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14 luglio 2020 Il quotidiano on-line per gli operatori e gli utenti del trasporto 11:49 GMT+2



18 giugno 2020

Anche Fedespedi critica la tonnage tax estesa alle entrate accessorie delle compagnie di navigazione

Moretto: noi crediamo che i servizi accessori dovrebbero essere esclusi dal meccanismo fiscale

Fedespedi, la federazione degli spedizionieri italiani, si schiera a fianco di CLECAT e FEPORT nel denunciare la distorsione del mercato della logistica marittima provocata dai regimi di tonnage tax che assicurerebbero un vantaggio competitivo alle compagnie di navigazione, tesi respinta dall'associazione degli armatori europei ECSA ( del 17 e 17 giugno 2020). «Condividiamo e rilanciamo - ha affermato la presidente di Fedespedi, Silvia Moretto - quanto espresso da CLECAT, la nostra federazione a livello europeo, e FEPORT. La Commissione - ha ricordato Moretto con riferimento alla recente proroga dell'autorizzazione al Registro Internazionale italiano ( dell'11 giugno 2020) - ha approvato le misure fiscali italiane di supporto al settore marittimo confermando, dunque, la conformità dello schema del nostro Paese alle regole europee sugli aiuti di Stato. Non siamo contrari di per sé a queste misure - ha precisato la presidente della Federazione nazionale delle imprese di spedizioni internazionali - i trasporti marittimi sono fondamentali per l'import e l'export del Paese ed è giusto tutelare il settore. Ma bisogna evitare assolutamente che questi meccanismi danneggino il resto della filiera, in primis spedizionieri e terminalisti operanti nel trasporto via mare».

«La perplessità - ha spiegato Moretto - sta nel fatto che il regime fiscale speciale non si applicherà soltanto alle entrate essenziali delle shipping line derivanti da attività di trasporto marittimo, quali il trasporto di merci e di passeggeri, ma anche ad alcune entrate accessorie strettamente connesse a queste. Sia CLECAT che FEPORT sono intervenute con una lettera al commissario per la Concorrenza Margrethe Vestager. Chiediamo alla Commissione - ha specificato la presidente di Fedespedi associandosi alle richieste delle due organizzazioni - di chiarire l'ambito di applicazione dei sistemi degli aiuti di Stato: è fondamentale per assicurare condizioni di parità a tutti gli operatori del settore. Questo vale soprattutto per i servizi accessori che sono offerti anche da altri comparti della catena logistica marittima. In nome della libera concorrenza, noi crediamo che questi dovrebbero essere esclusi dal meccanismo fiscale della tonnage tax».

«Rileviamo anche in questo caso - ha aggiunto Andrea Scarpa, vicepresidente di Fedespedi e presidente del Maritime Advisory Body - che la Commissione Europea non ha valutato tutte le possibili ricadute sul settore di una normativa per le compagnie marittime. Questa decisione segue - ha ricordato Scarpa riferendosi alla recente proroga dell'esenzione dalle norme sulla concorrenza a favore delle compagnie di navigazione di linea ( del 24 marzo 2020) - la proroga di due mesi fa della CBER - Consortia Block Exemption Regulation - alla quale ci siamo sempre espressi contrari proprio per le conseguenze che l'esenzione dalle normative antitrust pone in termini di competizione sul mercato. Il settore marittimo - ha sottolineato Scarpa - va sostenuto nella sua interezza, soprattutto in questa fase di grave impatto dell'emergenza Covid-19 sul trasporto merci. Tutti gli operatori sono gravemente colpiti dalla crisi e hanno continuato a fornire i propri essenziali servizi: devono, quindi, poter operare in un reale contesto di libero mercato».

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