sviluppare un sistema logistico
che coinvolga complessivamente tutti i porti dell'Alto Tirreno:
«giudico positivo quanto sta avvenendo nel settore nord-ovest
con riferimento al porto di Genova - ha spiegato - a questo oggi
dobbiamo però affiancare un sistema logistico nord-centro-est
riferito a tutto il sistema portuale dell'Alto Tirreno, in
particolare ai porti della Spezia e Livorno. Se verranno messe in
campo tutte le iniziative e create tutte le condizioni necessarie
per mettere in atto questo sistema rispettando tempi non biblici,
renderemo un servizio non solo ai territori coinvolti ma all'intero
Paese».
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- «Il ruolo del Mediterraneo - ha concluso Forcieri - è
ancora centrale e lo sarà ancora di più quando ci sarà
un minimo di ripresa. Un'opportunità che dobbiamo cogliere.
Oggi non riusciamo a servire neanche il mercato domestico. Oltre a
questo dobbiamo invece rivolgerci efficacemente anche verso l'Europa
centro orientale e la Baviera, che possono entrare a far parte del
nostro bacino di riferimento».
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