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24 febbraio 2010
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- Trasportounito, la crisi senza precedenti dell'autotrasporto
italiano costituisce un grave rischio per l'intero sistema-Paese
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- Le misure adottate dal governo - accusa il sindacato - non
sono applicabili o sono addirittura controproducenti per il settore
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- Trasportounito ha convocato i propri associati per domenica
prossima a Milano, presso l'hotel Holiday di Assago, estendendo
l'invito a tutte le imprese del settore, per presentare gli ultimi
dati sulla crisi senza precedenti dell'autotrasporto italiano, ormai
- evidenzia il sindacato dell'autotrasporto - in una situazione di
vero e proprio allarme rosso, e per sottolineare come tale
situazione costituisca un grave rischio per l'intero sistema-Paese,
dall'approvvigionamento delle grandi industrie alla distribuzione.
«Rischio per contrastare il quale - sostiene Trasportounito -
il governo ha messo in campo norme non applicabili e misure di aiuto
apparente che nei fatti si rivelano addirittura controproducenti per
l'autotrasporto».
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- Alcuni dei dati anticipati da Trasportounito: il 30% della
flotta italiana di camion fermo nei piazzali spesso per manifesta
impossibilità anche solo di pagare i rifornimenti di
carburante; il 50% delle imprese italiane di autotrasporto in
ritardo cronico nel pagamento dei contributi previdenziali e degli
oneri sociali, con un monte arretrati che solo per quanto riguarda
queste voci, supera i 300 milioni di euro; il 10% delle imprese
italiane che nell'ultimo anno sono state dichiarate fallite o, nella
migliore delle ipotesi, sono entrate in una procedura di concordato
preventivo; 62.000 aziende di autotrasporto chiuse nell'ultimo
decennio su una consistenza attuale che si attesta attorno alle
115.000 imprese. Inoltre, nella sola Lombardia, un tasso di
mortalità delle imprese che in otto anni ha riguardato 10.000
aziende su un totale di 28.000. «Alcune fra le aziende simbolo
del settore - spiega il sindacato - sono in vendita sull'orlo del
collasso a fronte di una invasione ormai a tasso esponenziale di Tir
provenienti dall'Est europeo che sotto tariffano speculando sulle
condizioni di sicurezza dei mezzi, sui tempi di guida e sui
contratti spesso inesistenti dei dipendenti».
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- «Sul piano finanziario e strutturale - rileva
Trasportounito - il settore è in caduta libera. Alla crisi
economica si somma la cronica debolezza contrattuale nei confronti
con la committenza che spesso sfrutta la crisi, diminuisce i prezzi
dei servizi, ben oltre i limiti di sicurezza, ed allunga i pagamenti
degli stessi servizi soffocando ogni possibile liquidità di
cassa ed esponendo gli autotrasportatori a pesanti indebitamenti.
Questa è la regola per chi intende lavorare altrimenti si va
fuori dal cancello e si tengono fermi milioni di euro investiti in
veicoli industriali».
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