- Spedapi Milano, la norma sulle tariffe minime dovute gli
autotrasportatori nuoce al libero mercato
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- Viene meno la possibilità di negoziare prezzi e
condizioni
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Spedapi Milano, associazione di categoria che raccoglie le
piccole società di spedizioni, annuncia che sta valutando la
possibilità di appellarsi al Parlamento Europeo perché
intervenga per far cancellare la legge italiana 127/2010, entrata in
vigore lo scorso 4 agosto, con la quale sono state stabilite tariffe
minime dovute agli autotrasportatori per i loro servizi con
l'intento da parte del legislatore di garantire la tutela della
sicurezza stradale e la regolarità del mercato
dell'autotrasporto di merci per contro di terzi.-
- Secondo Spedapi Milano, tale regolarità non è
affatto garantita dalla norma che anzi - sostiene l'associazione -
toglie al libero mercato la possibilità di negoziare prezzi e
condizioni. Già in passato - ricorda Spedapi Milano - lo
Stato aveva fissato delle tariffe per l'autotrasporto (le “famose”
tariffe a forcella) finché l'Antitrust ne ha imposto la
cancellazione: «uscita quella legge dalla porta - denuncia
l'associazione - si è deciso di farla rientrare dalla
finestra».
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- Secondo Spedapi Milano, questa legge crea tre effetti
collaterali: «permette agli autotrasportatori (disonesti) -
spiega l'associazione - di farsi la concorrenza proponendo alla
committenza prezzi al ribasso; costringe i committenti a non
affidarsi più direttamente agli autotrasportatori, ma a
passare per il tramite di cooperative costituite ad hoc (magari
costituite proprio dalla stessa Conftrasporto); immette sul mercato
una variabile incontrollata di costo».

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