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3 settembre 2010 Il quotidiano on-line per gli operatori e gli utenti del trasporto 05.29 GMT+2



11 marzo 2010

Avviata la seconda fase di Navaltex, il progetto per la creazione di una rete di imprese tessili e nautico-navali

Previsto lo sviluppo di materiali e prodotti innovativi

Stamani, presso la sede di Confindustria Genova, si è tenuto il convegno dal titolo “Navaltex 2.0 - Rete di imprese tessili e nautico-navali per lo sviluppo di materiali e prodotti innovativi” che aveva l'obiettivo di presentare il progetto Navaltex, lanciato nella primavera 2008, grazie al quale per la prima volta è stato creato un tavolo di lavoro e una rete di contatti fra il settore nautico-navale e le aziende del distretto tessile biellese.

Con il progetto, sviluppato da UCINA - Confindustria Nautica, Unione Industriale Biellese, RINA, Confindustria Genova e Unione Industriale Pratese, sono stati individuati quattro temi in cui l'innovazione nella costruzione navale passa attraverso prodotti high tech del settore tessile: dagli arredi di bordo ai componenti della struttura dello yacht, dagli indumenti di protezione (giubbotti, tute termiche..) ai tessuti con proprietà ignifughe o di protezione balistica.

Mentre proseguono i lavori di “Navaltex 1.0”, l'agenda strategica di innovazione che, per la prima volta, è stata condivisa dal settore tessile e da quello della cantieristica navale, UCINA - Confindustria Nautica, Unione Industriale Biellese, RINA, Confindustria Genova e Unione Industriale Pratese, con la Regione Piemonte, hanno avviato “Navaltex 2.0” che rappresenta il naturale completamento del progetto.

«L'esperimento Navaltex - ha spiegato Mario Dogliani, responsabile Corporate Project Financing del RINA - ha dimostrato come le due filiere industriali del tessile e delle costruzioni navali e nautiche sanno collaborare con efficacia. Navaltex 2.0 darà un respiro nazionale all'iniziativa: ne scaturirà una agenda strategica condivisa di innovazione da cui ci attendiamo notevoli ricadute sia a livello di singoli territori sia a livello di sistema nazionale».

«Il percorso fatto fino ad ora - ha aggiunto Andrea Parolo, responsabile Area Economia d'Impresa dell'Unione Industriale Biellese - ha permesso di mettere a punto un metodo di confronto operativo fra due settori non abituati a lavorare in sinergia. Il metodo così creato è stato illustrato e proposto alle aziende presenti che potranno lavorare in contatto diretto fra loro ed essere veri protagonisti nell'individuazione dei nuovi progetti di sviluppo».

«Nello scenario economico attuale che vede incerto il processo della ripresa - ha rilevato il direttore generale di UCINA - Confindustria Nautica, Marina Stella - le aggregazioni tra imprese non legate e vincolate ai territori ma a progetti industriali condivisi sono un percorso strategico per fare ricerca, innovazione, rafforzare la propria competitività, cercare nuovi canali e mercati di sbocco. È ovviamente necessario che tali forme di aggregazione spontanea trovino ora il giusto riconoscimento in materia di regime fiscale, contributivo e di semplificazione amministrativa, di incentivazione e capitalizzazione delle imprese».

ITAL-PRO-RA.MAR.
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