
|

|
|
15 febbraio 2010
|
|
- Non è con la riduzione delle tasse portuali che si
sostiene la competitività dei porti italiani
-
- L'opinione dei presidenti dei porti liguri e del governatore
calabrese Loiero. La diminuzione delle tasse proposta dal governo è
una misura tampone e pone a rischio gli investimenti nei porti
-
- «Non abbiamo aumentato le tasse quando potevamo farlo, ma
non riteniamo neppure di abbassarle in questo frangente».
Tranquilli: non si sta parlando delle vostre tasche, ma di quelle
dei porti. Si allude, infatti, alle tasse portuali, che i porti
liguri di Genova, La Spezia e Savona non hanno alcuna intenzione di
ridurre. « Gli utili generati dai porti liguri - hanno
confermato i presidenti delle Autorità Portuali dei tre
scali, rispettivamente Luigi Merlo, Lorenzo Forcieri e Rino Canavese
- sono serviti e serviranno per fare gli investimenti senza i quali
non potranno crescere».
-
- Merlo, Forcieri e Canavese hanno risposto così alla
possibilità di diminuire le tasse portuali e di ancoraggio,
fino ad azzerarle, prospettata nei giorni scorsi dal governo con
l'obiettivo di consentire un recupero della competitività dei
porti che movimentano principalmente traffico containerizzato di
trasbordo, come avviene a Gioia Tauro, Cagliari e Taranto. La misura
è contenuta in un emendamento al decreto milleproroghe
(inforMARE del
9 febbraio 2010).
-
- La riduzione delle tasse portuali è una delle misure
adottate da alcuni porti europei e mondiali per promuovere lo
sviluppo dei traffici in un momento di forte crisi dell'economia
(inforMARE del
12 febbraio,
20
e 27
novembre 2009). La scorsa estate Assologistica, a cui
fanno capo aziende che operano terminal nei porti di transhipment,
aveva protestato per l'aumento delle tasse portuali e di ancoraggio
introdotto con decreto del presidente della Repubblica del 28 maggio
scorso (inforMARE del
24 agosto
2009). Evidenziando come l'ultima proposta del governo
prevedendo di posticipare al 2012 tale aumento e consentendo la
riduzione o l'aumento delle tasse a discrezione delle Autorità
Portuali potrebbe determinare una distorsione della concorrenza tra
i porti, nei giorni scorsi l'associazione dei terminalisti
Assiterminal ha sollecitato piuttosto l'adozione di misure a supporto
dell'attività dei terminalisti portuali (inforMARE
del 10 febbraio 2010).
-
- Con la loro replica alla proposta del governo i tre porti liguri
sembrano voler confermare con forza il loro patto di alleanza,
sancito sotto le insegne di Ligurian Ports, e smentire qualsiasi
ipotesi di utilizzo della diminuzione delle tasse quale arma per
farsi concorrenza. Se l'intenzione di consolidare il loro accordo
praticando tariffe non dissimili è una supposizione, non è
affatto una congettura invece la bocciatura della proposta del
governo da parte di Merlo, Forcieri e Canavese. I tre presidenti
hanno infatti ribadito compatti il loro dissenso nei confronti della
misura governativa, che - a loro avviso - «rischierebbe di
bloccare la strategia di investimenti che punta al necessario
potenziamento delle infrastrutture portuali». «Se
applicata, infatti - hanno rilevato - metterebbe in difficoltà
la competitività della portualità italiana rispetto ai
mercati internazionali». «Con l'autonomia finanziaria
ancora al palo e senza finanziamenti - hanno spiegato Merlo,
Forcieri e Canavese - è impossibile pensare ad una crescita
dei porti e ad avere un ruolo più incisivo nel panorama
economico europeo».
-
- Se i porti di Genova, La Spezia e Savona hanno manifestato
preoccupazione per i possibili effetti distorsivi determinati
dall'adeguamento in alto o in basso delle tasse sul mercato portuale
italiano, i porti di transhipment sono allarmati per la crescente
distorsione della concorrenza determinatasi non in ambito nazionale
bensì nell'intero mercato del Mediterraneo a causa del moltiplicarsi
sulla sponda africana di hub portuali di transhipment che possono
avvalersi di costi e di tasse sensibilmente inferiori rispetto a
quelli sostenuti dai concorrenti della costa europea.
-
- Giovedì scorso i rappresentanti di Medcenter Container
Terminal (MCT), la società che opera il container terminal
del porto di Gioia Tauro, e della sua capogruppo Contship Italia
hanno incontrato il ministro delle Infrastrutture e Trasporti,
Altero Matteoli, e il presidente della Regione Calabria, Agazio
Loiero. I rappresentanti del gruppo terminalista hanno evidenziato
il contributo economico e sociale offerto dalle attività
portuali sia per le regioni meridionali, ed in particolare per la
Calabria, sia per il sistema Paese, ed hanno espresso «forte
preoccupazione sulle conseguenze che il perdurare della crisi dei
volumi movimentati avrebbe sulla vita di circa 6.000 persone e sui
traffici di scambio con i porti regionali italiani».
- MCT e Contship Italia hanno confermato a Matteoli e Loiero che
le azioni avviate in questi giorni e quelle delle quali si è
discusso nel corso dell'incontro, «se saranno approvate e
realizzate, produrranno i loro effetti in tempi purtroppo non
compatibili con la necessità di porre rimedio agli attuali
esuberi di personale. Non è più possibile quindi -
hanno precisato - procrastinare il ricorso agli ammortizzatori
sociali. MCT e Contship Italia hanno consegnato a Matteoli e Loiero
una documentazione relativa alle motivazioni ed al peso economico
degli interventi indispensabili al parziale e temporaneo
riequilibrio delle esistenti distorsioni della concorrenza subita.
-
- Il governatore calabrese ha definito intollerabile il rischio
che la crisi si scarichi sui lavoratori del terminal calabrese ed ha
manifestato apprezzamento per l'emendamento proposto dal ministro
nella Finanziaria per abbattere le tasse di ancoraggio. «Si
tratta tuttavia - ha osservato Loiero - di un provvedimento tampone
e non risolutivo e abbiamo chiesto pertanto, trovando la
disponibilità del ministro, strumenti strutturali in grado di
aprire prospettive nuove, rendendo l'hub di transhipment calabrese
ancor più competitivo rispetto a quelli di altri paesi
extracomunitari che si affacciano sul Mediterraneo». Anche
secondo Loiero, infatti, il provvedimento non scarica i costi sulla
fiscalità, bensì sulle Autorità Portuali: «in
questo modo - ha spiegato - il bilancio della Autorità
Portuale potrà fare ben poco. Consentiranno interventi
modesti e non di lunga durata. Le somme messe in campo saranno
contenute, perché con le stesse risorse di oggi l'Autorità
Portuale non sarà grado di scongiurare la crisi in atto e far
diventare Gioia Tauro più attrattivo, con il rischio di far
saltare il proprio bilancio che deve comunque chiudere con i conti
in ordine».
-
- B.B.
|
|
- Piazza Matteotti 1/3 - 16123 Genova - ITALIA
tel.: 010.2462122, fax: 010.2516768, e-mail
|