- Ipotesi realistiche, bizzarre e fantastiche per l'approdo
delle navi da crociera a Venezia
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- L'Autorità Portuale rassicura le compagnie
crocieristiche. Costa incontrerà il sindaco Orsoni «sicuro
di trovare la soluzione che garantisca il bambino - le navi da
crociera a Venezia - buttando l'acqua sporca dei fastidi che la
crocieristica reca a Venezia anche se a fronte di grandi vantaggi»
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Le dichiarazioni degli esponenti del nuovo governo italiano
guidato da Mario Monti e dello stesso premier, in carica dallo
scorso 16 novembre, sembrano talvolta improntate alla prudenza
talvolta dall'esatto contrario, quasi fossero ispirate dalla
precipitazione del momento. Sarà l'ansia di fare presto e
bene. Questa è d'altronde la missione che è stata
affidata al nuovo esecutivo dal presidente della Repubblica, Giorgio
Napolitano: ridare rapidamente credibilità alla solvibilità
finanziaria dell'Italia e rassicurare i mercati.-
- È troppo presto per dire se questo obiettivo è
stato conseguito. Certo è che le competenze di un governo
vanno ben al di là di questo limitato ancorché
impegnativo incarico. Fuori da questo binario ministri e presidente
del Consiglio sembrano meno a loro agio, come quando venerdì
il neo ministro dello Sviluppo economico, delle Infrastrutture e dei
Trasporti, Corrado Passera, ha imputato l'emorragia di traffico che
sta caratterizzando gli scali italiani di transhipment del
Mezzogiorno alla scarsa bravura dei nostri porti
(
del 9 dicembre
2011), dimostrando - com'è logico - di
conoscere poco dell'argomento e probabilmente di essere del tutto
all'oscuro dell'impatto della concorrenza operata dai nuovi porti
della costa nordafricana sulla portualità italiana che si
occupa di transhipment, più esposta ai rigori della
globalizzazione.-
- Analogo ci appare lo spaesamento del neo ministro all'Ambiente,
Corrado Clini, quando ha proposto di fare approdare le navi da
crociera dirette a Venezia ad un terminal offshore, similmente a
quanto progettato per le navi portacontainer e per le petroliere,
accogliendo così una ipotesi che circola da tempo e che è
stata recentemente ripresa dall'amministrazione comunale e dallo
stesso primo cittadino Giorgio Orsoni, che ha però ipotizzato
di trasferire le navi da crociera a Marghera, rimanendo all'interno
della laguna.
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- Se a noi di inforMARE la scelta di
far approdare full container e navi cisterna ad un terminal posto a
14 chilometri dalla costa sembra frutto di un difficile e precario
compromesso tra le esigenze di garantire l'eco-sistema della laguna
e il mantenimento della competitività del porto veneziano, la
proposta di trasferire al terminal offshore anche gli approdi delle
navi da crociera ci appare impraticabile e insensata. C'è il
concreto rischio di porre fuori mercato una delle destinazioni
crocieristiche più importanti del mondo.
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- A rassicurare le compagnie crocieristiche, evidentemente e
verosimilmente stupefatte da una simile ipotesi, giunge una nota
dell'Autorità Portuale di Venezia in cui si sottolinea che,
«per la tranquillità delle compagnie di navigazione
crocieristiche che scalano Venezia e degli altri operatori locali,
regionali, nazionali e internazionali cointeressati al traffico
marittimo passeggeri preoccupati per certe notizie apparse
recentemente sulla stampa, l'Autorità Portuale di Venezia
ribadisce di essere impegnata nella piena valorizzazione del
terminal crocieristico di Venezia Marittima ottenuto dalla paziente
trasformazione del vecchio porto merci oggi integralmente trasferito
a Marghera». «Valorizzazione del terminal di Marittima -
precisa l'ente portuale - che comprende la strategia “verde”
di considerare definita l'espansione degli accosti in Marittima e di
puntare alla mitigazione, fino all'eliminazione, del residuo
inquinamento aereo, del moto ondoso, dell'inquinamento acustico,
etc.»
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- «L'Autorità Portuale - prosegue la nota - è
naturalmente attenta ad ogni suggerimento, soprattutto se
proveniente dal Comune di Venezia con il quale condivide ogni potere
urbanistico per il territorio di competenza atto a migliorare il
servizio e a definire zone di eventuale futura espansione di
terminal crocieristici, sulle quali questa Autorità Portuale
avanzerà a breve sue proposte, che esclude comunque la
possibilità di dedicare a questo scopo aree portuali di
Marghera, stante l'impossibilità di condivisione dei canali
lagunari di accesso, oggi totalmente assorbiti dal traffico merci
fortunatamente in crescita».
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- «Su questi temi - conclude l'ente - il presidente
dell'Autorità Portuale, Paolo Costa, incontrerà nei
prossimi giorni il sindaco Giorgio Orsoni sicuro di trovare la
soluzione che garantisca il bambino - le navi da crociera a Venezia
- buttando l'acqua sporca dei fastidi che la crocieristica reca a
Venezia anche se a fronte di grandi vantaggi».
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- Bruno Bellio
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