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20 giugno 2019 Il quotidiano on-line per gli operatori e gli utenti del trasporto 03:12 GMT+2



23 gennaio 2008

L'Autorità Portuale di Genova minaccia provvedimenti per risolvere la grave crisi operativa al terminal VTE

L'ente ha invitato la direzione del terminal «ad astenersi da decisioni unilaterali». Assagenti chiede uno sforzo straordinario «per salvare quel poco che resta dell’immagine del nostro porto»

Oggi l'Autorità Portuale di Genova ha annunciato la possibile assunzione di provvedimenti per risolvere la grave crisi operativa che caratterizza attualmente l'attività al Voltri Terminal Europa (VTE) del porto del capoluogo ligure.

«A seguito dei numerosi incontri dei giorni scorsi e della riunione convocata urgentemente nella giornata di ieri sulla crisi operativa in atto nel terminal portuale di Voltri - ha spiegato l'ente - l'Autorità Portuale di Genova ha continuato fino a tarda sera e nella mattinata di oggi a verificare i risultati del piano presentato da VTE per il ripristino di normali condizioni di operatività. Il flusso di camion arrivati ieri con contenitori all'esportazione è stato di circa 1.800 mezzi, secondo i dati forniti dal terminal; questa mattina sono ancora in attesa di entrare nel terminal alcuni camion caricati nella giornata di ieri. A quest'ultimo riguardo l'Autorità Portuale ritiene che VTE debba provvedere a scaricare tutti i camion caricati nelle scorse giornate con contenitori in export, nella considerazione che altrimenti questi stessi mezzi non sarebbero disponibili per il ritiro dei contenitori all'importazione, il cui accumulo rappresenta la causa principale della congestione».

«Risulta evidente - ha osservato la port authority - come il piano presentato da VTE, ed in particolare il blocco dell'export, abbia un senso solo se il terminal sarà in grado di adottare tutte le misure necessarie, d'intesa con gli altri soggetti interessati, ad assicurare l'evacuazione di una quota significativa di contenitori all'importazione nel corso di questa settimana, in modo da poter riprendere a servire l'esportazione da lunedì prossimo».

L'Autorità Portuale, chiedendo ai ricevitori di «voler provvedere all'immediato ritiro dei contenitori con una giacenza nel terminal superiore ai quindici giorni», ha sottolineato che «verificherà ulteriormente gli esiti che il piano riuscirà a garantire nella giornata di oggi, riservandosi di adottare i provvedimenti che alla stessa competono nel caso in cui si dovesse accertare la permanenza dello stato di crisi in atto».

L'ente portuale ha chiesto a VTE di provvedere anche a ripristinare le operazioni ferroviarie nel terminal. «Deve essere sottolineato - ha rilevato l'Autorità Portuale - che il servizio ferroviario, che risulta allo stato ancora bloccato a causa di inefficienze operative del terminal nelle operazioni di carico dei treni, rappresenta un elemento fondamentale per il trasferimento dei contenitori all'esterno del terminal. Si richiede pertanto al terminal di voler immediatamente destinare le risorse necessarie al servizio di queste operazioni».

Inoltre - ha proseguito l'ente - «vanno pienamente ripristinati i collegamenti informatici fra l'Ufficio Merci e le aree operative del terminal allo scopo di accelerare le operazioni di ritiro dei contenitori, che risultano ancora rallentate a seguito dell'avvio del nuovo sistema operativo, avuto particolare riguardo ai contenitori in importazione già sdoganati».

L'Autorità Portuale ha rimarcato come «il superamento della presente situazione di emergenza possa essere reso possibile solo attraverso la necessaria concertazione delle azioni da intraprendere» ed ha pertanto invitato la direzione del terminal «ad astenersi da decisioni unilaterali che risulterebbero non solo inutili ma soprattutto controproducenti nei confronti degli interessi generali del porto».

A sottolineare la gravità della situazione, già denunciata dall'associazione degli spedizionieri (inforMARE del 21 gennaio 2008), è anche l'associazione degli agenti marittimi genovesi che, evidenziando «le estreme difficoltà in cui si trovano ad operare le aziende associate» a causa dell’ormai drammatica situazione in cui versa il terminal VTE e precisando di «non poter più tacere il malumore delle compagnie di navigazione straniere (che le nostre associate rappresentano) che sollecitano l’immediata ripresa operativa per contenere gli enormi danni che l’attuale situazione sta loro arrecando», ha chiesto «uno sforzo straordinario comune e responsabile di tutti i soggetti coinvolti per salvare quel poco che resta dell’immagine del nostro porto».

«La credibilità del nostro sistema - ha rilevato Assagenti - è, infatti, oramai ad un passo dal baratro e solo a chi sta a cuore l’interesse primario della nostra città può farsi carico di fare tutto quanto è nelle sue possibilità per uscire da questo pantano. Tra questi soggetti, senza voler entrare in polemica, ma senza il minimo timore di poter essere smentiti, non ci sentiamo di poter far rientrare il VTE ed il suo management (al quale, comunque, abbiamo manifestato la nostra più completa disponibilità di collaborazione per superare l’emergenza), perché non ha mai dimostrato di aver a cuore l’interesse per la nostra città».

«Se le voci delle sirene provenienti dai porti concorrenti, prevarranno sugli sforzi delle nostre aziende per evitare che i principali armatori al mondo abbandonino il nostro porto - ha osservato l'associazione degli agenti marittimi - i tempi per riconquistare tali traffici saranno lunghissimi e non vi è neppure certezza che, dopo aver sperperato centinaia di migliaia di dollari per l’inoperosità delle loro navi, siano ancora disposti a dare ulteriore credibilità e fiducia al nostro scalo».

Assagenti ha quindi chiesto alle istituzioni locali «di farsi carico del problema e di accompagnare il mondo imprenditoriale portuale fuori da questa spirale negativa che rischia di affossare il nostro porto».

ABB Marine Solutions
Evergreen Line
Vincenzo Miele

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