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9 febbraio 2012 Il quotidiano on-line per gli operatori e gli utenti del trasporto 13.46 GMT+1



3 settembre 2010

Uiltrasporti chiede l'intervento del governo in materia di assistenza sanitaria e di prestazioni previdenziali per i marittimi

Caronia: per Tirrenia è necessario sottoscrivere un accordo che impedisca lo “spezzatino”

In una lettera inviata oggi al ministro del Lavoro e delle politiche sociali, Maurizio Sacconi - che pubblichiamo di seguito - Uiltrasporti chiede che, in materia di assistenza sanitaria e di prestazioni previdenziali nei confronti dei lavoratori marittimi, sia ripristinata la situazione precedente al decreto legge che, con effetto dal 1° giugno scorso, ha stabilito la soppressione dell'Istituto di Previdenza per il Settore Marittimo (Ipsema) con attribuzione all'Inail delle funzioni in precedenza svolte dall'Ipsema oppure che venga adottato un atto di indirizzo ministeriale che salvaguardi la specificità del settore marittimo e che consenta una tutela efficace dei diritti dei lavoratori del mare.

Oggi, inoltre, in vista dell'incontro di lunedì prossimo con il governo sulla procedura di privatizzazione del gruppo Tirrenia, il segretario generale di Uiltrasporti, Giuseppe Caronia, ha sottolineato che il 6 settembre «dovrà essere l'inizio di un confronto permanente che consenta al sindacato di conoscere ad horas l'evoluzione dell'ormai ingarbugliato, non certo per nostra colpa, processo di privatizzazione del gruppo Tirrenia». «Ovviamente - ha precisato Caronia - sarà preliminarmente necessario sottoscrivere un accordo che sancisca in via definitiva che in nessun caso e per nessun motivo si possa procedere al famigerato “spezzatino” e che non verranno intaccati i livelli occupazionali e contrattuali dei lavoratori. Ma ciò non sarà sufficiente se non avremo anche la garanzia di un nostro coinvolgimento, a differenza di quanto fino ad ora è avvenuto, nelle scelte e nelle decisioni che in un modo o nell'altro interessino i lavoratori». «Quindi non solo il governo, ma lo stesso commissario straordinario, le cui prerogative non vogliamo certo mettere in discussione - ha concluso - farebbe in ogni caso bene ad ascoltare preventivamente il sindacato prima di intraprendere ogni iniziativa cha possa direttamente o indirettamente pregiudicare i loro interessi».



UILTRASPORTI
Il Segretario Generale

Roma, 3 settembre 2010



Al
Ministro del Lavoro e delle
Politiche Sociali
On.le Maurizio Sacconi


e p.c.

Al
Presidente INAIL
Dott. Marco Fabio Sartori



Al
Presidente CIV INAIL
Dott. Franco Lotito



Ai
Consiglieri CIV INAIL
Luisa Benedettini
Luciano Bertozzi
Franco Bettoni
Sergio Bonetti
Pierluigi Bruschi
Roberto Caponi
Riccardo Giovani
Mario Guida
Romano Magrini
Isidoro Marino
Achille Massenti
Giuseppe Pagliuca
Vittorio Panizza
Carlo Pasqua
Carlo Piccirilli
Enzo Pierangioli
Francesco Rampi
Ugo Russo
Elio Schettino
Domenico Scopelliti
Giovanni Serpilli
Giuseppe Turudda
Giovanni Vinay

Caro Ministro,

Come Ti è noto, Il lavoratore marittimo è destinatario in materia di salute e sicurezza di una disciplina specifica di settore sia con riferimento alle prestazioni sia all'organizzazione amministrativa deputata alla erogazione dei servizi (assistenza sanitaria, prestazioni medico - legali, prestazioni economiche di natura previdenziale e/o risarcitoria del danno della salute, ecc.).

In particolare, la specificità del lavoro marittimo, aveva in passato consigliato sempre di concentrare in un unico organismo pubblico (le Casse Marittime) l'erogazione dei predetti servizi, anche al fine di semplificare il rapporto pubblica amministrazione - lavoratore del mare.

Laddove tale criterio è stato abbandonato, infatti, si sono dovuti trovare subito dopo degli accorgimenti per superare le difficoltà che la specificità oggettiva del settore pone. Esemplificativo di ciò, anche per la rilevanza della questione, è la vicenda dell'assistenza sanitaria e delle connesse indennità economiche.

