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3 settembre 2010
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- Uiltrasporti chiede l'intervento del governo in materia di
assistenza sanitaria e di prestazioni previdenziali per i marittimi
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- Caronia: per Tirrenia è necessario sottoscrivere un
accordo che impedisca lo “spezzatino”
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- In una lettera inviata oggi al ministro del Lavoro e delle
politiche sociali, Maurizio Sacconi - che pubblichiamo di seguito -
Uiltrasporti chiede che, in materia di assistenza sanitaria e di
prestazioni previdenziali nei confronti dei lavoratori marittimi,
sia ripristinata la situazione precedente al decreto legge che, con
effetto dal 1° giugno scorso, ha stabilito la soppressione
dell'Istituto di Previdenza per il Settore Marittimo (Ipsema) con
attribuzione all'Inail delle funzioni in precedenza svolte
dall'Ipsema oppure che venga adottato un atto di indirizzo
ministeriale che salvaguardi la specificità del settore
marittimo e che consenta una tutela efficace dei diritti dei
lavoratori del mare.
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- Oggi, inoltre, in vista dell'incontro di lunedì prossimo
con il governo sulla procedura di privatizzazione del gruppo
Tirrenia, il segretario generale di Uiltrasporti, Giuseppe Caronia,
ha sottolineato che il 6 settembre «dovrà essere
l'inizio di un confronto permanente che consenta al sindacato di
conoscere ad horas l'evoluzione dell'ormai ingarbugliato, non certo
per nostra colpa, processo di privatizzazione del gruppo Tirrenia».
«Ovviamente - ha precisato Caronia - sarà
preliminarmente necessario sottoscrivere un accordo che sancisca in
via definitiva che in nessun caso e per nessun motivo si possa
procedere al famigerato “spezzatino” e che non verranno
intaccati i livelli occupazionali e contrattuali dei lavoratori. Ma
ciò non sarà sufficiente se non avremo anche la
garanzia di un nostro coinvolgimento, a differenza di quanto fino ad
ora è avvenuto, nelle scelte e nelle decisioni che in un modo
o nell'altro interessino i lavoratori». «Quindi non solo
il governo, ma lo stesso commissario straordinario, le cui
prerogative non vogliamo certo mettere in discussione - ha concluso
- farebbe in ogni caso bene ad ascoltare preventivamente il
sindacato prima di intraprendere ogni iniziativa cha possa
direttamente o indirettamente pregiudicare i loro interessi».
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- UILTRASPORTI
Il Segretario Generale-
- Roma, 3 settembre 2010
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- Al
-
Ministro del Lavoro e delle
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Politiche Sociali
-
On.le Maurizio Sacconi
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e p.c. |
- Al
-
Presidente INAIL
-
Dott. Marco Fabio Sartori
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- Al
-
Presidente CIV INAIL
-
Dott. Franco Lotito
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- Ai
-
Consiglieri CIV INAIL
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Luisa Benedettini
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Luciano Bertozzi
-
Franco Bettoni
-
Sergio Bonetti
-
Pierluigi Bruschi
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Roberto Caponi
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Riccardo Giovani
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Mario Guida
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Romano Magrini
-
Isidoro Marino
-
Achille Massenti
-
Giuseppe Pagliuca
-
Vittorio Panizza
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Carlo Pasqua
-
Carlo Piccirilli
-
Enzo Pierangioli
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Francesco Rampi
-
Ugo Russo
-
Elio Schettino
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Domenico Scopelliti
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Giovanni Serpilli
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Giuseppe Turudda
-
Giovanni Vinay
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- Caro Ministro,
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- Come Ti è noto, Il lavoratore marittimo è
destinatario in materia di salute e sicurezza di una disciplina
specifica di settore sia con riferimento alle prestazioni sia
all'organizzazione amministrativa deputata alla erogazione dei
servizi (assistenza sanitaria, prestazioni medico - legali,
prestazioni economiche di natura previdenziale e/o risarcitoria del
danno della salute, ecc.).
-
- In particolare, la specificità del lavoro marittimo,
aveva in passato consigliato sempre di concentrare in un unico
organismo pubblico (le Casse Marittime) l'erogazione dei predetti
servizi, anche al fine di semplificare il rapporto pubblica
amministrazione - lavoratore del mare.
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- Laddove tale criterio è stato abbandonato, infatti, si
sono dovuti trovare subito dopo degli accorgimenti per superare le
difficoltà che la specificità oggettiva del settore
pone. Esemplificativo di ciò, anche per la rilevanza della
questione, è la vicenda dell'assistenza sanitaria e delle
connesse indennità economiche.
