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20 luglio 2011
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- Presentati i risultati di un progetto di ricerca sulla stima
del rischio sismico dei porti
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- Evidenziata l'importanza degli scali marittimi per la ripresa
economica e sociale di un'area colpita da un terremoto o maremoto
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La scorsa settimana a Roma, in occasione del convegno sul tema
“Mappatura del rischio sismico nei porti marittimi nazionali”
(
del 24 giugno 2011),
sono stati presentati i risultati del progetto di ricerca sulla
stima del rischio sismico dei porti attraverso la tecnologia GIS
(Geographical Information System), incentrato sul caso di studio del
porto di Salerno, che è stato finanziato dal Dipartimento
della Protezione Civile e realizzato da Eucentre (European Centre
for Training and Research in Earthquake Engineering).-
- A Salerno sono già in corso di esecuzione fondamentali
interventi infrastrutturali di consolidamento e di adeguamento delle
banchine alle vigenti norme sismiche e ai maggiori carichi
conseguenti all'incremento dei traffici portuali. Un'approfondita
campagna di sondaggi geognostici ha preceduto la progettazione di
questi lavori: sono state effettuate prove geotecniche con
dilatometro sismico (SDMT) finalizzate alla valutazione del rischio
di liquefazione dei terreni in situ sotto l'azione sismica,
un'avanzata metodologia made in Italy che il porto di Salerno è
stato tra i primi ad utilizzare.
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- Al convegno erano presenti il presidente dell'Autorità
Portuale di Salerno Andrea Annunziata, e il capo dell'Area Tecnica
dell'ente, Elena Valentino. Commentando l'esito dell'incontro,
l'ente portuale salernitano ha sottolineato come i recenti, tragici
accadimenti causati da disastrosi terremoti che, in particolare
durante gli ultimi quindici anni hanno colpito vaste zone
urbanizzate del globo, abbiano evidenziato una particolare
vulnerabilità sismica proprio delle aree portuali e delle
fasce costiere e come tuttavia proprio gli scali commerciali, in
caso di sismi di elevata magnitudo e frequenza, costituiscano
infrastrutture “strategiche” per un'immediata ed
efficace risposta ai danni strumentali e alla perdita di vite umane
che si verificano a seguito di violente ed improvvise sciagure. Il
funzionamento della “macchina dei soccorsi”, che può
utilmente impiegare la risorsa mare in caso di simili calamità
– ha osservato l'Autorità Portuale - può subire
un brusco rallentamento, laddove anche i porti (le banchine in
special modo) riportino ingenti danni in seguito a forti eventi
tellurici. La più o meno rapida ripresa delle economie locali
di un'area colpita da un terremoto/maremoto può dipendere in
gran parte dalla capacità di risposta, dal contributo
fondamentale, che la sua principale industria e volano per lo
sviluppo economico, il porto per l'appunto, riesce a dare al suo
territorio. S'intuisce, dunque, l'indispensabile ruolo trainante che
gli scali commerciali possono assolvere per la ripresa economica e
sociale di una data località urbana, di una città o di
una metropoli.

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