Entrambi tali prestazioni, infatti, prima interamente in capo alle Casse Marittime, a seguito della Riforma Sanitaria, sono state scorporate per essere affidate le prime (assistenza sanitaria) al Ministero della Salute e le seconde alle predette Casse.

La Riforma, però, alla prova dei fatti mostrò subito dei limiti operativi, legati sempre alla specificità del lavoro marittimo, tanto che per il settore si è risolta in una semplice diversa imputazione giuridica formale delle attività precedentemente svolte dalle Casse.

Le prestazioni sanitarie, infatti, non fu possibile affidarle alle Regioni per le caratteristiche oggettive dei luoghi di lavoro, con la conseguenza che il Ministero ha dovuto istituire un apposito Servizio (SASN‐ D.P.R. 620/1980) cui demandare tali attività, quale interfaccia delle Casse Marittime prima e dell'IPSEMA dopo. Tale Servizio, peraltro, in molte realtà è rimasto fisicamente negli stessi edifici dove insistevano e insistono tuttora anche gli uffici dell'ex IPSEMA.

La stessa vicenda è valsa per le indennità di malattia connesse all'assistenza sanitaria.

Anzitutto va premesso che tali prestazioni hanno una regolamentazione (nell' an e nel quantum) diversa rispetto a quella generale valida per il resto dei lavoratori e anche per esse, con la riforma del Servizio Sanitario Nazionale, il legislatore, sempre per la specificità del lavoro marittimo, si è trovato obbligato a continuare ad affidare la loro gestione alle Casse Marittime, laddove per il resto dei lavoratori la competenza è stata affidata all'INPS (Art. 1, ultimo comma, D.L.30.12.1979 N. 663).

Ciò premesso, senza voler ancora una volta entrare nel merito sulla opportunità dell'avvenuta soppressione dell'IPSEMA ed il subentro nelle sue funzioni dell'INAIL, suscita molte perplessità il recente indirizzo del CIV di quest'ultimo Istituto ( 3 agosto 2010) con il quale si impegnano le strutture amministrative ad elaborare un piano per il riaffidamento all'INPS delle prestazioni previdenziali ed assistenziali gestite dall'ex IPSEMA, peraltro, sull'errato presupposto che le stesse siano state gestite soltanto sulla base di un rapporto convenzionale e non anche di una legge.

Premesso che è difficile riaffidare all'INPS una competenza che non ha mai avuto, è necessario sottolineare che tale scelta oltre che sbagliata organizzativamente, alla luce dell'esperienza storica sopra accennata, essendo il quadro legislativo di riferimento del settore marittimo completamente diverso, è dannosa per i lavoratori.

Essa, infatti, si rileverebbe subito non soltanto poco praticabile e ciò anche per i datori di lavoro del settore che non erogano direttamente le indennità ( diversamente dalla generalità delle imprese gestite dall'INPS), ma sicuramente fonte di ritardi e lungaggini amministrative rispetto ad una misura di sostegno al reddito che si deve caratterizzare per la tempestivitànell'erogazione.

Ciò non solo per il subentro di un Ente (INPS) finora estraneo al settore (fatta eccezione per il trattamento pensionistico), aumentando così il numero delle Amministrazioni con cui il lavoratore marittimo si deve rapportare nonostante gli intenti di semplificazione, ma soprattutto perché dovranno essere ricostruiti ab origine i rapporti SASN‐INPS oggi inesistenti, essendo il marittimo fuori dal campo di azione delle ASL con cui si interfaccia l'INPS in materia di indennità di malattia.
Alla luce di quanto premesso appare chiara ed urgente l'esigenza o di ripristino della situazione quo ante o di, almeno, un atto di indirizzo ministeriale perché nelle scelte organizzative, che l'INAIL è chiamata ad adottare per dare seguito alla riforma operata con la legge 30 luglio 2010, n.122, sia salvaguardata la specificità del settore marittimo ed in particolar modo la tutela efficace dei diritti dei lavoratori del mare, evitando ulteriori frammentazioni di competenze che già nel passato si sono rilevate dannose.

Colgo l'occasione per porgere a Te e a quanti in indirizzo per opportuna conoscenza, i miei migliori saluti.


Giuseppe Caronia


ITAL-PRO-RA.MAR.
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