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20 ottobre 2011
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- Trasportounito, il fermo dell'autotrasporto della prossima
settimana è un'estrema manifestazione di protesta
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- Ci fermiamo - spiega l'associazione - per poter lavorare
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Trasportounito invita le società di autotrasporto ad
aderire al fermo nazionale dei servizi proclamato dall'associazione
dal 24 al 28 ottobre prossimi. Il presidente nazionale
dell'organizzazione, Franco Pensiero, si attende «un fermo
maturo, con i camion a motore spento nei depositi, senza violenze o
blocchi stradali». «Le attività di
sensibilizzazione - spiega Pensiero - dovranno effettuarsi nei punti
in cui si concentrano le merci e cioè nei porti e negli
interporti».-
- Trasportounito evidenzia di aver proclamato lo sciopero quale
«estrema manifestazione di protesta». «L'autotrasporto
italiano - sottolinea l'associazione - è alle corde. Salgono
i costi e con essi l'indebitamento finanziario, banche e
assicurazioni hanno da tempo voltato le spalle, i committenti
speculano e sfruttano il soggetto più debole della filiera
produttiva, il governo eroga risorse che pesano come briciole nei
bilanci groviera delle imprese mentre le disposizioni normative a
favore del settore restano inapplicate quando non sono
inapplicabili». «Questo - osserva Trasportounito - è
il quadro dell'autotrasporto italiano. Gli imprenditori ed i loro
conducenti, tutt'altro che anarchici o ribaltonisti, sono solo gente
che lavora ma che ora è allo stremo delle proprie forze
fisiche e finanziarie».
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- Pertanto - sottolinea l'associazione - «il fermo nazionale
dei servizi dal 24 al 28 ottobre si deve collocare in questo
disarmante quadro in cui gli imprenditori sono intrappolati da
almeno 20 anni di politiche incoerenti e contraddittorie» e
l'iniziativa ha l'obiettivo di «comunicare al governo ed alla
committenza che il trasporto ha un costo che non può
continuare ad essere ignorato, per recuperare una capacità
contrattuale smarrita nel tempo».

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