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12 ottobre 2011
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- CNA Fita ha proposto la sospensione del Sistri
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- L'associazione dell'autotrasporto ha sottolineato la
necessità di ridefinire contenuti, procedure e costi per
rendere il sistema realmente efficace ed efficiente
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CNA Fita, in occasione di un'audizione tenutasi ieri all'ottava
Commissione Ambiente della Camera, ha proposto la sospensione del
Sistri, il sistema di controllo della tracciabilità dei
rifiuti, in attesa che si possa modificare l'intero impianto
legislativo.-
- Durante l'audizione Cinzia Franchini, presidente di CNA Fita, ha
ribadito che, pur condividendo la necessità di ottenere un
sistema di tracciabilità dei rifiuti pericolosi che
restituisca trasparenza e legalità ad un settore vitale per
l'economia del Paese, non vuole avanzare richieste di ulteriori
proroghe, ma una sospensione del Sistri che consenta di ridefinire
contenuti, procedure e costi per renderlo realmente efficace ed
efficiente.
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- «La norma che ha reintrodotto il Sistri - ha rilevato
Cinzia Franchini - prevede l'emanazione di una serie di misure
attraverso l'introduzione di ulteriori decreti ministeriali. È
nostro auspicio che in tali decreti si possano trovare le condizioni
per dare soddisfazione alle aspettative delle imprese».
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- L'elenco delle richieste avanzate dalla CNA Fita prevede, tra i
primi punti, che la tracciabilità sia limitata ai soli
rifiuti pericolosi così come prevede la direttiva europea
(art. 17 dir. 2008/98/CE) evitando che il sistema sia esteso
indiscriminatamente a tutti i trasporti di rifiuti, che il Sistri
sia necessariamente esteso ai vettori esteri al fine di non porre le
imprese italiane in una condizione svantaggiata e rendere
evanescenti gli obiettivi perseguiti dal sistema e che
l'operatività del Sistri sia applicata anche ai veicoli
adibiti al trasporto di merci in conto proprio. Appare infatti
paradossale - ha evidenziato l'associazione - che ricorra l'obbligo
di tracciabilità di un trasporto conto terzi di rifiuti non
pericolosi mentre del materiale tossico o radioattivo possa
viaggiare su mezzi adibiti al trasporto di merci in conto proprio
senza alcun controllo.
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- In attesa di verificare che le richieste vengano recepite dal
legislatore, CNA-Fita ha confermato di essere pronta all'azione
legale collettiva per risarcire le imprese che hanno sin qui pagato
il contributo annuale per non avere alcun servizio. La proposta
dell'associazione dell'autotrasporto prevede il rimborso diretto
delle somme pagate tramite anche il credito d'imposta.
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- «Se non avremo risposte in primis sul rimborso e poi sul
resto delle nostre richieste - ha concluso Cinzia Franchini - la
nostra associazione è pronta a dichiarare uno stato di
agitazione dei suoi iscritti e procederà ad una azione legale
collettiva. Anche per questo ho richiesto di essere ascoltata in
Commissione e altrettanto mi auguro possa accadere con il ministro
dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo. Ritengo ragionevoli e sensate
le nostre richieste e mi auguro che con il dialogo si arrivi
tempestivamente a porre rimedio a questo spiacevole e pesante
impasse».

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