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28 maggio 2012
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- International Chamber of Shipping chiede il ritiro del piano
di aumenti delle tariffe del canale di Panama
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- Hinchliffe: non ce n'è «alcun urgente bisogno»
dato che «gli introiti generati dal canale sono attualmente
molto consistenti»
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L'International Chamber of Shipping (ICS) ha risposto all'invito
a commentare la proposta di incrementi delle tariffe per il transito
delle navi nel canale di Panama, che è stato rivolto agli
stakeholders dall'Autorità che gestisce il canale
centroamericano, con una dura lettera che definisce il piano per
aumentare le tariffe fino al 15% come «semplicemente
inaccettabile».-
- Secondo l'associazione armatoriale internazionale, tale piano è
«frettoloso, eccessivo e può causare ulteriori problemi
alle compagnie di navigazione» in considerazione della
fragilità della ripresa economica. Pertanto l'ICS ha chiesto
all'Autoridad del Canal de Panamá (ACP) di ritirare il piano
e ha sollecitato l'Autorità panamense a dare notizia di
futuri aumenti tariffari con almeno sei mesi di anticipo per
consentire alle società armatoriali di valutare pienamente e
correttamente l'impatto degli aumenti proposti.
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- L'ICS ha sottolineato che l'Autoridad del Canal de Panamá
ha reso noto il piano di aumenti delle tariffe lo scorso mese
nonostante a gennaio avesse assicurato alla clientela del settore
che si sarebbe trattato solo di un piccolo adeguamento alle tariffe
in attesa di completare nel 2014 il progetto di ampliamento del
canale. Inoltre l'associazione armatoriale ha ricordato che, se
approvati nel corso di un'audizione pubblica che si terrà
alla fine di questo mese, gli incrementi tariffari potrebbero
entrare in vigore già dal prossimo 1° luglio.
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- Non c'è - ha dichiarato il segretario generale dell'ICS,
Peter Hinchliffe, «alcun urgente bisogno» degli aumenti
dato che - ha spiegato - «gli introiti generati dal canale
sono attualmente molto consistenti». Hinchliffe ha evidenziato
che, se da un lato il canale di Panama è una risorsa
nazionale importante di Panama, dall'altro rimane anche una parte
essenziale delle infrastrutture pubbliche internazionali per il buon
funzionamento della supply chain globale ed ha ribadito che si
dovrebbe «tenere conto di questo importante ruolo pubblico nel
momento di stabilire le tariffe». «Se la proposta di ACP
analizza l'impatto delle tariffe sulla competitività degli
scambi commerciali - ha proseguito - non tiene conto dell'impatto
sulle stesse compagnie di navigazione, molte delle quali sono ancora
costrette a far navigare le navi in perdita per rimanere nel
mercato». «Chiediamo pertanto - ha concluso il
segretario generale dell'ICS - che l'ACP revochi gli attuali piani
di aumenti per i prossimi due anni e concentri l'attenzione sulla
formulazione di una struttura tariffaria da introdurre alla fine del
2014 che possa andare a beneficio di tutte le parti».

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