
Tra sabato e domenica nuovi attacchi hanno colpito il traffico
commerciale nell'area dello Stretto di Hormuz. Il Corpo delle
guardie della rivoluzione islamica (IRGC) sostiene che due
superpetroliere, ciascuna con circa due milioni di barili di
greggio, abbiano preso fuoco dopo aver urtato mine navali.
L'incidente alla prima nave sarebbe avvenuto tra venerdì e
sabato e avrebbe provocato un violento incendio a bordo, mentre
anche sulla seconda sarebbe divampato un rogo. L'IRGC afferma che le
navi viaggiavano su rotte “non autorizzate”, con sistemi
di posizione e radar spenti e, secondo la versione iraniana, con il
sostegno dell'esercito USA
L'agenzia britannica UKMTO ha invece segnalato petroliere e un
rimorchiatore colpiti da razzi e proiettili. In particolare, nelle
ultime 48 ore due tanker sarebbero state colpite a circa 70-80
miglia nautiche a nord-est di Jubail, in Arabia Saudita. Una,
battente bandiera delle Isole Marshall, sarebbe stata raggiunta da
un proiettile. L'equipaggio sarebbe stato evacuato e l'incidente non
avrebbe causato nessuna vittima. L'altra nave cisterna avrebbe
subito danni a poppa, per un razzo anticarro RPG sparato da una
piccola imbarcazione. L'UKMTO ha evidenziato che si tratta di un
nuovo tipo di attacco nell'area.
Inoltre, ieri l'UKMTO ha riferito di un rimorchiatore colpito da
due proiettili a nord-est del porto emiratense di Khor Fakkan,
mentre navigava verso sud. Il mezzo navale avrebbe riportato danni,
proseguendo la rotta. Un membro dell'equipaggio sarebbe rimasto
lievemente ferito.