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10 maggio 2011
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- Uno sbaglio fermare l'autotrasporto, sostiene ANITA
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- «Il governo - spiega Arcese - ha concesso al settore
700 milioni di euro. In termini economici non possiamo chiedere di
più»
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Un fermo dell'attività provocherebbe un ulteriore
aggravamento della crisi dell'autotrasporto. Lo sostiene l'ANITA
(Associazione Nazionale Imprese Trasporti Automobilistici)
rispondendo alla decisione di Trasportounito di confermare un blocco
nazionale dell'autotrasporto dal 16 al 20 maggio prossimi
(
del 10 maggio 2011).-
- «Non è attuando un fermo dei servizi di trasporto -
spiega il presidente di ANITA, Eleuterio Arcese - che si risolvono i
problemi della categoria». «Siamo tutti consapevoli che
l'autotrasporto stenta ad uscire dalla crisi - prosegue Arcese - ma
non dobbiamo essere noi stessi gli artefici di un ulteriore
tracollo. Solo attraverso il dialogo - ed è questa la strada
corretta, intrapresa dal sottosegretario alle Infrastrutture e
Trasporti Bartolomeo Giachino - è possibile risolvere i
problemi dell'autotrasporto italiano, peraltro già presenti
nell'agenda del governo».
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- «Il governo - sottolinea il presidente di ANITA - ha
concesso al settore 700 milioni di euro. In termini economici non
possiamo chiedere di più. Chiediamo, però, che sia
attuato il nuovo Piano nazionale della Logistica, che auspico venga
approvato presto dal Cipe». «Giovedì 12 maggio,
al tavolo con il governo - conclude Arcese - proporrò delle
misure per il trasporto italiano da inserire nel decreto per lo
sviluppo. Il presidente di Trasportounito, Franco Pensiero, venga al
tavolo a discutere con noi».

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