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20 gennaio 2012
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- Cappellacci: lo stop UE alla cessione della Tirrenia è
un primo riconoscimento formale che le nostre rivendicazioni erano e
sono fondate
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- «Per troppo tempo - ha sottolineato il presidente della
Regione Sardegna - le opportunità di sviluppo del nostro
sistema economico-sociale sono state compresse da un sistema dei
collegamenti marittimi bloccato»
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«Lo stop alla cessione della Tirrenia da parte dell'Unione
Europea è un primo riconoscimento formale che le nostre
rivendicazioni erano e sono fondate». È questo il
commento del presidente della Regione Sardegna, Ugo Cappellacci,
alla notizia che la Commissione UE ha stabilito di avviare
un'indagine approfondita sulla cessione della compagnia pubblica
alla cordata armatoriale Compagnia Italiana di Navigazione - CIN
(
del 19 gennaio 2012).-
- Ieri Cappellacci ha ripercorso le azioni svolte dalla Regione in
difesa del diritto alla mobilità dei sardi. «Abbiamo
intrapreso questa azione sia a livello politico che sul piano
giurisdizionale - ha sottolineato - e proseguiremo fino al risultato
finale: quello di ripristinare le regole del libero mercato e di
dare piena effettività al diritto alla mobilità dei
sardi, che non può essere messo in discussione in nome di
interessi economici privati e di rendite di posizione che nulla
hanno a che fare con gli interessi della collettività».
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- «Dalle prime segnalazioni effettuate nell'inverno del 2010
- ha ricordato il governatore della Sardegna - siamo passati al
ricorso all'antitrust italiano, alla lettera al commissario Barroso,
alla direzione generale della concorrenza e a quella dei trasporti
dell'Unione Europea, seguite dalla nostra audizione in sede
comunitaria. Allo stesso tempo, per scongiurare gli effetti del caro
traghetti praticato dagli armatori a danno della nostra isola,
abbiamo deciso di varare la flotta sarda, che proprio in questi
giorni ha avviato la seconda fase con i collegamenti
Olbia-Civitavecchia. La nostra battaglia proseguirà in tutte
le sedi».
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- «Per troppo tempo - ha concluso Cappellacci - le
opportunità di sviluppo del nostro sistema economico-sociale
sono state compresse da un sistema dei collegamenti marittimi
bloccato. Il nostro obiettivo è quello di restituire alla
Sardegna la titolarità del processo sui collegamenti via
mare».
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- «Sin dal primo momento - ha aggiunto l'assessore ai
Trasporti della Regione Sardegna, Christian Solinas - avevo avuto
modo di dichiarare al Consiglio regionale che la via maestra era
quella di spostare la vertenza sui tavoli di Bruxelles, ed oggi
raccogliamo i primi frutti. Al momento sono solo quattro in tutta
Europa le procedure sottoposte alla Commissione Europea arrivate
alla seconda fase, quella dell'approfondimento, a conferma di come
non sia semplice arrivarci. Abbiamo dimostrato, anche grazie ai
dossier predisposti dalle associazioni dei consumatori, che
l'accordo tra le tre compagnie avrebbe generato un monopolio sui
mari, con il via libera del governo nazionale, fortemente orientato
verso la cordata CIN».
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- «L'obiettivo vero - ha rilevato Solinas - è quello
di riuscire a trovare un punto di equilibrio che consenta alla
Regione di governare il sistema dei trasporti marittimi, definendo
rotte, qualità dei servizi e tariffe, portando avanti una
battaglia di popolo per scongiurare definitivamente il tentativo di
farci prigionieri in casa nostra».

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