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16 marzo 2010
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- Serie di iniziative per lo sviluppo del sistema idroviario
del Nord Italia
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- Oggi è stato inaugurato il primo servizio fluviale per
container
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- Oggi, in occasione dell'inaugurazione del primo servizio
italiano di trasporto fluviale di merce in container, l'Autorità Portuale di Venezia ha
evidenziato la necessità di creare un terminal container o un
centro di raccolta merci presso il porto fluviale di Mantova-Valdaro
nell'ambito delle iniziative per rendere la tratta
Venezia-Mantova-Cremona ancora più efficiente ed
economicamente conveniente per il trasporto delle merci.
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- Ciò - ha spiegato l'ente portuale - renderebbe ancor più
conveniente il trasporto lungo il fiume Po soprattutto per le
imprese dell'area lombarda che avrebbero così a disposizione
un servizio regolare di trasporto da/per Mantova verso il resto del
mondo sfruttando i collegamenti diretti già attivi dalle
banchine veneziane.
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- Il nuovo servizio fluviale regolare per container (in
prospettiva bi-settimanale), che è operato dalla Fluviomar
(partecipata dall'Autorità portuale di Venezia con quote di
maggioranza e da Multiservice, Fagioli Group, Ferroviaria Servizi,
Promologistica, Provincia di Mantova, Pagnan e Cargill), è
già attivo dal gennaio 2009 per le merci alla rinfusa
(sfarinati granaglie) che da Venezia arrivano a Mantova e Cremona (e
viceversa).
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- Le cinque chiatte a disposizione di Fluviomar sono in grado di
trasportare fino a 100mila teu all'anno. Per Venezia - ha
sottolineato l'Autorità Portuale - ciò significa
mantenere la leadership per numero di container movimentati già
detenuta nell'Alto Adriatico.
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- Tra le iniziative per sviluppare il trasporto per via fluviale,
l'ente portuale ha ricordato i recenti accordi con l'Agenzia delle
Dogane per velocizzare le procedure di sdoganamento della merce: per
i carichi che dal Mediterraneo sono diretti al nord-ovest
dell'Italia verrà richiesto di specificare come “final
destination” il porto di Mantova e non quello di Venezia così
da poter inoltrare senza attesa le merci per via fluviale ed
effettuare le procedure doganali, come di norma avviene, al termine
del viaggio.
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- Inoltre è previsto l'inserimento dell'unica via
navigabile italiana all'interno del progetto RIS Italia (River
Information System), al quale appartengono già le grandi vie
europee come il Danubio. Ciò permetterà di migliorare
l'efficienza e la sicurezza del trasporto fluviale e il
posizionamento competitivo del Po e del Canale
Fissero-Tartaro-Canalbianco rispetto ad altri vettori. Il River
Information System, finanziato dall'Unione Europea, è il
primo sistema di monitoraggio del traffico delle imbarcazioni sulle
grandi arterie fluviali. Il progetto prevede il controllo e la
gestione automatizzata dei flussi lungo il Danubio e anche lungo
l'asta Po ai fini sia della sicurezza della navigazione che delle
esigenze amministrative e commerciali. Si potrà così
essere in grado di pianificare e visualizzare in tempo reale il
traffico, integrare tutti i dati rilevati e fornire informazioni ai
naviganti e alla comunità portuale per le opportune
pianificazioni. Il RIS Italia comprende 564 chilometri di via
commerciale, 21 chiuse, un centro di controllo, 10 stazioni locali e
remote dotate di monitor, videoproiettori e sensori di terra e di
bordo: un investimento complessivo tra i 16 e i 18 milioni di euro
che verrà messo a punto in tre anni.
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