 Il porto di Trieste ha archiviato i primi nove mesi del 2026 con
un incremento dei traffici delle merci sostenuto dalla ripresa dei
container, dalla crescita delle rinfuse liquide e dal consolidamento
del segmento ro-ro. Tra gennaio e settembre lo scalo giuliano ha
movimentato 45,2 milioni di tonnellate di merci, con un aumento del
+3,1% rispetto allo stesso periodo del 2025. L'Autorità di
Sistema Portuale del Mare Adriatico Orientale ha reso noto che
considerando anche Monfalcone, l'intero sistema portuale ha superato
i 47,9 milioni di tonnellate (+1,8%).
Il miglioramento si è
concentrato soprattutto nel terzo trimestre del 2026. Per l'intero
sistema portuale, la variazione è passata dal +0,7%
registrato nel primo semestre ad un andamento più favorevole
nei tre mesi successivi. Trieste, in particolare, ha recuperato
terreno nel traffico containerizzato, tornato positivo dopo la
flessione della prima parte dell'anno.
Nei primi nove mesi di quest'anno a Trieste il traffico delle
rinfuse liquide, che è di gran lunga la componente principale
delle merci movimentate dallo scalo, è stato di 32,3 milioni
di tonnellate (+3,9%). Il segnale più significativo,
tuttavia, riguarda i container: nel periodo gennaio-settembre del
2026 il porto giuliano ha movimentato 528.125 teu, con un incremento
del +2,5% rispetto al corrispondente periodo del 2025. Il risultato
arriva dopo una prima metà dell'anno negativa
(
del 27
luglio 2026), ed è sostenuto da un terzo trimestre nel
quale sono stati movimentati 165.502 teu, il +22,3% in più
rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Il traffico ro-ro ha
proseguito la propria crescita: nei primi nove mesi sono state
movimentate 241.034 unità (+3,4%), mentre il totale dei
veicoli si è attestato a 256.989 unità (+1,5%). Nel
periodo gennaio-settembre il totale delle merci varie ha raggiunto
12,8 milioni di tonnellate (+1,0%). Accentuato il rialzo delle
rinfuse solide attestatesi a 104mila tonnellate (+35,0%).
In controtendenza rispetto ai principali indicatori
merceologici, nel porto di Trieste il traffico ferroviario nei primi
nove mesi ha registrato 5.206 treni, con una diminuzione del -14,0%.
L'AdSP attribuisce la flessione alle limitazioni che interessano da
tempo i corridoi europei, aggravate dalla chiusura dell'impianto di
Tarvisio Boscoverde tra la fine di agosto e settembre e dalla
successiva riapertura parziale, limitata ad una fascia notturna di
dieci ore. Per un porto che serve ampiamente mercati non italiani,
l'efficienza dei collegamenti ferroviari è una componente
essenziale della competitività, tanto per i container quanto
per le altre categorie di traffico. A tal proposito, il presidente
dell'AdSP del Mare Adriatico Orientale, Marco Consalvo, ha affermato
che continuerà il confronto con Rete Ferroviaria Italiana e
con i gestori delle reti europee per garantire alle imprese
collegamenti all'altezza del ruolo di Trieste.
Il porto di Monfalcone ha chiuso i primi nove mesi del 2026 con
2,7 milioni di tonnellate , con una contrazione del -15,7% che
risulta comunque meno accentuata rispetto al -24,9% registrato nel
solo primo semestre. La debolezza riguarda soprattutto le rinfuse
solide, che hanno totalizzato 2,1 milioni di tonnellate (-22,8%). Il
confronto - ha spiegato l'ente portuale - risente dei volumi
eccezionalmente elevati del 2025, quando alcune imprese avevano
anticipato gli acquisti in previsione dell'entrata in vigore del
meccanismo europeo di adeguamento del carbonio alle frontiere
(CBAM). Sulle movimentazioni incidono, inoltre, le tensioni
energetiche connesse alla crisi nello Stretto di Hormuz e le
oscillazioni dei prezzi del gas e dell'elettricità, con
conseguenze sulle importazioni e sull'attività industriale.
Le merci varie hanno mostrato invece un andamento positivo con
683mila tonnellate (+16,7%). I veicoli commerciali sono scesi a
65.093 unità (-15,5%), anche se settembre ha evidenziato un
recupero mensile del +9,91. I treni operati a Portorosega sono stati
1.579, in diminuzione del -9,7%.
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