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20 novembre 2009
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- Cantieri del Mediterraneo impugnerà il provvedimento
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- L'azienda napoletana ha affermato la volontà di
«difendere i propri diritti ed interessi di impresa che non ha
violato né la concessione né il regolamento bacini»
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- Cantieri del Mediterraneo (CAMED) ha annunciato oggi
l'intenzione di impugnare il recente provvedimento con il quale
l'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha
stabilito che la società napoletana ha posto in essere un
abuso di posizione dominante nella messa a disposizione dei bacini
di carenaggio nel porto di Napoli (inforMARE
del 19 novembre 2009). L'azienda ha infatti affermato la
volontà di «difendere i propri diritti ed interessi di
impresa che non ha violato né la concessione né il
regolamento bacini».
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- «L'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato
- ha spiegato CAMED - ha chiuso il procedimento su Cantieri del
Mediterraneo Spa ed il mercato delle riparazioni navali del porto di
Napoli, rilevandone una parziale posizione dominante e l'esercizio
di alcuni abusi. In particolare, assumendo che CAMED è
titolare dell'unico bacino di grandi dimensioni presente nel porto
di Napoli, l'Antitrust l'ha condannata per non aver acconsentito
alla prenotazione, superiore al limite massimo dei 30 giorni fissati
dal regolamento bacini vigente nel porto di Napoli, del concorrente
La Nuova Meccanica Navale (NMN). Sul piano temporale, l'Antitrust ha
collocato tale abuso a partire dal 2007, allorquando CAMED aveva
smesso di accettare domande di immissione in bacino di oltre 30
giorni, su indicazione della stessa Autorità Portuale».
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- «Contemporaneamente - ha precisato CAMED - il
provvedimento finale esclude gli altri abusi inizialmente
ipotizzati. Infatti, è stato escluso quello di posizione
dominante relativo al mancato accesso di riparatori terzi agli spazi
a terra di cantiere e alle banchine in concessione, sostenuto dalla
denunciante NMN, a valle del rilascio di altre concessioni a favore
sia NMN che di altri riparatori navali napoletani. Inoltre viene
dato atto del pieno rispetto di CAMED degli obblighi previsti sia
dalla propria concessione che dal regolamento bacini. Tuttavia,
applicandole una sanzione pecuniaria, l'Antitrust nel suo
provvedimento ha ritenuto che Cantieri del Mediterraneo dovessero
“fare di più” per garantire la concorrenza
endoportuale partenopea».
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- «È significativo - ha proseguito Cantieri del
Mediterraneo - il fatto che CAMED sia stata ritenuta in posizione
dominante dall'Antitrust sulla scorta delle dichiarazioni rese
dall'attuale presidente dell'Autorità Portuale di Napoli, il
quale, contraddicendo quanto dichiarato dal suo predecessore, ha
escluso che negli spazi acquei napoletani attualmente possano essere
collocati altri bacini di grandi dimensioni. Novanta giorni è
il termine temporale che l'Antitrust ha imposto a CAMED per porre
fine alla situazione, che coincide anche con quello previsto per la
dismissione del bacino n. 5, che CAMED, dopo l'arenamento delle
trattative della sua cessione all'Autorità Portuale, è
stata costretta a vendere ad un compratore estero, per venire
incontro alle esigenze dell'Autorità garante».
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- «Il porto di Napoli, e la gestione dei bacini di
carenaggio - ha concluso CAMED - restano una singolare eccezione nel
panorama nazionale ed europeo. I Cantieri del Mediterraneo, per
poter dare uniformità di disciplina a un comparto che,
certamente, non ha dimensioni locali, sono convinti che a questo
punto la partita dovrebbe spostarsi su un tavolo più ampio,
quello del ministero competente, come tra l'altro, la stessa
Antitrust auspica tra le righe del proprio provvedimento».
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