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23 ottobre 2021 Il quotidiano on-line per gli operatori e gli utenti del trasporto 17:27 GMT+2



5 ottobre 2021

L'ICS pone un aut aut ai governi: o seguite la strada che abbiamo indicato o lo shipping non potrà decarbonizzarsi entro il 2050

Presentata all'IMO una proposta per istituire uno specifico fondo di ricerca e sviluppo da cinque miliardi di dollari e per tassare le emissioni di carbonio prodotte dalle navi

In vista della COP 26, il summit delle Nazioni Unite sul cambiamento climatico che si terrà il prossimo mese, l'International Chamber of Shipping (ICS) ha presentato all'International Maritime Organization (IMO), l'agenzia dell'Onu incaricata di definire un quadro normativo per il trasporto marittimo, un programma di misure che, ad avviso dell'associazione armatoriale internazionale, i governi dovrebbero urgentemente adottare per aiutare il settore dello shipping ad azzerare le emissioni di CO2 prodotte dalle navi entro il 2050.

Il programma è basato su due proposte avanzate recentemente da ICS: la prima prevede la creazione di un fondo di ricerca e sviluppo obbligatorio volto a realizzare tecnologie a zero emissioni di carbonio, la cui istituzione è stata raccomandata dall'associazione a fine 2019 e che prevedere la raccolta di risorse finanziarie a carico degli armatori pari a cinque miliardi di dollari in un decennio ( del 18 dicembre 2019); la seconda proposta, assai più recente essendo stata avanzata neanche un mese fa ( del 6 settembre 2021), prevede l'istituzione di una tassazione sulle emissioni di carbonio prodotte dal trasporto marittimo al fine di accelerare la transizione verso l'uso dei più costosi combustibili a zero emissioni di carbonio.

Se, sottoponendo il proprio programma all'IMO, l'International Chamber of Shipping ha sottolineato che con questo passo l'industria dello shipping fa propria la necessità di dover assolutamente accelerare i tempi per la decarbonizzazione del trasporto marittimo, tuttavia l'associazione - imponendo di fatto un aut aut ai governi - ha specificato che l'obiettivo del raggiungimento dell'azzeramento delle emissioni di carbonio entro il 2050 sarà possibile solo se i governi implementeranno le azioni necessarie per raggiungere questo traguardo. L'ICS, quindi, non dice, ma lascia intendere che non sussiste alternativa all'adozione e attuazione delle misure proposte dall'associazione affinché - è la puntualizzazione senza possibilità di appello dell'ICS - sia possibile fare della «decarbonizzazione entro il 2025 una realtà piuttosto che una frase fatta».

L'urgenza di adottare queste misure evidenziata dall'ICS nasce anche dall'esigenza rimarcata dall'associazione di dare tempo al settore di dotarsi di navi che possano consentire il raggiungimento dell'obiettivo della decarbonizzazione. «In considerazione della vita media di 25 anni delle nuove navi oceaniche - ha spiegato l'associazione - affinché l'industria possa raggiungere l'ambizioso obiettivo delle zero emissioni, entro il 2030 dovranno essere messe in acqua migliaia di navi a zero emissioni. Sarà pertanto essenziale che l'IMO adotti queste urgenti necessarie misure al fine di accelerare la crescita del Livello di Maturità Tecnologica. Un passo fondamentale - ha evidenziato l'ICS - è che i governi approvino l'istituzione dell'IMO Maritime Research Fund (IMRF) da cinque miliardi di dollari in occasione del meeting chiave dell'IMO di questo novembre, appena due settimane dopo la COP26.

«Parlare costa poco, mentre agire è difficile», ha sottolineato il presidente dell'ICS, Esben Poulsson, presentando le proposte dell'associazione e facendo proprie le dichiarazioni di una settimana fa di Greta Thunberg in occasione dell'inaugurazione della Youth4Climate a Milano, che aveva accusato i governi di proferire solo «bla bla bla» rispetto alla crisi climatica. Come a dire: l'industria dello shipping ha ben chiaro cosa si può fare ed è intenzionata a percorrere la strada indicata. «La nostra offerta riguardo all'azzeramento delle emissioni - ha infatti affermato Poulsson - indica il “come” e il “cosa” fare per decarbonizzare il trasporto marittimo entro il 2050. Stiamo dicendo ai governi - ha aggiunto - che se vogliono veramente raggiungere l'obiettivo delle zero emissioni, devono passare dalle vuote intenzioni ad azioni concrete. L'obiettivo delle zero emissioni di carbonio entro il 2050 - ha specificato il presidente dell'ICS - è raggiungibile, ma solo a condizione che i governi assumano decisioni poco invitanti ma urgenti e necessarie al fine di gestire questo processo nell'ambito di un quadro normativo globale».

«Se adottate dai governi dell'IMO - ha evidenziato il presidente del gruppo di lavoro dell'ICS sulle misure contro i gas ad effetto serra, John Adams, a confermare la validità delle proposte avanzate dall'associazione - queste misure potrebbero condurre ad una regolamentazione che sposterà rapidamente il settore dello shipping e le industrie associate verso un futuro a zero emissioni di carbonio».


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