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18 gennaio 2010
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- Merlo: necessario rinnovare il quadro normativo
per la safety nei porti
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- Secondo il presidente del porto di Genova bisogna intervenire
sia sulla legge 84/94 che sul decreto legislativo 272/99
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- In occasione dell'audizione odierna con la Commissione
parlamentare sugli infortuni sul lavoro, il presidente dell'Autorità
Portuale di Genova, Luigi Merlo, ha evidenziato l'esigenza di
intervenire sia sulla legge 84/94 che sul decreto legislativo 272/99
essendo il quadro normativo attuale rimasto immutato da troppi anni.
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- In particolare Merlo ha rilevato come la mera attribuzione di
non meglio definiti poteri di polizia amministrativa alle Autorità
Portuale non sia risultata, per queste ultime, condizione di per sé
sufficiente ad assolvere una completa ed efficace attività di
vigilanza e controllo delle attività portuali.
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- Merlo ha proposto, nel quadro di una maggior organicità e
per ovviare alle difficoltà che si sono manifestate, di
costituire i nuclei operativi integrati formati da personale
proveniente da ASL, Autorità Portuale e Autorità
Marittima sul modello di quelli già previsti, a livello
regionale, dal decreto del presidente del Consiglio dei ministri del
21 dicembre 2007. Con la ormai prossima scadenza dei protocolli
triennali sulla sicurezza, sottoscritti nei principali scali
nazionali - ha osservato - si pone oggi il problema di come dare
continuità e rafforzare il coordinamento istituzionale.
Secondo Merlo, la costituzione dei nuclei operativi integrati, in
modalità permanente e per ciascun porto, supportata da
apposita norma di legge, potrebbe essere una via da percorrere senza
intervenire sulle prerogative e sulle specificità delle
diverse amministrazioni, ma semplicemente mettendo a fattor comune
risorse, poteri e compiti diversi ma complementari. Tale previsione
- ha spiegato - potrebbe essere compresa nella stesura del nuovo
testo di revisione della 84/94 accompagnata da una norma che preveda
la definizione, per il personale ispettivo delle Autorità
Portuali, del profilo giuridico e professionale.
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- Il nuovo testo del decreto legislativo 272/99 - ha proseguito
Merlo - dovrebbe intervenire con puntualità sull'articolato
tecnico mettendo a fuoco alcuni aspetti che gli eventi tragici
avvenuti nei porti hanno fatto emergere. Per esempio - ha spiegato -
il controllo preventivo delle atmosfere pericolose a bordo e
all'interno dei contenitori, il lavoro in condizioni meteo avverse,
l'imbarco di mezzi in sovraccarico e con impianto frenante non
collegato, l'interazione uomo macchina sia esso lavoratore o
passeggero, il lavoro in quota e quello a bordo dei traghetti.
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- Inoltre Merlo ha sottolineato l'indispensabilità di
interventi per definire con precisione il quadro delle
responsabilità sul lavoro a bordo di navi battenti bandiera
estera, consolidare i comitati di igiene e sicurezza definendone
composizione compiti e poteri, stabilire i percorsi per la
formazione alla sicurezza. Su questo ultimo punto - ha precisato -
deve essere fatto un sforzo per recuperare nel più breve
tempo possibile il gap che ci separa dalle migliori esperienze
comunitarie rappresentate da Belgio, Svezia e Germania. Secondo
Merlo, la stessa stesura del decreto ministeriale sulla formazione
previsto dal 272/99 e mai emanato può essere l'occasione per
raggiungere obiettivi da tempo realizzati altrove.
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