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15 novembre 2011
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- Domani sciopero al porto di Taranto contro l'attivazione
della mobilità annunciata da TCT
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- Il Comitato Portuale ha deliberato all'unanimità di
chiedere all'azienda la revoca dell'avvio della procedura
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I sindacati Cgil, Cisl e Uil hanno indetto per domani uno
sciopero di 24 ore dei lavoratori del porto di Taranto per
protestare contro la gestione del terminalista Taranto Container
Terminal (TCT), la società di Hutchison Port Holdings (HPH)
ed Evergreen che opera il container terminal al Molo Polisettoriale
dello scalo pugliese.-
- Rappresentanti dei sindacati e delle istituzioni hanno
confermato la propria partecipazione al sit-in in programma dinanzi
alla direzione della società. «Presenza d'obbligo - ha
spiegato il segretario generale della UIL regionale, Aldo Pugliese -
per esprimere tutto il nostro sostegno nei confronti di
un'iniziativa che dimostra come l'unica soluzione possibile sia,
ormai, quella di prescindere dalla gestione dannosa e infruttuosa
della TCT Hutchinson e, conseguentemente, dell'Evergreen, la cui
inaffidabilità è ormai un drammatico dato di fatto».
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- Rinnovando la richiesta di un intervento della Regione Puglia,
Pugliese ha ricordato che «qui si parla di 160 licenziamenti,
che si sommerebbero ai 70 della Delta 1, ai 50 del turnover mai
effettuato in oltre un decennio dalla TCT ed ai 12 dell'Evergreen
Italia. Questa strada - ha evidenziato il rappresentante di UIL
Puglia e Bari - porta a un solo traguardo: la rovina di uno scalo
che, invece, dovrebbe rappresentare un naturale punto di riferimento
nel Mediterraneo per l'Italia e l'Europa. La Regione - ha concluso
Pugliese - si attivi celermente affinché le prospettive più
negative non si concretizzino, dando soluzione alla situazione
occupazionale dei lavoratori, ma soprattutto offrendo una
programmazione seria per il rilancio dell'attività portuale,
restituendo allo scalo ionico il ruolo che merita a livello
internazionale e difendendo i cospicui investimenti, compresi quelli
del CIPE, che qualora continuasse l'attuale gestione rischierebbero
di andare perduti».
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- Ieri intanto il Comitato Portuale di Taranto ha deliberato
all'unanimità di chiedere a TCT la revoca dell'avvio della
procedura di mobilità e di aprirsi a trattative con le parti
per rinegoziare la presenza della società terminalista nel
porto pugliese.

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