- I comandanti della flotta di Costa Crociere si dissociano dalle
dichiarazioni di USCLAC-UNCDiM, che a sua volta accusa la stampa
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- L'opinione di “inforMARE”: un sindacato
impreparato al confronto mediatico continua ad offrire elementi per
screditare, danneggiare e diffamare non solo Schettino, ma tutti i
comandanti delle navi
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I comandanti delle navi della flotta di Costa Crociere hanno
diffuso un comunicato in cui sottolineano di dissociarsi dalle
dichiarazioni rilasciate venerdì dal presidente del sindacato
dei Capitani di Lungo Corso USCLAC-UNCDiM, Antonino Nobile, e dal
consigliere Pietro Gardella nel corso di una conferenza stampa
dedicata all'incidente della Costa Concordia
(inforMARE
del 27 gennaio 2012).-
- «Vogliamo credere - hanno spiegato i comandanti di Costa
Crociere nella nota - che si tratti di dichiarazioni rese in un
momento di particolare foga emotiva. I comandanti di navi di
crociera - hanno evidenziato - sono consapevoli delle responsabilità
che comporta il loro ruolo, e operano sulla base di una elevata
professionalità, riconosciuta a livello internazionale. Non
puntano sulla “fortuna”, non fanno “stupidaggini
per far divertire le passeggere”, né hanno bisogno di
dimostrare il proprio coraggio in tale modo».
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- «Certe affermazioni - hanno proseguito - sminuiscono il
lavoro che facciamo giornalmente in sicurezza, nel rispetto della
salvaguardia della vita umana in mare, delle regole nazionali ed
internazionali, e di quelle dettate dal buon senso. In un momento
così triste - hanno concluso i comandanti della compagnia
crocieristica - rifiutiamo anche di banalizzare il tragico bilancio
dell'incidente dell'Isola del Giglio con paragoni di cattivo gusto».
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- A questa nota è seguito un comunicato di USCLAC-UNCDiM
con cui le due sigle sindacali hanno inteso «precisare e
smentire quanto riportato da alcune testate a seguito della
conferenza stampa tenutasi a Genova il giorno 27 gennaio».
USCLAC-UNCDiM ha precisato «che in nessun modo si è
parlato del cosiddetto “inchino” come di una pratica
abituale per il “divertimento delle passeggere” o come
“prova di coraggio”. Parimenti - ha sottolineato
l'organizzazione sindacale - solo un'interpretazione strumentale di
un incontro durato un'ora e mezza e in particolare del concetto di
“navigazione in sicurezza” può aver ispirato le
testate che hanno attribuito a USCLAC-UNCDiM l'intenzione di
sollevare il comandante Schettino da ogni possibile responsabilità».
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- «L'unico obiettivo dei due sindacati - prosegue la nota di
USCLAC-UNCDiM - è stato e rimane quello di suggerire ai media
che si occupano della tragedia del Giglio un approccio moderato, che
tenga in considerazione che, alla luce di quanto finora emerso dalle
indagini e reso di pubblico dominio, la dinamica dell'incidente e
degli eventi successivi resta completamente da chiarire. Come da
chiarire restano le responsabilità dei vari protagonisti di
questi fatti. Un onere che spetta solamente alla magistratura
adempiere, dopo un'accurata indagine per la quale risulta
imprescindibile lo studio della scatola nera».
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- Il comunicato conclude che, «per quanto riguarda la
posizione del comandante Schettino, USCLAC-UNCDiM intendono
attendere l'esito della suddetta indagine prima di esprimere ogni
giudizio e invitano tutti a fare altrettanto, limitandosi ad offrire
all'ufficiale l'assistenza che la legge e lo statuto sindacale
prevedono che gli sia prestata».
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- L'opinione di inforMARE
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- L'unione sindacale USCLAC-UNCDiM è un'associazione che
rappresenta una categoria di lavoratori importante, ma numericamente non
consistente: quella dei comandanti
e dei direttori di macchina delle navi.
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- Non ha il compito di fare da portavoce a centinaia di migliaia
di iscritti come i principali sindacati nazionali e non è,
come invece questi ultimi, attrezzata per affrontare al meglio il
complesso e delicato compito di rappresentare gli affiliati nei
rapporti con la stampa.
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- Questo avevamo sottolineato venerdì dando notizia della
conferenza stampa sul naufragio della nave da crociera Costa
Concordia indetta da USCLAC-UNCDiM con l'obiettivo annunciato di
«sottolineare l'importanza di un approccio mediatico corretto
ad un evento che rischia di avere ripercussioni gravi per le
categorie da essi rappresentate e per l'industria nel suo
complesso».
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- Obiettivo che USCLAC-UNCDiM ha completamente fallito. E non per
colpa della stampa, come accusa il comunicato emesso successivamente
dal sindacato per smentire «quanto riportato da alcune
testate».
