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11 maggio 2012
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- Ferrovie dello Stato, Hupac e Cemat concordano una strategia
comune per lo sviluppo dei terminal intermodali in Nord Italia
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- Firmato un memorandum of understanding per i progetti
terminalistici di Milano, Brescia e Piacenza
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Oggi a Lugano, in occasione della 45ª assemblea generale
dell'operatore intermodale elvetico Hupac, il gruppo Ferrovie dello
Stato Italiane (FSI), Hupac e la società intermodale Cemat,
che è partecipata con il 53,3% dal gruppo FS attraverso FS
Logistica e con il 34,5% dalla stessa Hupac, hanno concordato una
comune strategia terminalistica per il Nord Italia.-
- In occasione dell'assemblea Hupac ha organizzato un forum dei
trasporti sul tema “Alptransit, opportunità per
l'economia”, nel corso del quale è stata ribadita la
necessità di porre il trasporto delle merci su ferrovia al
centro delle strategie di sviluppo delle infrastrutture e che in
tale ottica il tunnel di base del Gottardo produrrà gli
attesi benefici per il corridoio Rotterdam-Genova se verranno
superati i gap infrastrutturali in Svizzera e all'estero.
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- Introducendo il forum, il presidente di Hupac, Hans-Jörg
Bertschi, ha rilevato l'importanza dei trasporti sull'asse nord-sud
per l'azienda svizzera: «la nostra rete - ha spiegato - si
estende in tutta Europa e da alcuni anni raggiunge anche i mercati
emergenti in Russia e Cina. Ma il nostro core business è il
traffico transalpino: due spedizioni su tre di Hupac hanno origine o
destinazione in Italia. Per questo motivo abbiamo rafforzato
ulteriormente la collaborazione con il nostro partner Cemat: uniamo
le forze per sviluppare il traffico sull'asse tradizionale nord-sud
e sulle nuove rotte verso est».
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- La galleria di base del Gottardo, che sarà operativa nel
2017 - ha proseguito Bertschi - è una grande opportunità
che va colta nel pieno del suo potenziale. È indispensabile
adeguare le linee di accesso lungo tutto il corridoio per mettere i
treni intermodali in condizioni di competere con il traffico
stradale e di trasferire il traffico merci dalla strada alla rotaia.
«La chiave del successo - ha ribadito - sta nella produttività
del sistema: servono infrastrutture ferroviarie che ci consentano di
viaggiare con treni con una lunghezza di 750 metri, pesanti 2.000
tonnellate e trainati da una sola locomotiva per tutta la tratta
percorsa, capaci di trasportare i moderni semirimorchi con altezza
laterale di 4 metri. Tra pochi anni le sovvenzioni concesse dalla
Svizzera all'intermodalità andranno in esaurimento, e noi
dobbiamo essere pronti a rimanere sul mercato con le nostre forze».
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- Hupac ha sottolineato che il punto dolente è la
dimensione temporale dei lavori di adeguamento delle linee, che oggi
presentano parametri ben più modesti con lunghezze treno di
575 metri e un profilo di 3,80 metri, e l'azienda elvetica ritiene
che l'adeguamento della linea Bellinzona-Luino-Novara, che gestisce
l'80% del traffico intermodale via Gottardo e serve i grandi
terminali a ovest di Milano, vada eseguito entro il 2020. L'opera -
ha precisato la società svizzera - richiede lavori di modesta
entità che in parte erano già programmati. Ricordando
che più impegnativo, invece, è il potenziamento della
direttrice via Chiasso, che necessita la costruzione della Gronda
Est Seregno-Bergamo per bypassare il nodo di Milano e pertanto potrà
essere realizzato soltanto dopo il 2030, Bertschi ha evidenziato che
«è necessario il potenziamento di entrambe le linee. La
linea di Luino - ha specificato - è più urgente,
mentre la linea di Chiasso è più importante perché
dovrà gestire i grandi volumi del futuro. Non cadiamo
nell'errore di concentrarci sulle grandi opere del domani e di
dimenticare le necessità di oggi».
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- Bernardino Regazzoni, ambasciatore della Svizzera in Italia, ha
confermato la validità della decisione di elaborare una
strategia terminalistica in Italia settentrionale funzionale ai
flussi di traffico attesi con Alptransit, quale primo passo della
strategia dello sviluppo infrastrutturale sul corridoio ferroviario
Rotterdam-Genova. «È giusto partire dai terminali per
definire le linee di accesso - ha concordato l'ambasciatore - questo
vale sia per i terminali già esistenti come Busto Arsizio o
Novara, sia per i nuovi terminali che sorgeranno in Lombardia. La
Svizzera può sostenere finanziariamente la costruzione o
l'ampliamento di terminali in Italia, in base alle nostre leggi, se
lavoriamo in un quadro di condivisione e responsabilità. Oggi
- ha proseguito Regazzoni - sarà firmato un memorandum of
understanding per i progetti terminalistici di Milano, Brescia e
Piacenza da parte di Gruppo FSI, Cemat e Hupac, una tessera
essenziale nel mosaico dei trasporti merci ferroviario a livello
europeo. Sono fiducioso. Passo dopo passo sapremo raggiungere altri
importanti traguardi di cui beneficeranno sia l'Italia che la
Svizzera».
