- Ligurian Ports e NAPA si rubano la scena al “trasport
logistic” di Monaco
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- «Non ho niente contro gli investimenti ipotizzati per
l'arco Adriatico», spiega Forcieri (Spezia), ma precisa: «i
porti liguri sono una realtà forte e solida e non uno
scenario virtuale»
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Anche se - come ha dichiarato il presidente dell'Autorità
Portuale della Spezia, Lorenzo Forcieri - la volontà dei tre
porti liguri alleati nell'associazione Ligurian Ports «non è
quella di contrapporsi ai porti del Northern Range, ma di
contribuire a migliorare l'efficienza complessiva del “sistema
Europa”», in questo sistema europeo figurano regioni
portuali con le quali lo schieramento dei tre porti liguri di
Genova, La Spezia e Savona è certamente in aperta
concorrenza. Una di queste è il sistema dei porti
nord-adriatici riunito nell'alleanza NAPA (North Adriatic Port
Association), in cui figurano gli scali di Koper, Ravenna, Rijeka,
Trieste e Venezia.-
- Tale antagonismo è emerso in occasione di un dibattito
tenutosi ieri alla fiera “transport logistic” di Monaco
di Baviera durante il convegno su “La piattaforma logistica
italiana al centro dei traffici tra Europa, Paesi del Mediterraneo
ed Oriente”, che ha ospitato due tavole rotonde con
protagonisti i porti e gli interporti italiani (presenti i
presidenti di Assoporti e Unione Interporti Riuniti) e in
particolare il sistema dei porti liguri rappresentato da Ligurian
Ports e il sistema dei porti dell'Alto Adriatico di NAPA, oltre che
l'Interporto di Bologna.
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- Portabandiera della controparte tedesca al convegno è
stata la DSLV - Deutscher Speditions- und Logistikverband
(Associazione Tedesca Spedizione e Logistica). Tuttavia, piuttosto
che un confronto tra Italia e Germania, è emerso un raffronto
tutto italiano (pur allargato, per NAPA, alla costa orientale
dell'Adriatico).
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- Concludendo il convegno l'Ambasciatore d´Italia in
Germania, Michele Valensise, ha posto l'accento esclusivamente sul
corridoio Adriatico. Immediata la replica dell'alfiere di Ligurian
Ports, Lorenzo Forcieri: «non ho niente contro gli
investimenti ipotizzati per l'arco Adriatico - ha spiegato il
presidente del porto della Spezia - ma non possiamo trascurare
realtà come la nostra che può crescere presto e bene
nell'interesse dell'intero Paese, se vedesse finalmente avviate a
soluzione la realizzazione di due importanti opere quali il Terzo
Valico e la Pontremolese».
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- Forcieri ha sottolineato l'importanza economica degli scali
liguri nel contesto dell'intero sistema portuale italiano ed ha
ribadito che «i porti liguri sono una realtà forte e
solida e non uno scenario virtuale». «Il sistema dei
porti liguri - ha precisato - è sempre più
competitivo, con i suoi quasi tre milioni e mezzo di container
movimentati nell'ultimo anno ed una crescita che continua a due
cifre anche nel 20011 e le Autorità Portuali di Genova,
Savona e La Spezia, stanno lavorando per integrarlo ulteriormente».
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- «Abbiamo - ha detto Forcieri - un'indicazione precisa, che
raccogliamo: il mercato sta individuando nel nostro sistema ligure
la risposta a diversi problemi ed alle esigenze di una sempre più
elevata efficienza. Noi rispondiamo con l'accelerazione della
realizzazione di nuove banchine e delle operazioni di dragaggio,
oltre che con l'implementazione di tutti i sistemi informatici.
Siamo aperti agli investimenti privati ed alle collaborazioni
pubblico/privato».
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- «Oggi, con l'aumento dei traffici da e per il Far East -
ha concluso Forcieri - molte ragioni giocano a favore dei porti del
sud del Mediterraneo, sia in termini economici sia ambientali: non
solo i 5/6 giorni di navigazione in meno, ma anche un contributo
all'osservanza delle direttive UE in materia di riduzione di CO2. È
vero che sono necessari ulteriori interventi infrastrutturali, ma i
porti liguri sono una realtà forte e solida e non uno
scenario virtuale, e, tengo a precisarlo, anche nei collegamenti
terrestri non siamo all'anno zero! Già oggi esistono
collegamenti giornalieri verso Rotterdam, Antwerp, Herne;
trisettimanali verso la Svizzera; bisettimanali verso Ulm e Amburgo,
solo per citarne alcuni, a costi equiparabili con quelli delle altre
tratte europee, nonostante i noti limiti infrastrutturali».

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