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18 maggio 2012

Costa, Titan e Micoperi illustrano le quattro fasi del piano di rimozione del relitto della Costa Concordia

Verranno utilizzati cassoni realizzati da Nuovi Cantieri Apuania

Costa Concordia verrà stabilizzata e poi adagiata su una piattaforma subacquea. Successivamente, con l'aiuto di cassoni applicati alla fiancata emersa della nave che saranno riempiti d'acqua, la nave verrà raddrizzata con l'utilizzo di due gru fissate alla piattaforma. Verranno quindi applicati cassoni anche sull'altra fiancata della nave; poi i cassoni di entrambe le fiancate saranno svuotati dall'acqua e riempiti di aria. Riportata condizioni di poter galleggiare, Costa Concordia sarà infine trainata in un porto italiano.

Questo, in sintesi, è l'intervento che verrà effettuato per rimuovere il relitto della nave da crociera naufragata a metà gennaio all'Isola del Giglio ( del 16 gennaio 2012). Il piano di recupero di Costa Concordia è stato presentato oggi a Roma, alla presenza del prefetto Franco Gabrielli, commissario delegato per l'emergenza per il naufragio, dalla compagnia crocieristica Costa Crociere e da Titan-Micoperi, il consorzio italo-americano che si è aggiudicato l'appalto per la rimozione della nave ( del 23 aprile 2012).

Nel corso dell'incontro è stato confermato che i lavori, in seguito alla Conferenza dei servizi decisoria convocata il 15 maggio dal commissario delegato durante la quale le amministrazioni competenti hanno disposto le autorizzazioni necessarie, inizieranno fra qualche giorno e avranno una durata stimata in circa 12 mesi.

È stato inoltre sottolineato che il progetto pone la massima attenzione a garantire il minor impatto ambientale possibile, la salvaguardia delle attività turistiche ed economiche dell'Isola del Giglio, la massima sicurezza degli interventi. In particolare, la protezione dell'ambiente avrà la massima priorità nel corso di tutta la durata delle operazioni di questa unica, ciclopica impresa di recupero: qualcosa - hanno evidenziato Costa, Titan e Micoperi - di mai tentato prima al mondo. Una volta completata la rimozione, si provvederà alla pulizia dei fondali e al ripristino della flora marina.

«Sin dalle prime fasi dell'incidente - ha spiegato il direttore generale di Costa Crociere, Gianni Onorato - Costa Crociere ha profuso il massimo impegno in termini di risorse, professionisti, strutture, per minimizzare l'impatto del naufragio sull'ambiente e sull'Isola del Giglio in particolare. Come già successo per la fase di rimozione del carburante, abbiamo sempre puntato sulla soluzione migliore e più sicura per salvaguardare l'isola e il suo ambiente marino e restituirla al più presto alla sua innata vocazione turistica. Ora diamo il via a un'operazione di recupero mai tentata prima per caratteristiche e complessità tecnica. Nonostante le incognite inevitabili per un'impresa di tale natura, siamo sicuri di aver fatto la scelta giusta e ci impegneremo ancora una volta per dare il meglio, nel rispetto dei tempi».

Il piano, che è stato scelto da un comitato tecnico di valutazione composto da esperti in rappresentanza di Costa Crociere, Carnival Corporation & plc, London Offshore Consultants e Standard P&I Club, con la collaborazione di RINA e Fincantieri, prevede anche misure per la salvaguardia delle attività turistiche ed economiche dell'isola del Giglio. La presenza del personale che lavorerà alle operazioni di rimozione - hanno confermato Costa, Titan e Micoperi - non avrà conseguenze significative sulla ricettività estiva dell'isola. La base operativa infatti sarà fuori dall'isola, nei pressi di Piombino ( del 17 maggio 2012), dove verranno raccolte apparecchiature e materiali necessari per gli interventi, in modo da evitare qualsiasi impatto sulle attività del porto turistico del Giglio.

«Siamo molto contenti di essere stati scelti per realizzare questa incredibile opera di recupero della Costa Concordia», ha dichiarato il presidente della statunitense Titan Salvage, Richard Habib. «Le nostre qualità ingegneristiche e l'esperienza che abbiamo maturato in questo ambito - ha aggiunto - ci hanno consentito di presentare un progetto all'altezza delle aspettative. Da oggi lavoreremo nell'ottica del rispetto dell'ambiente e della salvaguardia dell'habitat naturale».

«Abbiamo creduto fin dall'inizio - ha affermato il general manager della triestina Micoperi, Silvio Bartolotti - che la professionalità della nostra azienda e la comprovata esperienza nelle attività di salvataggio e recupero sottomarine potessero essere messe a disposizione di questa impresa. L'essere stati scelti, inoltre, rappresenta un segnale forte per la qualità e la capacità delle imprese italiane nel gestire progetti delicati e senza precedenti come questo».

Intanto il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, al termine di un incontro odierno al ministero dello Sviluppo economico con il sottosegretario Claudio De Vincenti, il direttore generale del dicastero, Patrizio Bianchi, e l'amministratore delegato di Invitalia, Domenico Arcuri, ha annunciato che i cassoni utilizzati per raddrizzare Costa Concordia saranno realizzati dai Nuovi Cantieri Apuania (NCA). «L'impegno che abbiamo ottenuto da parte di Micoperi - ha spiegato Rossi - è quello di affidare un'importante commessa ai Nuovi Cantieri Apuania. Se non ci fosse stato questo, oggi al ministero si sarebbe parlato solo di liquidazione dell'azienda. Adesso l'impegno deve tradursi in un affidamento concreto per la realizzazione dei cassoni necessari a risollevare e a rimettere in equilibrio il relitto della Costa Concordia. La commessa consentirà a NCA di mantenere la continuità produttiva e di lavorare fino a dicembre».

«Invitalia, governo e istituzioni - ha proseguito il presidente dell'ente regionale toscano - hanno a disposizione questo periodo di tempo per individuare un'impresa interessata a rilevare questa importante attività per rilanciare i cantieri. Ci impegneremo direttamente anche per questo obiettivo, come abbiamo sempre fatto dalla parte dei lavoratori e dello sviluppo». Rossi ha precisato che il sottosegretario De Vincenti si è impegnato a riconvocare il tavolo su NCA entro 15 giorni.




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