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- Entrambi tali prestazioni, infatti, prima interamente in capo
alle Casse Marittime, a seguito della Riforma Sanitaria, sono state
scorporate per essere affidate le prime (assistenza sanitaria) al
Ministero della Salute e le seconde alle predette Casse.
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- La Riforma, però, alla prova dei fatti mostrò
subito dei limiti operativi, legati sempre alla specificità
del lavoro marittimo, tanto che per il settore si è risolta
in una semplice diversa imputazione giuridica formale delle attività
precedentemente svolte dalle Casse.
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- Le prestazioni sanitarie, infatti, non fu possibile affidarle
alle Regioni per le caratteristiche oggettive dei luoghi di lavoro,
con la conseguenza che il Ministero ha dovuto istituire un apposito
Servizio (SASN‐ D.P.R. 620/1980) cui demandare tali attività,
quale interfaccia delle Casse Marittime prima e dell'IPSEMA dopo.
Tale Servizio, peraltro, in molte realtà è rimasto
fisicamente negli stessi edifici dove insistevano e insistono
tuttora anche gli uffici dell'ex IPSEMA.
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- La stessa vicenda è valsa per le indennità di
malattia connesse all'assistenza sanitaria.
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- Anzitutto va premesso che tali prestazioni hanno una
regolamentazione (nell' an e nel quantum) diversa
rispetto a quella generale valida per il resto dei lavoratori e
anche per esse, con la riforma del Servizio Sanitario Nazionale, il
legislatore, sempre per la specificità del lavoro marittimo,
si è trovato obbligato a continuare ad affidare la loro
gestione alle Casse Marittime, laddove per il resto dei lavoratori
la competenza è stata affidata all'INPS (Art. 1, ultimo
comma, D.L.30.12.1979 N. 663).
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- Ciò premesso, senza voler ancora una volta entrare nel
merito sulla opportunità dell'avvenuta soppressione
dell'IPSEMA ed il subentro nelle sue funzioni dell'INAIL, suscita
molte perplessità il recente indirizzo del CIV di
quest'ultimo Istituto ( 3 agosto 2010) con il quale si impegnano le
strutture amministrative ad elaborare un piano per il riaffidamento
all'INPS delle prestazioni previdenziali ed assistenziali gestite
dall'ex IPSEMA, peraltro, sull'errato presupposto che le stesse
siano state gestite soltanto sulla base di un rapporto convenzionale
e non anche di una legge.
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- Premesso che è difficile riaffidare all'INPS una
competenza che non ha mai avuto, è necessario sottolineare
che tale scelta oltre che sbagliata organizzativamente, alla luce
dell'esperienza storica sopra accennata, essendo il quadro
legislativo di riferimento del settore marittimo completamente
diverso, è dannosa per i lavoratori.
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- Essa, infatti, si rileverebbe subito non soltanto poco
praticabile e ciò anche per i datori di lavoro del settore
che non erogano direttamente le indennità ( diversamente
dalla generalità delle imprese gestite dall'INPS), ma
sicuramente fonte di ritardi e lungaggini amministrative rispetto ad
una misura di sostegno al reddito che si deve caratterizzare per la
tempestivitànell'erogazione.
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- Ciò non solo per il subentro di un Ente (INPS) finora
estraneo al settore (fatta eccezione per il trattamento
pensionistico), aumentando così il numero delle
Amministrazioni con cui il lavoratore marittimo si deve rapportare
nonostante gli intenti di semplificazione, ma soprattutto perché
dovranno essere ricostruiti ab origine i rapporti SASN‐INPS
oggi inesistenti, essendo il marittimo fuori dal campo di azione
delle ASL con cui si interfaccia l'INPS in materia di indennità
di malattia.
Alla luce di quanto premesso appare chiara ed
urgente l'esigenza o di ripristino della situazione quo ante o di,
almeno, un atto di indirizzo ministeriale perché nelle scelte
organizzative, che l'INAIL è chiamata ad adottare per dare
seguito alla riforma operata con la legge 30 luglio 2010, n.122, sia
salvaguardata la specificità del settore marittimo ed in
particolar modo la tutela efficace dei diritti dei lavoratori del
mare, evitando ulteriori frammentazioni di competenze che già
nel passato si sono rilevate dannose.-
- Colgo l'occasione per porgere a Te e a quanti in indirizzo per
opportuna conoscenza, i miei migliori saluti.
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