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18 febbraio 2010
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- L'obiettivo di Mariotti Yachts è l'eccellenza
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- Oltre nove milioni di euro di investimenti e progetti per
megayachts da 54 a 85 metri
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Quella della T.Mariotti è una storia emblematica:
evidenzia come le imprese crescano sulla strada tracciata dal
proprio know-how e dalle proprie tradizioni, come colgano per volere
o per necessità le opportunità che trovano lungo
questo percorso e come cerchino vie alternative per aggirare
ostacoli insormontabili.
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Il cuore pulsante dell'azienda è e rimane a Genova, «una
città - ha confermato il presidente Marco Bisagno - che ci
piace, che amiamo». «In un certo senso - ha aggiunto -
andare in Veneto e a Marsiglia è un dispiacere». Poche
parole che sintetizzano la storia della società.-
- Nel 1928 apre i battenti l'officina di riparazioni navali di
Temistocle Mariotti. Da allora la ditta genovese ha progressivamente
consolidato la propria attività ampliando il raggio d'azione
e misurandosi con progetti sempre più impegnativi sino ad
arrivare, nel 1994, a dedicarsi anche alla costruzione navale.
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- Riparazione, conversione e costruzione navale sono tuttora i
core business di T.Mariotti. Un'attività che si è
incentrata sulle navi passeggeri e, in particolare, sul segmento
delle unità di lusso. L'alta gamma delle navi da crociera è
uno dei fiori all'occhiello della società.
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- Di primo acchito appare scontata l'ultima evoluzione della
strategia aziendale: l'approdo ai megayachts. Non è così.
Certo, le competenze ci sono: «quando abbiamo iniziato - ha
ricordato Bisagno - avevamo certezze tecniche». Per la
costruzione delle più esclusive navi da crociera è
necessario affinare la tecnica cantieristica fino ad arrivare alla
cura delle finiture. Ciò ha fatto negli ultimi anni
T.Mariotti, come sembra dire Bisagno in questa foto che lo immortala
a fianco di Pamela Conover, presidente e amministratore delegato di
The Yachts of Seabourn, in occasione della doppia cerimonia
d'impostazione della chiglia di due nuove navi da crociera destinate
alla compagnia crocieristica (inforMARE
del 30 giugno
2008). In questa circostanza la finitura
partiva dal tradizionale inserimento di monete d'oro nella chiglia.
Nei grandi yacht tutto, metallo o non metallo, deve essere prezioso:
dalle finiture si passa al dettaglio, al particolare, fino alle
minuzie.-
- Tuttavia anche quest'ultimo passo non è stato compiuto
alla cieca e apre un nuovo cammino, quello di Mariotti Yachts,
società integralmente controllata da T.Mariotti che Bisagno
ha presentato stamani a bordo di uno yacht di 54 metri attualmente
in costruzione. È l'evoluzione del Sea Force One,
l'unità che ha sancito l'ingresso dell'azienda nel mercato
dei megayachts e che è stata realizzata da A.M.Y. (Admiral
Mariotti Yachts), la joint venture con il marchio Admiral (inforMARE
del 17 luglio 2008).
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- Se Sea Force One - ha affermato Bisagno - ha stupito per
il suo progetto innovativo e originale, il secondo yacht
rappresenta un passo forse ancora più impegnativo per il suo
stile tradizionale. L'obiettivo di T.Mariotti, d'altronde - ha
sottolineato - è ambizioso: «raggiungere i mercati top
per le finiture, che in questo momento sono quelli nordeuropei».
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- Fare le cose giuste al momento giusto. Questo può essere
un motto attribuibile alla filosofia di T.Mariotti. O forse, meglio:
fare di necessità virtù. L'azienda, infatti, aveva
urgenza di individuare nuove strade, perché la via di Genova
non sembrava condurre in alcun luogo. Il mercato delle riparazioni e
manutenzioni delle grandi navi da crociera necessita oggi di bacini
in grado di ospitare unità lunghe 300 metri, strutture di cui
il porto di Genova non è dotato. La soluzione al problema è
stata trovata a Marsiglia.
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- Dopo essersi insediata in altre aree ancor più distanti,
in terra friulana, a San Giorgio di Nogaro, dove T.Mariotti è
presente con la CI.MAR. Costruzioni Navali, joint venture con il
gruppo Cimolai di Pordenone, la società è infatti
approdata nel porto francese.
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- A Marsiglia lo scorso anno la genovese San Giorgio del Porto ha
vinto la gara per la gestione dei bacini di carenaggio n. 8 e 9 in
precedenza operati dalla Union Naval Marseille, che è stata
posta in liquidazione nel febbraio 2009 (inforMARE
del 30 novembre
2009). Si tratta - ha spiegato
l'amministratore delegato della San Giorgio del Porto, Ferdinando
Garrè - di due vasche lunghe 320 e 250 metri. In precedenza
San Giorgio del Porto e T.Mariotti si erano fuse sotto l'insegna
della Genova Industrie Navali, holding che attualmente conta circa
300 dipendenti diretti e dà lavoro ad altre 1.200 persone
nell'indotto (inforMARE del
21 aprile 2008).
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- A Marsiglia T.Mariotti e San Giorgio del Porto hanno trovato ciò
che cercavano per dare un futuro alle proprie attività di
riparazione e manutenzione. In Francia - ha precisato Garrè -
si conta di avviare l'attività il prossimo settembre
inizialmente con circa 70 dipendenti e con un investimento di cinque
milioni di euro. Le grandi compagnie crocieristiche - ha rilevato
Bisagno - oggi hanno una flotta di circa cinquanta navi sui 300
metri che nei prossimi 4-5 anni avranno bisogno di interventi
manutentivi ed estetici. «Il mercato - ha sottolineato - è
questo». Evidentemente il porto di Genova sarà escluso
da questa attività.
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- A Genova invece il gruppo navalmeccanico ha investito oltre nove
milioni di euro realizzando tra l'altro un capannone dove possono
essere costruiti contemporaneamente due megayachts fino a 65 metri.
Qui il team di T.Mariotti, in collaborazione con l'architetto Luca
Dini, progetta nuove unità, ha allo studio yacht fino a 73
metri e - ha detto Dini - ha pronti bozzetti per navi di 85 metri.
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- «Nel settore del diporto - ha osservato Bisagno - c'è
una grande concentrazione di interessi». È un mercato
di cui Mariotti Yachts è ormai sicuro di avere la chiave
d'accesso. Forse non si tratta neppure più di una scommessa.
Comunque la società ha già ampiamente dimostrato di avere le
carte in regola per vincerla.
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- Bruno Bellio
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