- Sottoscritto oggi il patto tra governo, istituzioni locali e
privati per il rilancio del porto di Taranto
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- Prete: è un «risultato storico». Previsti
investimenti per circa 190 milioni di euro. TCT revoca la messa in
mobilità di 160 lavoratori. Grimaldi (Gioia Tauro) esprime
perplessità per il provvedimento sull'autonomia finanziaria
dei porti
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Oggi a Roma il governo, le istituzioni locali pugliesi e le imprese
interessate hanno sottoscritto l'accordo per il rilancio del porto
di Taranto, che prevede investimenti per circa 190 milioni di euro
in opere di protezione dello scalo, di riqualificazione ambientale e
di riconfigurazione delle banchine, con l'obiettivo di risolvere le
criticità di carattere infrastrutturale dello scalo.
L'impegno finanziario è ripartito tra governo (25,7 milioni
di euro), Regione Puglia (62,6 milioni di euro), Autorità
Portuale di Taranto (92,1 milioni di euro) e Taranto Container
Terminal Spa (7,2 milioni di euro).-
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L'elenco delle opere oggetto
dell'accordo |
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Opera |
Importo |
Fonti di finanziamento |
Importo |
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1 |
Nuova diga foranea di protezione del
porto fuori rada di Taranto - I° lotto |
15.400.000 |
MIT |
14.000.000 |
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TCT S.p.A. |
1.400.000 |
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2 |
Riqualificazione ambientale delle aree
ricadenti nel SIN di Taranto |
79.468.320 |
MATT |
11.674.000 |
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Regione Puglia |
27.635.733 |
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Autorità Portuale |
40.158.587 |
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3 |
Riconfigurazione della banchina del Molo
Polisettoriale |
51.000.000 |
Regione Puglia |
35.000.000 |
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Autorità Portuale |
12.000.000 |
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TCT S.p.A. |
4.000.000 |
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4 |
Riqualificazione e ammodernamento della
banchina e dei piazzali |
23.500.000 |
TCT S.p.A. |
1.500.000 |
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Autorità Portuale |
22.000.000 |
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5 |
Banchina tratto verso radice di 800 mt. |
15.000.000 |
Autorità Portuale |
15.000.000 |
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6 |
Ammodernamento vie di corsa lato terra |
3.300.000 |
Autorità Portuale |
3.000.000 |
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TCT S.p.A. |
300.000 |
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TOTALE LAVORI |
187.668.320 |
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- L'intesa è stata sottoscritta dal ministro per la
Coesione territoriale, Fabrizio Barca, dal vice ministro delle
Infrastrutture e dei Trasporti, Mario Ciaccia, dal sottosegretario
al ministero dell'Ambiente e della Tutela del territorio e del mare,
Tullio Fanelli, dal presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola,
dal presidente della Provincia di Taranto, Giovanni Florido, dal
sindaco di Taranto, Ippazio Stefàno, dal presidente
dell'Autorità Portuale di Taranto, Sergio Prete, da Sogesid,
da Ferrovie dello Stato e dalle compagnie di navigazione e di
logistica che sono impegnate nello scalo: Evergreen Spa, Taranto
Container Terminal Spa (TCT), Luante Estate B.V. GSI Logistic Srl,
Hutchison Port Taranto.
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- Tutte le parti firmatarie si sono impegnate a completare il
piano degli interventi previsti entro 24 mesi dalla sottoscrizione
dell'accordo. Al fine di accelerare il superamento delle
problematiche connesse alla realizzazione delle opere, il presidente
dell'Autorità Portuale di Taranto è stato nominato
commissario straordinario, con i poteri di cui al decreto
legislativo 163/2006
(
del 20 febbraio 2012).-
- A seguito dell'annuncio dell'intesa TCT Spa, che conta circa 550
addetti, ha interrotto il percorso volto alla messa in mobilità
di 160 lavoratori e ha iniziato le procedure per accedere alla cassa
integrazione a rotazione.
