
Nei giorni scorsi Mitsubishi Heavy Industries ha annunciato un
piano che prevede investimenti pari a 100 miliardi di yen (600
milioni di dollari) per ampliare la propria capacità nel
segmento della cantieristica navale in Giappone. Il 2 ottobre
l'azienda ha sottoscritto un accordo con il Comune di Shimonoseki,
nella prefettura di Yamaguchi, per acquisire un'area destinata allo
sviluppo industriale sull'isola artificiale di Choshu Dejima. Il
gruppo giapponese intende utilizzarla per ampliare la capacità
produttiva della controllata Mitsubishi Shipbuilding. Secondo quanto
comunicato da MHI, fino a 40 miliardi di yen dell'investimento
potranno essere coperti da contributi pubblici, nell'ambito delle
misure promosse dal governo giapponese per rafforzare la capacità
produttiva nazionale nel settore della costruzione navale. Il
progetto, infatti, è stato riconosciuto come un intervento
utile a consolidare le infrastrutture cantieristiche del Paese e a
garantire la disponibilità di navi nel medio e lungo periodo.
Il programma prevede il trasferimento nel nuovo sito di alcune
funzioni attualmente svolte dallo stabilimento cantieristico Enoura,
appartenente al complesso Shimonoseki Shipyard & Machinery Works
di MHI, e la realizzazione di un nuovo impianto per la produzione di
blocchi dello scafo.
MHI ha spiegato che il piano punta a potenziare le capacità
produttive di Mitsubishi Shipbuilding, migliorando l'organizzazione
delle attività e predisponendo una struttura industriale in
grado di sostenere la crescita futura delle commesse. L'obiettivo è
di rafforzare la competitività del gruppo in un contesto nel
quale la capacità di costruire nuove navi assume
un'importanza crescente, sia per le prospettive del trasporto
marittimo mondiale sia per le esigenze di sicurezza economica.
Inoltre, l'investimento si inserisce nella politica industriale
giapponese volta a rafforzare la filiera nazionale della costruzione
navale, considerata strategica per un'economia fortemente dipendente
dai trasporti marittimi.
Lo scorso 11 settembre Mitsubishi Shipbuilding ha ottenuto dal
Ministero giapponese del Territorio, delle Infrastrutture, dei
Trasporti e del Turismo l'approvazione del proprio piano per
garantire la fornitura stabile di prodotti critici, con particolare
riferimento agli scafi. Il progetto di Shimonoseki costituisce
quindi una delle iniziative sostenute nell'ambito di questa
strategia pubblica. Il quadro normativo di riferimento è
l'Economic Security Promotion Act, la legge giapponese sulla
promozione della sicurezza economica, che consente di sostenere la
produzione e la disponibilità di beni ritenuti essenziali per
la sicurezza nazionale. Tra questi figurano componenti navali quali
motori, eliche, apparecchiature sonar e scafi. La misura non
riguarda esclusivamente Mitsubishi. Nella stessa tornata di
settembre, il ministero ha approvato piani di investimento di altri
costruttori giapponesi, tra cui Oshima Shipbuilding, Kawasaki Heavy
Industries, Naikai Zosen e il gruppo Shin Kurushima. Per Mitsubishi
Shipbuilding, il potenziale contributo pubblico massimo previsto è
appunto di circa 40 miliardi di yen.