
La Commissione Europea ha sollecitato l'Italia, nonché la
Spagna e la Francia, a conformarsi alle norme UE sui servizi
portuali inviando un parere motivato ai rispettivi tre governi per
non aver adempiuto agli obblighi previsti dall'articolo 4, paragrafi
3 e 4, del regolamento europeo sui servizi portuali n. 352 del 15
febbraio 2017 e dall'articolo 49 del Trattato sul funzionamento
dell'Unione Europea. La Commissione ha ricordato che tali
disposizioni consentono agli Stati membri, a rigorose condizioni di
trasparenza, non discriminazione e proporzionalità, e con
l'obiettivo di garantire il rispetto della propria legislazione
sociale e del lavoro, comprese le norme sulle ispezioni del lavoro,
di imporre l'obbligo di bandiera per le navi che forniscono servizi
di rimorchio o ormeggio nei porti situati sul loro territorio.
La Commissione ha spiegato che Spagna, Francia e Italia hanno
imposto l'obbligo per le unità navali utilizzate per il
rimorchio e l'ormeggio nei rispettivi porti di esporre le rispettive
bandiere nazionali, al fine di garantire l'applicazione delle leggi
sociali nazionali. Tuttavia, si specifica nel parere motivato, il
regolamento sui servizi portuali autorizza già gli Stati
membri ad applicare tali leggi nazionali in materia sociale e del
lavoro indipendentemente dalla bandiera della nave sottoposta a
ispezione e, qualora gli Stati membri decidessero comunque di
imporre un requisito relativo alla bandiera, questo deve essere
definito come la bandiera di qualsiasi Stato membro dell'UE anziché
la bandiera nazionale di un particolare Stato membro. La Commissione
ha osservato che un requisito relativo alla bandiera nazionale, come
formulato da Spagna, Francia e Italia, non è pertanto
conforme alle norme dell'UE.
Lo scorso gennaio la Commissione aveva inviato lettere di messa
in mora ai tre Stati membri per il mancato adempimento dei loro
obblighi ai sensi di tali normative. Non avendo ancora adempiuto
agli obblighi, Bruxelles ha inviato un parere motivato ai tre Stati
membri che ora hanno due mesi di tempo per rispondere e porre
rimedio alle carenze sollevate dalla Commissione. In caso contrario,
il regolamento sui servizi portuali non sarà più
valido.