- Costa: con la riapertura della linea dei Bivi il porto di
Venezia è più vicino ai mercati centro-europei
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- Ieri la tratta è stata riaperta al traffico
commerciale
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- Ieri la tratta bivio Marocco - bivio Spinea della lunghezza di
circa 6,7 chilometri, che fa parte della linea ferroviaria
cosiddetta dei Bivi sulla direttrice Mestre-Udine, è stata
riaperta al traffico commerciale. «La riapertura della linea
dei Bivi - ha commentato il presidente dell'Autorità Portuale
di Venezia, Paolo Costa - è la dimostrazione che spesso è
sufficiente uno sforzo modesto per ottenere un grande risultato».
Tale linea - ha aggiunto - «consente da subito di sfruttare al
meglio le infrastrutture di collegamento con la rete ferroviaria
ordinaria di cui si è dotato il porto di Venezia».
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- «Se finora il Porto di Venezia ha potuto contare
principalmente sull'inoltro ferroviario di merci verso la pianura
padana - ha spiegato Costa - con l'attivazione del collegamento con
la linea ferroviaria Mestre-Udine si elimina un collo di bottiglia
che rendeva difficoltoso l'accesso dello scalo lagunare ai mercati
centro-europei. Mettere in comunicazione diretta il porto di Venezia
con la direttrice Nord attraverso il Tarvisio consente di riprendere
una prospettiva realistica di sviluppo delle attività
logistiche e di movimentazione merci che va oltre l'inoltro di merci
in cisterna verso l'Austria come avviene oggi».
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- «L'interesse ad inverare tale scenario di sviluppo,
d'altra parte - ha concluso Costa - è condiviso anche
dall'Austria. E lo testimonia l'interesse con cui i nostri vicini
d'oltralpe hanno sostenuto e stanno sostenendo il prolungamento del
progetto prioritario 24 Varsavia-Vienna della Rete Transeuropea di
Trasporto fino a Bologna, collegando ovviamente Venezia e il suo
porto».
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