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24 maggio 2012 Il quotidiano on-line per gli operatori e gli utenti del trasporto 02.19 GMT+2



12 ottobre 2011

CNA Fita ha proposto la sospensione del Sistri

L'associazione dell'autotrasporto ha sottolineato la necessità di ridefinire contenuti, procedure e costi per rendere il sistema realmente efficace ed efficiente

CNA Fita, in occasione di un'audizione tenutasi ieri all'ottava Commissione Ambiente della Camera, ha proposto la sospensione del Sistri, il sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti, in attesa che si possa modificare l'intero impianto legislativo.

Durante l'audizione Cinzia Franchini, presidente di CNA Fita, ha ribadito che, pur condividendo la necessità di ottenere un sistema di tracciabilità dei rifiuti pericolosi che restituisca trasparenza e legalità ad un settore vitale per l'economia del Paese, non vuole avanzare richieste di ulteriori proroghe, ma una sospensione del Sistri che consenta di ridefinire contenuti, procedure e costi per renderlo realmente efficace ed efficiente.

«La norma che ha reintrodotto il Sistri - ha rilevato Cinzia Franchini - prevede l'emanazione di una serie di misure attraverso l'introduzione di ulteriori decreti ministeriali. È nostro auspicio che in tali decreti si possano trovare le condizioni per dare soddisfazione alle aspettative delle imprese».

L'elenco delle richieste avanzate dalla CNA Fita prevede, tra i primi punti, che la tracciabilità sia limitata ai soli rifiuti pericolosi così come prevede la direttiva europea (art. 17 dir. 2008/98/CE) evitando che il sistema sia esteso indiscriminatamente a tutti i trasporti di rifiuti, che il Sistri sia necessariamente esteso ai vettori esteri al fine di non porre le imprese italiane in una condizione svantaggiata e rendere evanescenti gli obiettivi perseguiti dal sistema e che l'operatività del Sistri sia applicata anche ai veicoli adibiti al trasporto di merci in conto proprio. Appare infatti paradossale - ha evidenziato l'associazione - che ricorra l'obbligo di tracciabilità di un trasporto conto terzi di rifiuti non pericolosi mentre del materiale tossico o radioattivo possa viaggiare su mezzi adibiti al trasporto di merci in conto proprio senza alcun controllo.

In attesa di verificare che le richieste vengano recepite dal legislatore, CNA-Fita ha confermato di essere pronta all'azione legale collettiva per risarcire le imprese che hanno sin qui pagato il contributo annuale per non avere alcun servizio. La proposta dell'associazione dell'autotrasporto prevede il rimborso diretto delle somme pagate tramite anche il credito d'imposta.

«Se non avremo risposte in primis sul rimborso e poi sul resto delle nostre richieste - ha concluso Cinzia Franchini - la nostra associazione è pronta a dichiarare uno stato di agitazione dei suoi iscritti e procederà ad una azione legale collettiva. Anche per questo ho richiesto di essere ascoltata in Commissione e altrettanto mi auguro possa accadere con il ministro dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo. Ritengo ragionevoli e sensate le nostre richieste e mi auguro che con il dialogo si arrivi tempestivamente a porre rimedio a questo spiacevole e pesante impasse».

ITAL-PRO-RA.MAR.
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