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PORTI
Taranto, la crisi siderurgica continua a pesare sul porto
Le rinfuse liquide sostengono i volumi, ma nei primi nove mesi del 2026 il traffico complessivo cala del 5,7%. Ancora volatile la movimentazione dei container
Taranto
3 novembre 2026
Il porto di Taranto non riesce a scrollarsi di dosso la sua
tradizionale vocazione industriale, nonostante i ripetuti tentativi
di diversificazione avviati almeno venticinque anni in coincidenza
con l'inaugurazione del suo container terminal al Molo
Polisettoriale
(
del 2
luglio 2001). E questa vocazione sta ancora dominando le recenti
sorti dello scalo pugliese, che è in balia degli andamenti
dei volumi delle rinfuse, in particolare di quelle solide legate
alla filiera siderurgica.
Per lunghi anni sono state le rinfuse solide a dominare la
scena. Ultimamente sono quelle liquide a sostenere l'attività
del porto. La crisi del comparto siderurgico legato all'ex Ilva sta
infatti continuando ad avere un forte impatto sullo scalo pugliese
che nel terzo trimestre di quest'anno ha registrato un traffico
complessivo di 2,76 milioni di tonnellate di merci, con un
incremento del +9,1% sullo stesso periodo del 2025 addebitabile in
gran parte alla crescita dei carichi liquidi. Quest'ultimo settore è
trainato dai volumi di prodotti petroliferi della locale raffineria
Eni e dal petrolio grezzo proveniente dal giacimento lucano Tempa
Rossa, ed ha chiuso il periodo luglio-settembre del 2026 con 1,51
milioni di tonnellate (+15,6%). Le rinfuse solide, invece,
nonostante il rialzo del +551,6% registrato a luglio, hanno
archiviato il terzo trimestre di quest'anno con una flessione del
-30,7% scendendo a 617mila tonnellate.
A contribuire all'aumento globale trimestrale hanno concorso
anche le merci convenzionali, salite del +95,7% a 604mila
tonnellate, e le merci in container che, con 25mila tonnellate,
hanno registrato un incremento del +22,8%. Tuttavia, questi ultimi
due comparti continuano ad essere caratterizzati da una notevole
volatilità del traffico, a segnalare che episodici aumenti
dell'attività possono non essere indice di un recupero
strutturale.
Nei primi nove mesi del 2026 il porto di Taranto ha movimentato
complessivamente 8,99 milioni di tonnellate di merci, con una
diminuzione del -5,7% sul corrispondente periodo dello scorso anno.
Le rinfuse liquide, con 4,35 milioni di tonnellate, hanno registrato
un aumento del +31,8%, mentre quelle solide sono calate del -38,2% a
2,80 milioni di tonnellate. Il traffico delle merci convenzionali è
stato di 1,59 milioni di tonnellate (-3,1%) e quello delle merci
containerizzate di 255mila tonnellate (+249,4%) ed è stato
realizzato con una movimentazione di contenitori pari a 22.921 teu
(+646,1%). Un po' poco per un container terminal che avrebbe una
capacità annua pari a due milioni di teu, anche se soffre di
limiti strutturali quali fondali non sufficientemente profondi.
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