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29 settembre 2020 Il quotidiano on-line per gli operatori e gli utenti del trasporto 13:39 GMT+2



13 dicembre 2019

MSC contesta i dati sulle emissioni della propria flotta diffusi da T&E

Il gruppo armatoriale specifica che solo il 40-45% delle 11 milioni di tonnellate di emissioni riportate nel MRV risultavano effettivamente avvenute nell'UE

Il gruppo armatoriale Mediterranean Shipping Company (MSC), confermando il proprio forte impegno volto alla riduzione delle emissioni di CO2 della propria flotta, ha contestato i dati pubblicati lunedì dall'organizzazione non-profit Transport & Environment (T&E) sul contributo alle emissioni di gas serra da parte delle compagnie di navigazione che operano nel settore del trasporto containerizzato, in base ai quali le navi del gruppo armatoriale elvetico darebbero il maggior apporto alle emissioni di CO2 del settore in Unione Europea avendone prodotto nel 2018 un totale di 11,04 milioni di tonnellate ( del 9 dicembre 2019).

MSC ha rilevato che T&E propone un'analisi incompleta di questi dati e pertanto non fornisce un quadro preciso delle emissioni originate dal settore dello shipping. Il gruppo armatoriale ha evidenziato che, in particolare, l'analisi di Transport & Environment non tiene pienamente conto di una serie di aspetti operativi dei servizi marittimi della MSC e quindi non offre una valutazione completa del ruolo e dell'impatto dell'attività del gruppo quanto ad emissioni.

Inoltre, secondo MSC, le emissioni di anidride carbonica dovrebbero essere comparate su base paritaria, mentre l'analisi di T&E si concentra sulle emissioni nell'UE e - ha osservato il gruppo armatoriale - per essere pienamente comparabile tra le diverse compagnie di navigazione e i vari settori industriali, dovrebbe tener conto solo delle emissioni effettivamente prodotte nell'area geografica dell'Unione Europea. Invece - ha spiegato il gruppo elvetico - «in base ad un'analisi dei registri operativi del gruppo MSC, solo il 40-45% delle 11 milioni di tonnellate di emissioni riportate nel MRV (il sistema di monitoraggio, comunicazione e verifica delle emissioni, ndr) risultavano effettivamente avvenute nell'UE».

MSC ha osservato pure che per valutare con precisione il ruolo del gruppo nella decarbonizzazione dello shipping è essenziale tener conto del fatto che «gli armatori sono tenuti a comunicare i dati relativi al consumo e alle emissioni di CO2 per i viaggi che iniziano e terminano nei porti dell'UE, inclusi i viaggi tra i porti dell'UE. Queste emissioni - ha specificato MSC - sono calcolate in base all'ultimo porto di scalo prima di entrare nell'UE o al primo porto di scalo dopo aver lasciato l'UE. Ad esempio, una nave che trasporta frutta dai Caraibi al Nord Europa e ritorno deve segnalare le emissioni per l'intera distanza del viaggio, anche se solo una parte di questa ha avuto luogo nell'UE. Di conseguenza - ha sottolineato il gruppo armatoriale - le emissioni effettivamente avvenute nell'UE per questa specifica nave potrebbero essere inferiori del 65% rispetto a quelle registrate nel MRV. Ciò è particolarmente rilevante per un'azienda globale come MSC che opera su tutte le principali rotte di navigazione del mondo».

Inoltre il gruppo armatoriale ha ricordato che realizza in proprio i servizi di feederaggio, «il che significa - ha evidenziato - che anche queste navi sono incluse nella nostra impronta di carbonio complessiva. Queste navi feeder, più piccole - trasferiscono i container tra le navi più grandi e i porti più piccoli. Altri vettori che utilizzano operatori feeder terzi non sono ritenuti responsabili per queste emissioni. Esternalizzando tali servizi - ha rilevato MSC - le compagnie containerizzate possono riportare cifre sulle emissioni molto più basse, dato che è responsabilità degli armatori registrare le emissioni nel MRV».

Il gruppo elvetico ha sottolineato poi che «l'indicatore operativo di efficienza energetica (EEOI) fornisce un'indicazione affidabile sulle prestazioni ambientali di una nave e il rapporto di emissioni di CO2 per tonnellata di carico» e che per MSC tale indicatore «è tra i più bassi del settore». Ricordando che lo studio di T&E classifica la MSC al terzo posto tra le compagnie di navigazione containerizzate quanto ad indicatore EEOI, il gruppo armatoriale elvetico ha evidenziato che l'indicatore di 19,92 presentato nell'analisi di Transport & Environment «differisce in modo significativo dai dati di MSC prodotti utilizzando una metodologia verificata da terzi. Nel 2018 - ha precisato il gruppo - il dato EEOI globale per MSC era di 14,56 e ciò denota che il divario tra questo dato verificato e quello incluso nel rapporto è irrealistico. In base a ciò - ha rimarcato il gruppo - MSC potrebbe posizionarsi ancora più in alto nella scala di efficienza».


PSA Genova Pra'
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