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- Essendo inforMARE un quotidiano che
pubblica le proprie notizie in tempo reale, e quindi prima di molte altre
testate editoriali, in qualche modo ci siamo sentiti in dovere di
giustificare preventivamente un'associazione sindacale non preparata
ad affrontare un confronto con la stampa su un evento tragico come
quello del disastro della Costa Concordia. Per questo, nel
nostro articolo di venerdì, abbiamo evidenziato in primis
l'inesperienza di USCLAC-UNCDiM a questo riguardo.
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- Temevamo che i giornalisti presenti alla conferenza, vuoi perché
non specialisti del settore vuoi perché abituati a
interloquire con rappresentanti dei lavoratori appositamente
delegati al confronto con i media, non avrebbero inteso le
asserzioni di USCLAC-UNCDiM tenendo conto che alla categoria dei
capitani e dei direttori di macchina accade solo
eccezionalmente di essere al centro dell'attenzione nazionale e
mondiale.
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- Sabato abbiamo letto molti articoli e note d'agenzia
redatti dai giornalisti presenti alla conferenza stampa del giorno precedente.
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- Chi scrive, essendo stato presente all'incontro, si è
stupito del fatto che molti nostri colleghi abbiano saputo forse
comprendere tale impreparazione mettendo in evidenza solo i temi
essenziali della conferenza e illustrando con chiarezza la posizione
del sindacato nei confronti della vicenda, congruente o incongruente
che fosse.
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- Chi scrive si è stupito inoltre che molti dei giovani
colleghi abbiano saputo resistere alla tentazione di “sparare
a zero” sulla categoria dei comandanti di nave come accade talvolta in
alcuni programmi televisivi che rivoltano la frittata
fintantoché non è completamente bruciata.
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- Eppure, a nostro avviso, di motivi per criticare la categoria fino alla
diffamazione venerdì ne sono stati offerti
numerosi. E USCLAC-UNCDiM, con il comunicato di precisazione del
giorno dopo, ne concede altri.
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- «In nessun modo - sostiene USCLAC-UNCDiM - si è
parlato del cosiddetto “inchino”», cioè
della pratica di portare la nave in prossimità del litorale
per un saluto alle comunità costiere, «come di una
pratica abituale per il “divertimento delle passeggere”
o come “prova di coraggio”».
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- Quanto dichiarato dal sindacato, semplicemente, è falso.
USCLAC-UNCDiM ha proprio chiarito - come hanno confermato le decine
di colleghi della stampa presenti venerdì - che l'inchino è
una pratica abituale da sempre.
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- Ma venerdì si è detto di peggio. Alcune voci di
USCLAC-UNCDiM, delle cinque o sei che da un certo punto in poi
tentavano maldestramente di spiegare la posizione del sindacato,
hanno parlato di ardimento e di amenità simili, quasi a
motivare o giustificare la decisione di comandanti che deviano dalla
rotta prestabilita per portare la nave molto o troppo a ridosso
della costa.
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- Senza mezzi termini: questo è inaccettabile.
Non sappiamo se l'“ardimento” sia
addebitabile solamente a qualche comandante oppure anche ad alcune compagnie
armatoriali o a chi altro.
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- Come giudicare se non gravissima, intollerabile, inammissibile,
assurda, scellerata e delinquenziale la manovra di un comandante che
porta la sua nave a lambire la costa per dimostrare la sua abilità,
oppure del comandante di un aereo che decide di sfiorare il suolo
per dare prova di perizia oppure ancora del conducente di pullman che
rasenta il ciglio della strada per offrire un'emozione ai suoi
passeggeri?
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- Non sappiamo se ciò sia stato fatto dal
comandante della Costa Concordia, Francesco Schettino.
Saranno la magistratura e le inchieste tecniche ad appurarlo. Su
questo concordiamo con USCLAC-UNCDiM. Sul resto no.
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- Venerdì il sindacato non ha difeso il suo associato, ma
ha fornito alla stampa, e quindi all'opinione pubblica, non solo
altri elementi per screditare, danneggiare e diffamare Schettino, ma
per condannare parimenti l'intera categoria dei comandanti di nave.
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- Per questo, a nostro avviso, i comandanti dipendenti di Costa
Crociere, iscritti e non iscritti a USCLAC-UNCDiM, hanno voluto
dissociarsi dalle affermazioni dei rappresentanti del sindacato.
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- Quello di venerdì avrebbe potuto essere archiviato come un
incidente dovuto all'inesperienza di USCLAC-UNCDiM, che non è
solita navigare nelle acque dell'informazione giornalistica.
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- Ma invece di ringraziare tacitamente la stampa per non aver
“sparato sulla Croce Rossa”, USCLAC-UNCDiM la accusa di
aver dato «un'interpretazione strumentale»
dell'incontro.
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- inforMARE invita USCLAC-UNCDiM a
riflettere su quanto accaduto.
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- Di più: auspichiamo che USCLAC-UNCDiM allontanari dal
sindacato chiunque giustifica in qualunque maniera presunti atti di
coraggio, audacia o ardimento che pongono in grave rischio la vita
delle persone.
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- È opportuno, anzi doveroso, evidenziarlo: chiunque compia
queste azioni, o chiunque induca o costringa qualcuno a compierle, è
un irresponsabile e un mascalzone.
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- Bruno Bellio
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