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24 maggio 2012 Il quotidiano on-line per gli operatori e gli utenti del trasporto 05.50 GMT+2



16 gennaio 2012

Assiterminal, Assologistica e Assoporti ricordano ai ministeri competenti la necessità di stabilire criteri per il rilascio dei materiali di escavo

«Per i porti - hanno sottolineato - il dragaggio dei fondali è una priorità strategica»

Le tre principali associazioni di categoria presenti nei porti hanno scritto ai ministeri dell'Ambiente e delle Infrastrutture e dei trasporti sottolineando la necessità di stabilire criteri per il rilascio dei materiali di escavo. Assiterminal (Associazione Italiana Terminalisti Portuali) e Assologistica (Associazione Italiana Imprese di Logistica, Magazzini Generali e Frigoriferi, Terminal Operators Portuiali, Interportuali ed Aeroportuali), in rappresentanza dei terminalisti portuali, e Assoporti (Associazione Porti Italiani), in rappresentanza delle Autorità Portuali, hanno spiegato che, «per i porti, il dragaggio dei fondali è una priorità strategica». Pertanto hanno chiesto il varo del decreto che stabilisca «i criteri da osservare per il rilascio dell'autorizzazione all'immersione deliberata in mare dei materiali di escavo».

Nella missiva i presidenti delle tre associazioni hanno posto l'accento sull'importanza di realizzare interventi di escavo per competere con il mercato europeo e del Mediterraneo. A titolo esemplificativo, sono stati evidenziati gli indici caratteristici del traffico dei contenitori e anche del traffico crocieristico, che transitano su navi di dimensioni che necessitano fondali superiori a quelli attuali di molti porti italiani.

Assiterminal, Assologistica e Assoporti hanno ricordato che la sollecitazione nasce dal fatto che da tempo i contenuti del decreto, un adempimento previsto nel Codice Ambientale (decreto legislativo 152/2006) , sono stati condivisi dalle competenti amministrazioni, ma risultano ancora “fermi” negli uffici preposti.

L'articolo 109 del decreto legislativo, relativo all'“immersione in mare di materiale derivante da attività di escavo e attività di posa in mare di cavi e condotte”, stabilisce tra l'altro che “al fine della tutela dell'ambiente marino e in conformità alle disposizioni delle convenzioni internazionali vigenti in materia, è consentita l'immersione deliberata in mare da navi ovvero aeromobili e da strutture ubicate nelle acque del mare o in ambiti ad esso contigui, quali spiagge, lagune e stagni salmastri e terrapieni costieri, dei materiali seguenti: a) materiali di escavo di fondali marini o salmastri o di terreni litoranei emersi; b) inerti, materiali geologici inorganici e manufatti al solo fine di utilizzo, ove ne sia dimostrata la compatibilità e l'innocuità ambientale; c) materiale organico e inorganico di origine marina o salmastra, prodotto durante l'attività di pesca effettuata in mare o laguna o stagni salmastri”.

Le tre associazioni si sono rese disponibili ad un incontro con i ministeri qualora fosse necessario.

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