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4 agosto 2009
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- Fedespedi respinge al mittente le critiche alla committenza
di Trasportounito - Fiap
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- La Federazione propone al ministro Matteoli di avviare una
serie di consultazioni per verificare il reale stato di salute del
settore logistico
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- In una lettera aperta inviata oggi al ministro delle
Infrastrutture e dei Trasporti, Altero Matteoli, il presidente di
Fedespedi (Federazione Nazionale delle Imprese di Spedizioni
Internazionali), Piero Lazzeri, critica aspramente il contenuto
della lettera aperta spedita nei giorni scorsi al ministro dal
sindacato dell'autotrasporto Trasportounito - Fiap (inforMARE
del 27 luglio 2009).
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Commentando le affermazioni dei rappresentanti del sindacato
sulla committenza degli autotrasportatori, Lazzeri evidenzia la
necessità di chiarire numerosi aspetti nel caso in cui tale
committenza includa anche la categoria rappresentata da Fedespedi e
sottolinea come «l'esuberanza espressiva» dei toni usati
da Trasportounito - Fiap induca a «pensare più ad una
volontà di attirare attenzione e consensi intorno ad una
nuova sigla dell'autotrasporto». «Questa strada - scrive
Lazzeri - ritengo possa portare solo ad una ulteriore e più
acre contrapposizione tra operatori, cosa assolutamente da evitare».-
- «In primo luogo - spiega il presidente di Fedespedi - è
bene chiarire che le pressioni a cui sono sottoposti gli
autotrasportatori sono le stesse a cui è sottoposto ogni
attore della filiera logistica e distributiva. Questo non da oggi,
ma da sempre, e comunque non per arroganza di nessuno ma per leggi
di mercato diventate sempre più spietate. Più di un
mio associato mi ricorda che, da oltre 15 anni, le tariffe del
settore spedizioni mutano di anno in anno, peccato però
sempre al ribasso. Oggi pratiche doganali che implicano enormi
responsabilità civili, penali ed amministrative in capo allo
spedizioniere vengono vendute a poche decine di euro se non meno. Il
recupero crediti è diventato il secondo mestiere dello
spedizioniere, in quanto il primo è, ormai e purtroppo,
l'anticipazione finanziaria rispetto ai propri clienti. I tempi medi
di pagamento delle fatture sono saliti da 60 a oltre 120 giorni, con
esposizioni economiche e finanziarie che anche per una piccola casa
di spedizioni possono ammontare a centinaia di migliaia di euro. Mi
viene da sorridere, perché ritengo meglio evitare certe
aggettivazioni di cui invece hanno fatto ampio uso i colleghi
autotrasportatori nella loro lettera laddove vedo scritto che la mia
categoria avrebbe imposto la “sottoscrizione di contratti
truccati” ed anche il rifiuto di redigere la scheda di
trasporto».
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- Lazzeri spiega al ministro che da parte della categoria
rappresentata da Fedespedi «non vi è rifiuto a redigere
la scheda di trasporto, ma in molti casi l'assoluta incertezza nella
sua redazione. A fronte di pesanti sanzioni, che riguardano
innanzitutto il committente - precisa Lazzeri - non vi è
chiarezza su molti aspetti interpretativi di rilevante importanza.
Oggi certamente si impone al mercato logistico e del trasporto un
salto culturale non indifferente. Rispetto ad una prassi estesa e
consolidata che affidava alla contrattazione verbale la gran parte
dei trasporti, si sta sostituendo una cultura volta ad affidare alla
contrattazione scritta il mercato dei trasporti. Ciò - voglio
sottolinearlo - non solo a garanzia del rispetto delle norme di
sicurezza, ma anche della certezza del diritto delle stesse aziende
committenti. È noto infatti come molte imprese di trasporto
abbiano costruito la propria fortuna sulle differenze tariffarie
applicate ai propri padroncini o alle rivalse contrattuali avviate
nei confronti dei propri mandanti».
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- «Quando poi leggo di “vessazioni” rivolte al
conducente in “sede di controlli” stradali - prosegue
Lazzeri - rimango veramente senza parole e commenti. So solo che se
la mia categoria si spingesse fino al punto di avanzare, con pari
tenore, accuse ad uno qualsiasi dei suoi tradizionali controllori
istituzionali, si fermerebbe il sistema portuale italiano. Non
voglio però credere che si possa ragionare e proporre
interventi correttivi solo attraverso la minaccia - magari di
scioperi o di blocchi stradali - e non invece attraverso un serio
confronto che traguardi, questo si, ad una riforma strutturale del
settore logistico e trasportistico di questo Paese. Le grandi
riforme, quelle vere e strutturali, partono da un profondo senso di
stima e collaborazione che deve animare ogni parte, ogni estensore
ed ogni possibile soggetto toccato dalla riforma stessa».
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- Il presidente di Fedespedi conclude sottoponendo al ministro
Matteoli la proposta di avviare una serie di consultazioni a livello
nazionale che verifichino il reale stato di salute del settore
logistico, «definendone bene - precisa Lazzeri - tanto i pregi
e le virtù, quanto i limiti e le carenze. Tutto ciò
però - conclude - nell'ambito di un confronto che non può
essere più solo ed esclusivamente frutto della protesta, o
peggio ancora, monocorde o monocolo, ma democratico ed allargato ad
ogni soggetto».
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