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19 aprile 2012
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- Contrarietà e preoccupazione di Assologistica per il
nuovo fermo dell'autotrasporto
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- L'associazione ha chiesto al governo che «intervenga a
ristabilire gli equilibri per consentire a tutti di lavorare e non
di chiudere»
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Assologistica, l'Associazione Italiana Imprese di Logistica,
Magazzini Generali, Magazzini Frigoriferi, Terminalisti Portuali,
Interportuali ed Aeroportuali, ha espresso forte contrarietà
e preoccupazione per il nuovo fermo di cinque dell'autotrasporto
proclamato per la fine del prossimo mese
(
del 16 aprile 2012).-
- «Dall'inizio dell'anno - ha rilevato Assologistica in una
nota - il settore della logistica in conto terzi sta registrando
sempre più gravi condizionamenti all'attività delle
imprese, causato anche dallo squilibrio modale del trasporto
commerciale in Italia, che rende insostenibile l'economia delle
imprese. Dopo un fermo in gennaio scorso con il solo risultato di
avvantaggiare ulteriormente la concorrenza europea; il fermo delle
bisarche; il parere espresso dalla Autorità Garante sulla
inaccettabilità, alla luce dei principi comunitari, dei costi
minimi di esercizio per la sicurezza promulgati dall'Osservatorio
nonostante il disaccordo della committenza; il ricorso al TAR Lazio
fatto dalle confederazioni Confindustria e Confetra in attesa di
giudizio in giugno prossimo; ancora si delineano nuovi fermi
assolutamente irricevibili ed incomprensibili data la gravissima
crisi economica e la forte sofferenza dei traffici commerciali
domestici ed internazionali».
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- «Assologistica - ha spiegato l'associazione - è
fortemente contrariata e preoccupata dal deterioramento della
situazione generale che rischia una forte involuzione. Si stanno
verificando schieramenti ideologici e strumentali da più
parti, che porteranno lontano dalla risoluzione dei problemi. Tra
questi, parte della subvezione dell'autotrasporto, che sta
assumendo, attraverso alcune organizzazioni, forme di
stigmatizzazione e proclami contro singole imprese committenti,
quelle che più danno lavoro all'autotrasporto, non vedendo
che è tutto il comparto della committenza logistica a non
essere in condizione di poter accettare rigidi condizionamenti
tariffari».
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- Assologistica ritiene che «in questa fase difficile
dell'economia del Paese occorra forza per i sacrifici ma anche
coraggio per intraprendere vie di innovazione e di cambiamento,
allontanando quei cliché dominanti che hanno determinato la
polverizzazione dell'autotrasporto, che è totalmente
inadeguata ad affrontare crisi aggressive e profonde come questa».
Assologistica ha precisato di essere convinta che «l'autotrasporto
abbia innanzitutto bisogno di lavorare così come le imprese
committenti, in modo soprattutto continuativo, ma questo - ha
sottolineato l'associazione - è ottenibile solo a condizione
che i prezzi dei servizi siano di mercato e non di tabelle, che non
corrispondono alla realtà delle imprese e della concorrenza».
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- Assologistica ha quindi chiesto al governo che «intervenga
a ristabilire gli equilibri per consentire a tutti di lavorare e non
di chiudere».

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