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16 gennaio 2012
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- Assiterminal, Assologistica e Assoporti ricordano ai
ministeri competenti la necessità di stabilire criteri per il
rilascio dei materiali di escavo
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- «Per i porti - hanno sottolineato - il dragaggio dei
fondali è una priorità strategica»
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Le tre principali associazioni di categoria presenti nei porti
hanno scritto ai ministeri dell'Ambiente e delle Infrastrutture e
dei trasporti sottolineando la necessità di stabilire criteri
per il rilascio dei materiali di escavo. Assiterminal (Associazione
Italiana Terminalisti Portuali) e Assologistica (Associazione
Italiana Imprese di Logistica, Magazzini Generali e Frigoriferi,
Terminal Operators Portuiali, Interportuali ed Aeroportuali), in
rappresentanza dei terminalisti portuali, e Assoporti (Associazione
Porti Italiani), in rappresentanza delle Autorità Portuali,
hanno spiegato che, «per i porti, il dragaggio dei fondali è
una priorità strategica». Pertanto hanno chiesto il
varo del decreto che stabilisca «i criteri da osservare per il
rilascio dell'autorizzazione all'immersione deliberata in mare dei
materiali di escavo».-
- Nella missiva i presidenti delle tre associazioni hanno posto
l'accento sull'importanza di realizzare interventi di escavo per
competere con il mercato europeo e del Mediterraneo. A titolo
esemplificativo, sono stati evidenziati gli indici caratteristici
del traffico dei contenitori e anche del traffico crocieristico, che
transitano su navi di dimensioni che necessitano fondali superiori a
quelli attuali di molti porti italiani.
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- Assiterminal, Assologistica e Assoporti hanno ricordato che la
sollecitazione nasce dal fatto che da tempo i contenuti del decreto,
un adempimento previsto nel Codice Ambientale (decreto legislativo
152/2006) , sono stati condivisi dalle competenti amministrazioni,
ma risultano ancora “fermi” negli uffici preposti.
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- L'articolo 109 del decreto legislativo, relativo all'“immersione
in mare di materiale derivante da attività di escavo e
attività di posa in mare di cavi e condotte”,
stabilisce tra l'altro che “al fine della tutela dell'ambiente
marino e in conformità alle disposizioni delle convenzioni
internazionali vigenti in materia, è consentita l'immersione
deliberata in mare da navi ovvero aeromobili e da strutture ubicate
nelle acque del mare o in ambiti ad esso contigui, quali spiagge,
lagune e stagni salmastri e terrapieni costieri, dei materiali
seguenti: a) materiali di escavo di fondali marini o salmastri o di
terreni litoranei emersi; b) inerti, materiali geologici inorganici
e manufatti al solo fine di utilizzo, ove ne sia dimostrata la
compatibilità e l'innocuità ambientale; c) materiale
organico e inorganico di origine marina o salmastra, prodotto
durante l'attività di pesca effettuata in mare o laguna o
stagni salmastri”.
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- Le tre associazioni si sono rese disponibili ad un incontro con
i ministeri qualora fosse necessario.

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