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- Anche Fabio Regazzi, membro della Commissione Trasporti del
parlamento svizzero e neo presidente dell'associazione Swiss
Shippers Council, ha evidenziato la necessità di passi
concreti per il traffico merci. Il trasferimento del traffico
pesante dalla strada alla rotaia - ha precisato - è un
importante compito nazionale, ma bisogna liberarsi dagli ideologismi
e affrontare la realtà in modo concreto e pragmatico: «strada
e rotaia - ha aggiunto Regazzi - sono complementari e devono
progredire in modo sinergico senza distorsioni né false
attese. Il traffico merci merita la nostra attenzione. In tal senso,
è compito della politica indirizzare le strategie di sviluppo
infrastrutturale delle Ferrovie Federali Svizzere e vigilare sulla
loro attuazione. Bisogna puntare su investimenti in infrastrutture
che aumentano la produttività del trasporto merci ferroviario
piuttosto che in sussidi che non incentivano il miglioramento
produttivo delle catene logistiche integrate».
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- Rimarcando che «la Lombardia è tra le principali
aree economiche europee e naturalmente ambisce ai migliori
collegamenti verso nord» e che l'intermodalità è
una scelta precisa, adottata oltre vent'anni fa, che ha portato a
risultati concreti (i terminali di Segrate, Busto Arsizio,
Gallarate, Mortara e Sacconago sono nati grazie ad un significativo
contributo da parte della Regione Lombardia), l'assessore alle
Infrastrutture e Mobilità della Regione Lombardia, Raffaele
Cattaneo, ha rilevato che ciò non basta: «se si
considera che su 400 milioni di tonnellate trasportate ogni anno in
Lombardia soltanto 24 passano su rotaia - ha spiegato l'assessore -
risulta evidente che dobbiamo cogliere la sfida innanzitutto in
termini di ulteriore sviluppo della rete infrastrutturale».
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- Cattaneo ha ricordato che stanno procedendo speditamente i
lavori del “Tavolo regionale per la mobilità delle
merci” che vede riuniti operatori di trasporto, gestori di
terminal, società ferroviarie e gestori dell'infrastruttura
ferroviaria con l'obiettivo di far convergere le energie sui lavori
di potenziamento più urgenti. In vista dell'apertura del
traforo del Gottardo verrà aumentata la capacità della
linea Chiasso-Milano attraverso un potenziamento tecnologico entro
il 2020 e attraverso la realizzazione della Gronda est
Seregno-Bergamo in una fase successiva. Centrale resta il nodo dei
terminali intermodali. «La strategia terminalistica condivisa
tra Gruppo FSI, Cemat e Hupac - ha affermato l'assessore -
rappresenta un'importante novità. La Regione Lombardia farà
la sua parte per far decollare i progetti». Cattaneo ha
precisato che non vanno tuttavia dimenticati i terminal esistenti,
concentrati a grappolo allo sbocco delle linee transalpine (Sempione
e Luino) tra la Lombardia e il Piemonte: «sono - ha spiegato -
un fattore economico importante sia per la competitività
dell'export italiano che in termini occupazionali nel settore della
logistica. Le linee esistenti non saranno abbandonate, ma rese più
performanti attraverso piccoli interventi di adeguamento».
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- Secondo Mauro Moretti, amministratore delegato del gruppo FSI e
presidente della Comunità delle Ferrovie Europee (CER),
«Alptransit è un'opportunità per rilanciare il
trasporto ferroviario merci, che oggi opera in condizioni di estrema
difficoltà a causa della scarsa competitività di
sistema», Per l'Ad del gruppo ferroviario italiano, infatti,
le nuove moderne infrastrutture ferroviarie attraverso la Svizzera
offriranno prospettive promettenti al sistema cargo perché
per la prima volta il traffico che gestiranno sarà in grado
di competere con quello degli altri vettori.
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- In questa prospettiva è da vedersi anche il
riposizionamento di Cemat, di cui Moretti ha delineato gli obiettivi
futuri: ingresso nel settore del trasporto combinato marittimo da e
per i porti mediterranei attraverso l'assorbimento dei traffici di
Italcontainer, sviluppo di nuovi servizi tra l'Italia e i Paesi
dell'Est Europa e rafforzamento dell'offerta commerciale tra
l'Italia ed i principali Paesi europei effettuato insieme ai partner
storici, tra i quali il socio Hupac.
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- Per quanto riguarda l'appuntamento di Alptransit, il gruppo FSI
si dichiara pronto: «per rispondere efficacemente all'aumento
di traffico previsto entro il 2030 - ha detto Moretti - potenzieremo
la linea di Chiasso con soluzioni tecnologiche capaci di aumentarne
la capacità. Successivamente procederemo alla costruzione
della Gronda Est. Daremo inoltre il via allo sviluppo di
infrastrutture e attività terminalistiche a est di Milano in
modo da garantire sufficienti capacità».
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- Moretti ha rilevato che Italia e Svizzera sono parti integranti
dello stesso corridoio e che pertanto i passi devono essere compiuti
assieme. «Prendiamo atto - ha concluso - delle priorità
espresse riguardanti il corridoio dei quattro metri. Noi siamo
disponibili ad un confronto sui tempi e sugli interventi necessari,
avendo sempre presente la priorità per gli itinerari a
elevata capacità».

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