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4 ottobre 2011
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- Sedici arresti nell'ambito dell'inchiesta della procura di
Firenze su presunti appalti truccati di Trenitalia
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- L'azienda ricorda che una verifica interna ha portato negli
ultimi anni ad allontanare 39 dirigenti e 10 quadri e a cancellare
circa 100 ditte dal sistema di qualificazione
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Stamani sono stati eseguiti 16 arresti nell'ambito
dell'Operazione Espresso condotta dalla procura di Firenze su
presunti appalti truccati di Trenitalia. L'inchiesta - ha spiegato
la Questura di Firenze - ha coinvolto a vario titolo «un
consistente gruppo di funzionari e dipendenti di società a
partecipazione pubblica (come Trenitalia e Sepsa Spa) ed
imprenditori concorrenti, associati tra loro formando una vera e
propria organizzazione finalizzata a falsificare le gare d'appalto».-
- Il gruppo Ferrovie dello Stato Italiane (FS), in relazione a
tale inchiesta, ha reso noto che da tempo è stata avviata
un'attività di profonda verifica dei processi, in modo
particolare quelli relativi all'affidamento degli appalti, e che
l'attività svolta ha portato alla luce irregolarità
nelle procedure di affidamento per le quali già nel febbraio
2007 un primo dirigente di Trenitalia è stato allontanato
dalla società.
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- Inoltre il gruppo ha ricordato che le attività di
trasparenza avviate hanno di fatto portato nel 2009 allo
scioglimento dell'Ucrifer (Unione Costruttori e Riparatori
Ferroviari), cioè l'associazione di rappresentanza dei
fornitori del settore ferroviario, e che nell'arco di questi anni,
grazie a tale profonda verifica nel settore degli appalti e della
manutenzione, sono stati allontanati ben 39 dirigenti e 10 quadri di
Trenitalia e circa 100 ditte sono state cancellate dal sistema di
qualificazione.
- Ferrovie dello Stato Italiane ha sottolineato che il massimo
impegno è stato quindi dedicato per evitare le
intermediazioni degli appalti; è stata limitata la
partecipazione alle gare solo alle imprese direttamente produttrici
di beni e servizi e dal 2009 è stato interdetto l'accesso a
tutti gli intermediari.
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- Il gruppo ferroviario ha precisato che già in data 15
febbraio 2010 le strutture di security e audit dell'azienda avevano
formalmente segnalato, nel massimo riserbo, alla Polizia Ferroviaria
di Firenze di essere venute a conoscenza di presunte attività
illecite condotte da proprio personale nell'affidamento e gestione
di appalti, assicurando nel contempo ogni disponibilità e
collaborazione alle indagini, e che il successivo 17 febbraio, nel
corso di un convegno, lo stesso amministratore delegato del gruppo,
Mauro Moretti, aveva pubblicamente denunciato l'assenza di
trasparenza nelle attività svolte dalla struttura tecnica di
Trenitalia di viale Spartaco Lavagnini a Firenze parlando
espressamente di un «cancro da estirpare».

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