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10 agosto 2012
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- Le aziende genovesi di riparazione
navale manifestano
preoccupazione per i ritardi nei lavori di dragaggio
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- A rischio le commesse acquisite dalle società
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Le aziende del settore delle riparazioni navali che fanno capo a
Confindustria Genova hanno sottolineato di
seguire l'evolversi della vicenda riguardante i lavori di
dragaggio nel porto di Genova «con
un misto di incredulità e viva preoccupazione».
«Il programma degli interventi -
hanno ricordato - prevedeva l'interdizione di alcuni bacini
di carenaggio per un periodo definito in agosto, e su questa base le
aziende hanno a loro volta organizzato le
immissioni in vasca delle navi che, con molti sforzi, sono riuscite
ad acquisire».-
- «I ritardi subìti dai
lavori di dragaggio, auspicati e attesi da
tempo - hanno spiegato - rischiano ora di
determinare la perdita delle commesse più imminenti o,
comunque, di rendere necessario un ulteriore e non previsto periodo
di interdizione in autunno: un rischio che le aziende
non possono in alcun modo permettersi di correre, in considerazione
delle grandi difficoltà che oggi stanno interessando il
comparto».
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- «L'eventuale indisponibilità
delle vasche, in difformità rispetto al programma originario
- hanno precisato le società di
riparazione navale di Confindustria Genova - obbligherebbe le
aziende a disdire gli ordini già
acquisiti, a non avere certezze per gli ordini in fase di
acquisizione e, conseguentemente, ad avviare - in alcuni casi a
prorogare - la cassa integrazione per i propri dipendenti».
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- Riferendosi alle proteste dei giorni scorsi
di abitanti del centro storico genovese che hanno manifestato
preoccupazione per le vibrazioni agli edifici causate dalle
microcariche esplosive utilizzate per gli interventi di dragaggio in
porto, i riparatori navali
hanno evidenziato di non sottovalutare
affatto «l'esigenza di tutelare la
sicurezza dei cittadini che abitano gli edifici prospicienti lo
specchio acqueo interessato dai dragaggi, ma è un fatto -
hanno rilevato - che i monitoraggi costantemente eseguiti non
hanno evidenziato pregiudizi o pericoli concreti in questo senso».
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- «Sono apprezzabili le iniziative
che in questo momento i tecnici, le autorità locali e
l'amministrazione centrale stanno assumendo per contemperare al
meglio le diverse esigenze - hanno concluso -
ma i riparatori debbono constatare che,
purtroppo, l'evolversi di questa vicenda dimostra ancora
un'insufficiente consapevolezza e sensibilità per l'esigenza
primaria, cioè quella di concentrare al massimo ogni sforzo
per ridare ossigeno all'economia del porto e, quindi, della città».

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