
In una lettera congiunta presentata oggi, Transport &
Environment (&E) e altre 15 organizzazioni e aziende attive
principalmente nel campo della transizione energetica denunciano che
il meccanismo SMAP (Sustainable Maritime Alternative Propulsion),
che è stato introdotto dalla Commissione Europea nel
pacchetto di revisione del sistema di scambio di quote di emissioni
ETS dell'UE che ha presentato a luglio
(
del
17
luglio 2026), rischia di premiare soluzioni già
disponibili invece di sbloccare gli investimenti nei carburanti
sintetici. I 16 firmatari ammettono, tuttavia, che lo SMAP è
la misura più concreta prevista per il trasporto marittimo,
riservando fino a 110 milioni di allowance tra il 2028 (o il primo
anno successivo all'entrata in vigore) e il 2040 che sono necessarie
per coprire il differenziale di prezzo tra carburanti navali
sostenibili e fossili e parte dei costi delle tecnologie di
propulsione a emissioni zero. Il beneficiario è la compagnia
di navigazione, che può chiedere ogni anno l'assegnazione in
base ai carburanti usati o alle riduzioni di emissioni dell'anno
precedente.
Specificando che il sostegno assicurato dallo SMAP è
stimato in 15 miliardi di euro tra il 2028 e il 2040, i firmatari
sottolineano che un meccanismo di questa portata può spingere
gli armatori verso gli e-fuel, che in questo periodo dovranno
crescere di scala per rispettare gli obiettivi di decarbonizzazione
di lungo termine. Ricordando che il Sustainable Transport Investment
Plan (STIP) della Commissione si rifà a stime secondo cui in
meno di dieci anni potrebbero servire 4,6 milioni di tonnellate di
e-fuel per raggiungere gli obiettivi del regolamento europeo FuelEU
Maritime, i firmatari riconoscono che la proposta va appunto in
questa direzione prevedendo una copertura del differenziale di
prezzo più alta per gli e-fuel rispetto agli altri carburanti
alternativi. I 16 firmatari, però, ritengono che, pur essendo
un passo benvenuto, ma sia sufficiente. Il problema - spiegano - è
la natura degli investimenti: gli impianti di e-fuel richiedono
molto capitale, e i produttori possono andare avanti solo se hanno
firmato con i clienti accordi di acquisto di lungo periodo
(offtake). Secondo i firmatari della lettera, la proposta attuale
non offre un sostegno sufficiente a questo processo. Ne consegue -
sostengono - che lo SMAP dovrebbe premiare soprattutto l'uso di
e-fuel nel lungo periodo, e non opzioni tecnologiche di breve
termine che potrebbero già essere incentivate dalla
legislazione esistente.
Al fine di rispondere a questo problema, a pochi giorni
dall'avvio del confronto sulla revisione dell'ETS in Parlamento e
Consiglio, i firmatari chiedono di apportare due modifiche
nell'ambito del negoziato, a partire dal riservare una quota
significativa delle allowance agli e-fuel, assicurando così
che lo SMAP aiuti le opzioni di lungo periodo, incluse alcune
prodotte in Europa, e non sussidi solo soluzioni di breve termine
già sul mercato. La seconda proposta di modifica è
l'introduzione di un meccanismo di prenotazione anticipata
(book-in-advance) per gli e-fuel. Senza un sostegno di prezzo
garantito - osservano i firmatari - è improbabile che gli
armatori firmino contratti di lungo periodo con i produttori. Il
meccanismo renderebbe più finanziabili progetti che nella
grande maggioranza dei casi sono nella fase precedente la decisione
finale di investimento. Nella lettera si ricorda che uno strumento
analogo è già previsto nella proposta sulle allowance
per i carburanti sostenibili per l'aviazione (SAF Allowance).
I firmatari, quindi, non mettono in discussione la logica dello
SMAP, ma ne chiedono una correzione di rotta: se la quota riservata
e la prenotazione anticipata entreranno nel testo - sostengono - il
meccanismo premierebbe gli e-fuel più che gli altri
carburanti.
La lettera, oltre che da Transport & Environment, è
sottoscritta da Copenhagen Infrastructure Partners, Hy24, Getaer
Zero Fuels, Reolum, European Energy, Elyse Energy, Moeve, Iberdrola,
MGH Energy, Avalon Renovables, Green Transition Denmark, NABU e
zero.