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- Nel suo intervento il presidente dell'Autorità Portuale
ha sottolineato come quello odierno sia un «risultato
storico»: non possono che essere grato - ha aggiunto Sergio
Prete - alle istituzioni e alle autorità, ma anche alle parti
private dell'accordo, «parti private - ha specificato - che
avevano scelto Taranto nel tempo e che stavano purtroppo perdendo la
fiducia nel porto di Taranto. Ricordiamo che noi abbiamo la fortuna
di avere a Taranto due società importantissime, cioè
il più grande terminalista al mondo (Hutchison, ndr)
ed uno dei più grandi vettori al mondo (Evergreen, ndr);
quindi il fatto che negli scorsi mesi questi soggetti avessero
deciso un po' di abbandonare il porto di Taranto - ha osservato
Prete - era un sintomo di un malessere che purtroppo andava avanti
da qualche anno. Oggi sono contento perché si è
ritrovata la fiducia, la fiducia soprattutto di avere al fianco
tutte le istituzioni con una caparbietà ed una volontà
di fare del porto di Taranto un porto strategico non solo a livello
locale e regionale, ma a livello europeo e mondiale».
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- Tra gli impegni previsti dall'accordo per la parte pubblica
rientrano il dragaggio per portare i fondali a -16 metri,
l'allargamento e il consolidamento della banchina, la costruzione
della diga foranea, la realizzazione della strada dei moli e della
piattaforma logistica in un'area di 148.000 metri quadri.
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- Oltre agli impegni assunti dalla parte pubblica, Prete ha
evidenziato anche quelli della parte privata con l'acquisizione di
nuove gru e il recupero delle linee di traffico spostate al Pireo,
senza trascurare gli effetti occupazionali «che - ha ricordato
- sono il motore che ha portato ad una rapida soluzione di questa
problematica, perché grazie a questo intervento di fatto
abbiamo scongiurato inizialmente 160 licenziamenti, ma la
prospettiva era quella di chiudere il terminal di Taranto e quindi
di perdere oltre 500 lavoratori diretti e quasi mille lavoratori che
girano attorno all'indotto di Evergreen. Ora attraverso l'impegno di
aumentare anche i volumi di traffico (l'impegno a carico delle parti
private prevede di arrivare a movimentare in porto oltre un milione
di container l'anno a due anni dalla conclusione dei lavori di
realizzazione delle opere, ndr), sicuramente questi
lavoratori avranno una collocazione all'interno del porto e,
attraverso anche tutte le attività collaterali che partiranno
da questa attività, ci sarà sicuramente una grande
possibilità di avere ulteriori assunzioni anche collegate, ad
esempio, ai lavori della Piastra Logistica».
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- Il ministero per la Coesione territoriale ha evidenziato che
l'eventualità di un abbandono definitivo delle linee di
navigazione che ancora si avvalgono del porto di Taranto e dei
relativi servizi, cui conseguirebbe un rilevante pregiudizio
economico ed occupazionale, avrebbe creato anche un grave
pregiudizio alla funzionalità e all'efficacia della Piastra
Logistica Portuale deliberata dal CIPE nel novembre 2010 con
l'obiettivo di favorire lo sviluppo del territorio attraverso la
realizzazione di un sistema di logistica integrata.
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- Anche il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, ha
definito quella di oggi «una firma storica, destinata - ha
precisato - a cambiare radicalmente l'assetto trasportistico e
infrastrutturale dell'intero Mezzogiorno e non solo. Oggi finalmente
possiamo dire di aver avviato la realizzazione di quello che
potrebbe diventare il porto commerciale di riferimento nel
Mediterraneo». «Oggi, con la firma del protocollo che
prevede investimenti certi e tempi serrati - ha aggiunto Vendola -
ci sono tutte le condizioni perché il porto di Taranto
diventi, nel giro di due anni, il porto più infrastrutturato
d'Italia, in grado così di generare nuova economia e nuova
qualificata occupazione. Con il dragaggio poi diventerà
l'unico porto italiano a poter ospitare le navi container di ultima
generazione e quindi anche il traffico internazionale, quello che si
muove da nord verso sud, dalla Cina cioè verso Rotterdam,
dovrà rivedere le proprie rotte. Taranto, al centro del
Mediterraneo, diventerà il cuore del commercio mondiale, in
grado di intercettare i traffici internazionali. Del resto - ha
concluso Vendola - che il porto di Taranto non sia solo un valore
riconosciuto dal governo regionale e nazionale, ma che abbia un
valore strategico più ampio è testimoniato
dall'interesse, sempre maggiore, dei due poli del commercio
mondiale. Da una parte cioè Rotterdam e dall'altra la Cina.
