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19 gennaio 2012
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- Assologistica lancia un allarme sullo stato di abbandono
dell'aeroporto di Fiumicino
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- L'associazione chiede agli organi di controllo competenti,
alla Regione Lazio e al governo di ristabilire rapidamente le
normali condizioni di mercato della libera concorrenza
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Il neo presidente di Assologistica, Carlo Mearelli, ha lanciato
un allarme sul grave stato di abbandono di uno dei principali
aeroporti italiani, quello di Fiumicino, che - ha spiegato - va
aggravandosi di giorno in giorno.-
- «Fiumicino - ha affermato Mearelli - sta rischiando
grosso». «In una situazione già difficile
determinatasi con il default della vecchia Alitalia - ha rilevato -
in molti fingono di non vedere che le modalità di supporto e
le facilitazioni concessorie alla CAI (Compagnia Aerea Italiana, la
cordata che ha acquisito parte degli assets e delle attività
della vecchia Alitalia, ndr) di fatto le hanno dato un
vantaggio competitivo nel settore dell'handling ed una sovranità
assoluta sullo scalo romano. Questo sta generando un caos che si
riverserà duramente sulle aziende presenti in aeroporto con
ripercussioni su tutta la filiera nazionale; l'abbandono poi del
settore cargo verso Air France KLM - ha evidenziato - è un
vero e proprio attacco al sistema logistico nazionale».
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- «Si aggiungano poi - ha proseguito il presidente di
Assologistica - le modalità irrituali e penalizzanti di
Alitalia CAI per i rinnovi contrattuali dei servizi alle imprese,
con ricadute pericolose sui costi minimi del lavoro; mentre sul
fronte della società di gestione ADR pesa come un macigno la
mancanza di investimenti, nonostante risultati di esercizio con EBIT
a doppia cifra». «Il silenzio di ENAC in questa
situazione - ha sottolineato Mearelli - è assordante».
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- Assologistica chiede pertanto agli organi di controllo
competenti, alla Regione Lazio ed al governo «di intervenire
tempestivamente per ristabilire rapidamente le normali condizioni di
mercato della libera concorrenza, evitando l'ulteriore emigrazione
dal nostro territorio nazionale verso altri hub europei del settore
cargo, che muove merci ad alto ed altissimo valore aggiunto».

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