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1 dicembre 2008 Il quotidiano on-line per gli operatori e gli utenti del trasporto 17.56 GMT+1



5 maggio 2006

È nato il Comitato per il Welfare dei Marittimi

Rammarico per la mancata partecipazione di Assoporti all’iniziativa

È stato stilato oggi l’atto notarile che sancisce la nascita del Comitato per il Welfare dei Marittimi, istituito presso il Dipartimento per la navigazione e il trasporto marittimo ed aereo del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti lo scorso 13 aprile (inforMARE del 12 aprile 2006).

Il nuovo Comitato coordina le azioni dei singoli soggetti fondatori (ministero dei Trasporti, Comando Generale delle Capitanerie di porto, armatori di Confitarma e Fedarmare, agenti marittimi della Federagenti, sindacati marittimi internazionali dell’ITF, Federazione Nazionale Stella Maris, Ipsema) sui temi che pongano al centro dell’attenzione i marittimi e il riconoscimento dell’associazionismo come parte integrale delle strutture portuali. Inoltre il Comitato si occupa della sicurezza e della qualità del lavoro.

«C’è ancora tanto da fare - ha commentato il direttore nazionale dell’Apostolato del Mare, don Giacomo Martino - ma si può dire che si è fatto un passo nella direzione giusta. L’attenzione da parte delle istituzioni e la tutela dei diritti del marittimo sono destinati a crescere in termini qualitativi».

Tra le priorità in agenda vi è la ratifica della Convenzione ILO (International Labour Organization) che tratta le tematiche del lavoro e ha dedicato ai lavoratori marittimi diversi strumenti. L’Agenzia delle Nazioni Unite, infatti - ha ricordato l’Apostolato del Mare - nel 1987 ha elaborato una Convenzione (n. 163) e una Raccomandazione (n. 173) che forniscono un quadro dettagliato di quelli che sono i doveri di assistenza da parte delle comunità portuali (Stato e/o enti locali) verso i marittimi che transitano nei loro porti. «Il bisogno - ha osservato l’Apostolato - si è fatto maggiormente stringente ora in seguito alla possibilità di un'intrusione di un mezzo pirata in un porto italiano, considerata dai servizi di intelligence "medio-facile". Per questo la protezione dal mare come l'attivazione di controlli più stringenti sul traffico container sono considerati prioritari. I vari stati di allerta se applicati alla lettera come già succede, dal luglio 2004, rischiano di isolare i marittimi ancora più di prima. Non solo i marittimi extra-comunitari non potranno più scendere a terra ma tutti i volontari della Stella Maris rischiano di non poter più salire a bordo. In tal modo si arriva al paradosso per cui il diritto alla security lede altri diritti fondamentali della persona che lavora in mare, riconosciuti anche a chi sta scontando una pena, (come la visita dei familiari, la telefonata, l’ora d'aria giornaliera, la sicurezza sanitaria), minando non di poco la qualità del lavoro e la stessa dignità della persona».

Don Martino ha espresso rammarico per la mancata partecipazione al Comitato di Assoporti, l’associazione delle Autorità Portuali italiane. «Non si comprende - ha detto - la grave e reiterata assenza dell’Assoporti e mi auguro che senza ulteriori indugi colga l’opportunità e la responsabilità di fare parte del Comitato Welfare per offrire il suo indiscutibile e prezioso contributo».


ITAL-PRO-RA.MAR.
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