Insomma oggi si apre una nuova pagina per lo sviluppo economico
dell'intero Mezzogiorno».
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- L'assessore alle Infrastrutture strategiche e mobilità
della Regione Puglia, Guglielmo Minervini, ha sottolineato come
l'accordo odierno sia frutto anche della «nuova fase che negli
ultimi due anni si è aperta per il porto di Taranto.
L'abbiamo voluta e l'abbiamo conquistata - ha precisato - tappa dopo
tappa: con il protocollo d'intesa con RFI del giugno del 2010 che ha
assegnato 35 milioni per il raccordo ferroviario, con lo sblocco
delibera Cipe per il finanziamento di 219 milioni della piastra
logistica avvenuto a novembre 2010, con il rinnovo dell'autorità
portuale del giugno del 2011, con l'apertura del tavolo con il
governo a gennaio di quest'anno, fino alla chiusura della vertenza
con la TCT».
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- «L'accordo con il governo - ha concluso Minervini - rompe
il fronte del fatalismo. Adesso dobbiamo dimostrare di onorare nei
tempi stabiliti tutti gli impegni assunti, affermando le ragioni di
speranza per Taranto e il suo porto. Queste straordinarie
potenzialità nelle quali stiamo investendo non sono
un'invenzione del governo nazionale e regionale, ma sono suffragate
da precise manifestazioni di interesse. Il protocollo d'intesa,
sottoscritto ad aprile, dall'autorità portuale con il Porto
di Rotterdam, che dichiara la disponibilità a effettuare
partnership e investimenti a Taranto, e la grande attenzione rivolta
dagli operatori cinesi durante il Transport and Logistic China di
Shanghai dimostrano che non stiamo sognando».
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- Intanto un altro porto del Mezzogiorno, quello di Gioia Tauro,
ha invece espresso insoddisfazione per la misura per l'autonomia
finanziaria dei porti che il governo ha inserito nel decreto legge
“Misure urgenti per la crescita del Paese” approvato
venerdì scorso dal Consiglio dei ministri
(
del 18 giugno
2012). Il presidente dell'Autorità
Portuale dello scalo calabro, Giovanni Grimaldi, ha manifestato
«perplessità in merito ad un provvedimento che, al
momento - ha spiegato - non aggiunge alcuna novità e sostegno
concreto alle attività dei porti di transhipment. La montagna
- ha osservato Grimaldi - ha partorito un topolino e lo ha fatto
dopo molti mesi, nel corso dei quali ho sottolineato l'importanza di
attuare al più presto l'autonomia finanziaria per le Autorità
Portuali, collegata, naturalmente, alle specifiche peculiarità
di ogni porto».-
- «Oggi - ha proseguito il presidente dell'ente portuale di
Gioia Tauro - mi stupisco che ci si possa, invece, meravigliare
dell'approvazione di un provvedimento che, nei fatti, non attua la
tanto attesa e necessaria autonomia finanziaria. Si tratta, invece,
solo di un finanziamento di 70 milioni di euro. Fermo restando la
positività dell'iniziativa, che però va inquadrata
esclusivamente in un inizio di discussione intorno all'autonomia
finanziaria, nei fatti non la attua. A tutto questo aggiungo che
l'aver destinato il 20% dei 70 milioni di euro, tra i porti ai fini
perequativi, altro non è che l'annuale finanziamento ai sensi
dell'articolo 1 della legge 296 del 27 dicembre 2006. Infatti,
proprio ad inizio giugno, il ministero delle Infrastrutture e dei
Trasporti ha erogato all'Autorità Portuale di Gioia Tauro
l'importo di circa cinque milioni di euro. A conti fatti, quindi,
niente di più di ciò che già avevamo».
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- Grimaldi ha evidenziato anche la necessità di analizzare
il provvedimento governativo dal punto giuridico, in particolare
laddove si parla di “istituire un fondo” a livello
ministeriale correndo il rischio - ha rilevato - di ricadere in un
“aiuto di Stato”.

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