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2 agosto 2012
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- La Regione Friuli Venezia Giulia si schiera dalla parte degli
utilizzatori dei raccordi ferroviari
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- L'obiettivo è aprire un confronto politico con il
governo
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La Regione Friuli Venezia Giulia sosterrà sul piano
politico la posizione degli utilizzatori dei raccordi industriali,
che stanno conducendo un duro confronto con Rete Ferroviaria
Italiana (RFI), società del Gruppo Ferrovie dello Stato, che
ha modificato le condizioni e i canoni per l'allacciamento alla rete
ferroviaria. Lo ha reso noto l'assessore regionale alle
Infrastrutture, Riccardo Riccardi, a conclusione di una riunione con
il “sistema dei raccordati” della regione , di cui fanno
parte consorzi industriali, interporti, ma anche alcune grandi
imprese che movimentano merci su binario.-
- In occasione dell'incontro è stato stabilito che i
rappresentanti dei “raccordati” metteranno a punto,
entro la seconda metà di agosto, un documento comune che
l'assessore Riccardi si è impegnato a far condividere dalla
giunta regionale, come base per aprire un confronto politico con il
governo. La situazione in Friuli Venezia Giulia, come è stato
ricordato nel corso della riunione, è del tutto particolare
perché i raccordi industriali esistenti non sono di proprietà
di RFI e sono stati spesso realizzati con cospicui investimenti
pubblici regionali.
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- «Il Friuli Venezia Giulia - ha osservato Riccardi - non è
paragonabile ad altre Regioni, non può valere la stessa
ricetta dalla Sicilia alle Alpi. Noi siamo collocati tra due confini
internazionali, al centro di un sistema territoriale retrostante
l'arco portuale dell'alto Adriatico e ci siamo, negli anni, fatti
gli investimenti da soli. Condividiamo le ragioni di una
razionalizzazione del numero dei raccordi alla rete principale - ha
aggiunto - ma non senza tenere conto di chi fino a oggi ha investito
e soprattutto di una potenzialità dei traffici che, se
limitata, penalizzerebbe la competitività del nostro sistema
produttivo riducendo il traffico su ferro e aumentando quello su
gomma».
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- «Siamo perciò di fronte - ha proseguito Riccardi -
ad una questione politica, che non può essere lasciata in
mano ad una società per azioni, RFI, che ragiona in termini
di contabilità di bilancio e per di più si trova in
una situazione di conflitto di interesse. Qui è in gioco il
ruolo geopolitico del Friuli Venezia Giulia, la sua collocazione
internazionale. È del tutto inutile parlare di Corridoio V,
di Corridoio Adriatico-Baltico, di terza corsia della A4 se poi
queste grandi reti di trasporto non vengono collegate puntualmente
con i “nodi” del sistema logistico».

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